Il terzetto olandese della velocità a squadre esulta dopo l'oro al Mondiale di Apeldoorn © Swpix
Il terzetto olandese della velocità a squadre esulta dopo l'oro al Mondiale di Apeldoorn © Swpix

L’Olanda domina, l’Italia sogna

Mondiali su Pista ad Apeldoorn, due ori per i padroni di casa nella prima giornata. I quartetti azzurri si confermano al top

La prima giornata dei Campionati del Mondo su Pista di Apeldoorn sorride ai padroni di casa dell’Olanda che chiudono con un bottino di due ori e un argento nelle tre finali in programma oggi, ma anche in assenza di podio sono arrivate notizie più che positive per l’Italia soprattutto grazie ai quartetti dell’Inseguimento a Squadre maschile e femminile: i due trenini azzurri hanno fatto registrare ottime prestazione e domani saranno entrambi in lotta per una medaglia che sarebbe meritatissima per quanto visto oggi.

Quartetto maschile da record: domani sfida per il bronzo
Nell’Inseguimento a Squadre maschile si può addirittura parlare di beffa atroce per l’Italia che al velodromo Omnisport Apeldoorn ha schierato la formazione tipo con i primatisti italiani Liam Bertazzo, Simone Consonni, Filippo Ganna e Francesco Lamon. Nel primo pomeriggio gli azzurri hanno superato brillantemente le qualificazioni facendo segnare addirittura il secondo miglior tempo a meno di sette decimi dalla Gran Bretagna e con poco più di tre decimi di vantaggio sulla Danimarca che è diventata quindi la sfidante dei nostri nel primo turno.

Nella sessione serale i nostri sono stati sontuosi migliorando di circa un secondo e mezzo il tempo della prima batteria e risultando i primi azzurri di sempre a scendere sotto alla barriera del 3’55” sui 4000 metri: il nuovo record italiano è stato fissato a 3’54″884 ma questo non è bastato per avere la meglio sulla Danimarca che quindi si è conquistata l’accesso alla finale per la medaglia d’oro. I danesi hanno preso subito un vantaggio di otto decimo nella prima parte di gare, poi l’Italia ha iniziato come suo solito a rimontare e nell’ultimo chilometro ha dato vita ad un appassionante testa e testa sul filo dei centesimi: all’ultimo giro i nostri erano avanti di un’inezia ma alla fine è stata la Danimarca ad esultare per meno di quattro decimi di secondo. Il grosso rimpianto è che nell’altra sfida la Gran Bretagna è riuscita ad approdare in finale con il tempo di 3’56″335: i britannici hanno sicuramente controllato visto che gli “bastava” battere la Germania, ma per i nostri ci sarà comunque un po’ di amaro in bocca nonostante la grandissima performance. Ma domani ci sarà un medaglia di bronzo da andare a conquistarsi proprio contro la Germania i cui tempi sono stati abbastanza più alti dei nostri.

Anche le donne sono da medaglia sui 4000 metri
È andato forte, e parecchio, anche il quartetto dell’Inseguimento a Squadre femminile il cui programma odierno si fermava però alle sole qualificazioni. Il commissario tecnico Dino Salvoldi ha selezionato per questa prova Elisa Balsamo, Simona Frapporti, Tatiana Guderzo e Letizia Paternoster che lo hanno ripagato con l’ennesima prestazione convincente: per circa tre