Elia Viviani vince al Dubai Tour © LaPresse - Massimo Paolone
Elia Viviani vince al Dubai Tour © LaPresse - Massimo Paolone

Velocisti, cambiano i valori in campo

Il bilancio dell’inizio stagione per gli sprinter: Viviani e Groenewegen solide realtà, Cavendish e Greipel provano a ritornare in auge. Kittel ancora fermo al palo

Con i primi due mesi ormai in archivio è possibile tracciare un bilancio di una delle categorie in cui possono essere suddivisi i ciclisti. Non tanto gli scalatori, che hanno avuto giusto una manciata di occasioni per mettersi in mostra, per altro non in scontri diretti. Neppure i cronoman, gli uomini da classiche vallonate o del pavè, con questi ultimi che hanno appena iniziato le loro sette settimane di full immersion fra muri e pietre. Ben diverso, invece, il discorso che riguarda i velocisti. Dall’Australia al Sudamerica, dall’Asia all’Europa, sono state svariate e interessanti le loro esibizioni, con tanti degli sprinter già in ottima condizione.

Il nuovo Viviani piace molto: vittorie e gran prestazioni per il veronese
Il plurivittorioso del 2018, accanto al solito Valverde, è Elia Viviani. Diciassette giorni di corsa e cinque vittorie per il veronese, che ha approcciato la nuova esperienza con la Quick Step Floors in maniera perfetta. Una tappa al Tour Down Under, due e la generale al Dubai Tour, una all’Abu Dhabi. E potevano essere di più, perché il secondo posto alla Cadel Evans Great Ocean Road Race è giunto dopo una portentosa rimonta; con la gamba mostrata in quell’occasione, l’azzurro, se meglio posizionato, non avrebbe avuto certo difficoltà a battere McCarthy.

Con la squadra belga l’inizio è stato, come detto, fantastico, nonostante ancora una non perfetta intesa con il treno a disposizione. Proprio la possibilità di avere gregari a supporto è stata la ragione che lo ha portato a lasciare anzitempo il Team Sky: la decisione già da ora pare azzeccata e sicuramente pagherà dividendi anche a lungo termine. Il ventinovenne di Vallese di Oppeano, abbandonati almeno per il momento i velodromi, tornerà in gara alla Paris-Nice di inizio mese prima di concentrarsi sulla Milano-Sanremo: proprio qui si nota l’unica controindicazione nel correre per una simile corazzata. La concorrenza interna sarà elevatissima e, almeno sulla carta, non parte come leader primario. Lo sarà invece al Giro d’Italia, grande obiettivo del 2018 dove punta a essere il velocista da battere. E con i risultati attuali il ruolo può essere suo.

E la Quick Step ha anche un Gaviria già in forma
La Quick Step Floors, oltre al veneto, ha in rosa un altro sprinter di rango mondiale e che, manco a farlo apposta, di Viviani è stato il più fiero rivale negli ovali. Sinora Fernando Gaviria si è messo in mostra prima nella Vuelta a San Juan, vittorioso nella tappa inaugurale prima di un ritiro causa caduta, e poi nel neonato Colombia Oro y Paz, letteralmente dominando la scena tra le strade di casa. L’approdo europeo fra Omloop Het Nieuwsblad e Kuurne-Bruxelles-Kuurne è stato insoddisfacente, complice anche una caduta nella prova di sabato.

Con Maxi Richeze l’intesa sfiora la perfezione, con “el atómico” che riesce sempre a portarlo nella posizione di sparo ideale. La partecipazione alla Strade Bianche desta curiosità, quella alla Tirreno-Adriatico, non ancora confermata, potrà mostrare il suo valore in vista della Milano-Sanremo, due volte disputata da protagonista. Sarà inoltre interessante ammirarlo nel prosieguo delle classiche del pavè, dove ha già mostrato doti non comuni; salterà invece il Giro, destinato a Viviani, e si dedicherà al Tour of California prima di andare all’assalto del Tour de France: la Quick Step Floors è reduce da una Boucle dove ha dominato nelle volate e ripetere il medesimo bottino pare compito difficile per il ventitreenne. Difficile ma non impossibile, considerate le doti non ancora appieno espresse su strada.

Groenewegen, che salto di qualità! E il treno aiuta
Il corridore che maggiormente è apparso migliorato in questo avvio di stagione è Dylan Groenewegen. Il neerlandese, reduce da un 2017 da otto vittorie, è ulteriormente salito di colpi, dimostrando una punta di velocità pura non indifferente. L’affermazione inaugurale al Dubai Tour, le due alla Volta ao Algarve e soprattutto quella alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne sono giunte in maniera netta, senza che i rivali potessero competere ad armi pari. Il treno del Team LottoNL-Jumbo, nel quale si alternano Grøndahl Jansen, Roosen e Wagner, sta crescendo di rendimento e di “peso” all’interno del gruppo, proponendosi come uno dei principali del World Tour: per competere con la Quick Step Floors manca probabilmente ancora qualcosa, ma il divario si è sicuramente ridotto.

Il ventiquattrenne di Amsterdam prosegue la sua stagione alla Paris-Nice, dove proverà a proseguire il suo magic moment. Non è al momento prevista la presenza alla Milano-Sanremo, gara per lui ancora inedita: con questa forma non essere al via della Classicissima è un delitto. Così come appare quantomeno particolare la scelta di prendere parte a tutte le classiche del pavé, lui non certo dotato di un fisico possente (177 cm per 70 kg) né, finora, di un curriculum di rilievo in tali appuntamenti. L’avvicinamento al Tour de France passa poi per il Tour of Norway e lo Ster ZLM, dove potrà incrementare il bottino prima del gran ballo di luglio.

Cavendish e Greipel, inizio ok. Ewan meno esplosivo del solito, Degenkolb in fieri
Due vecchietti che sommano tra gli élite esattamente 300 vittorie non vogliono di certo demordere dinanzi ai giovani rampanti. Ed entrambi stanno provando a ritrovarsi dopo un 2017 difficile per motivi diversi. André Greipel, che nell’inverno ha voluto riprogrammare da zero la propria impostazione nelle volate, ha aperto e chiuso nel migliore dei modi il Tour Down Under, mentre non è stato mai nel vivo all’Abu Dhabi Tour. La stessa prova non ha arriso a Mark Cavendish, costretto a ritirarsi dopo neppure 5 km nella prima tappa: il mannese, vincitore di tappa al Dubai Tour, appare ancora lontano dalla miglior forma. Se il tedesco della Lotto Soudal dovrebbe riproporre il programma Giro + Tour, il britannico del Team Dimension Data riproporrà ancora il programma California + Tour, con la speranza di ben figurare alla Milano-Sanremo.

Se Sam Bennett, Michael Matthews e Peter Sagan di fatto non si sono quasi mai visti, con lo slovacco comunque capace di timbrare al Tour Down Under, vi è Caleb Ewan che è partito bene ma non benissimo, per i suoi standard. Se il minuto australiano nel 2017 aveva esultato quattro volte fra Tour Down Under e Abu Dhabi Tour, per ora si è accontentato di una gioia nella corsa di casa e della Clásica de Almería senza rivali di peso. Per il resto, pur essendo spesso della contesa, non ha mai mostrato la medesima forma degli avversari, sbagliando i tempi pur se ottimamente pilotato dai suoi. Il folletto della Mitchelton-Scott proverà a rifarsi alla Tirreno-Adriatico e alla Milano-Sanremo prima di staccare e pensare al debutto al Tour de France.

Per quanto riguarda John Degenkolb, invece, il discorso è ambivalente. È vero che il tedesco ha fatto 2 su 2 nelle prime uscite al Trofeo Ses Salines e al Trofeo Palma; tuttavia il tedesco della Trek-Segafredo non è mai stato in lotta per il successo una volta che la concorrenza è aumentata di qualità al Dubai Tour e alla Volta ao Algarve. Rispetto al complicato 2017 è un miglioramento, ma la strada per poter imporsi nelle volate di gruppo al Tour de France è ancora lunga. Chi invece è emerso di prepotenza è Magnus Cort Nielsen, in gran forma come il resto dell’Astana Pro Team: vero, una sola vittoria al Tour of Oman, per altro quando gli altri sprinter si erano staccati, tuttavia l’impressione lasciata è che il venticinquenne danese sia prossimo alla consacrazione in un grande appuntamento. Che potrebbe tranquillamente essere al Tour de France, dove è previsto il suo debutto.

Kristoff e Kittel, big dal destino diverso: il tedesco scalpita
I due sprinter di maggior palmares che hanno cambiato casacca nella scorsa sessione di ciclomercato sono alle prese con il naturale periodo di adattamento. Ma se uno ha iniziato a carburare, l’altro fatica terribilmente. Alexander Kristoff, dopo un Dubai Tour di assestamento, si è imposto sia al Tour of Oman che all’Abu Dhabi Tour: pur se non ancora al top della forma e con una sintonia ancora da migliorare con il proprio treno, il nuovo sprinter della UAE Team Emirates ha dato segnali incoraggianti in vista delle amate classiche del nord, piacendo in particolar modo nella resistenza nei percorso più accidentati. Per quanto riguarda le volate pure, oltre che le prove di una settimana, l’obiettivo è di tornare a imporsi dopo tre anni di digiuno al Tour de France.

Sta invece incontrando enormi difficoltà in maglia Team Katusha-Alpecin Marcel Kittel. Il dominatore delle volate 2017 è, in maniera del tutto sorprendente, ancora a secco in stagione. Vero, il ventinovenne si è sinora cimentato solamente in Dubai Tour e Abu Dhabi Tour ma, eccettuando due occasioni, non è mai stato seriamente in lizza per il successo. Il problema del posizionamento, che durante l’esperienza in Quick Step Floors pareva sistemato, è tornato prepotentemente a riproporsi: anche per uno come lui è impossibile vincere partendo dalla quindicesima posizione. I meccanismi con Haller e Zabel sono alquanto inceppati: il tempo di migliorare in chiave Tour c’è ma è indubbio che proseguire anche nelle prossime gare, prima fra tutte la Paris-Nice, senza affermazioni diventerebbe un problema.

Francia e Italia, arrivano generalmente buone notizie
I gemelli diversi francesi sono entrambi a secco ma in modi diversi: se Arnaud Démare è andato abbastanza vicino al successo fra Volta ao Algarve e Kuurne-Bruxelles-Kuurne, trovandosi sempre di fronte il super Groenewegen attuale, Nacer Bouhanni, aldilà di una piazza d’onore dietro a Cavendish al Dubai Tour, è parso migliorato nella resistenza ma non ancora a livello come punta di velocità. In casa Cofidis cresce benissimo Christophe Laporte che, con tre affermazioni nel calendario nazionale, si candida a sorpresa dell’anno.

Passando agli sprinter italiani, detto di Viviani, sia Sacha Modolo che Giacomo Nizzolo hanno dato segnali di vita: il trevigiano del Team EF Education First-Drapac, vittorioso una volta alla Vuelta a Andalucía (potevano essere due senza la beffa nella frazione inaugurale), è apparso in grande forma anche sulle pietre, prima della sfortunata caduta alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne che fortunatamente si è risolta senza conseguenze. Scivolata priva di infortuni anche per il brianzolo, tornato al successo dopo oltre un anno alla Vuelta a San Juan e, pur se non ancora al livello dei primissimi, tornato competitivo per le posizioni buone.

Entrambi hanno nel mirino il Giro d’Italia, stesso appuntamento per il quale si sta preparando Jakub Mareczko. Il bresciano della Wilier Triestina-Selle Italia ha iniziato il 2018 nella solita maniera: ottimo bivincitore allo Sharjah Tour davanti a Bryan Coquard (altro elemento in cerca del salto di qualità e che pare sulla buona strada) ma poi intruppato al Dubai Tour contro una concorrenza superiore. Il suo problema è, purtroppo, sempre lo stesso: sono poche le opportunità in cui può battagliare contro i califfi della velocità (da qui al Giro rimangono Tirreno-Adriatico, Milano-Sanremo e Scheldeprijs) per un atleta di talento sicuro ma ancora fermo a un successo da professionista in Europa.

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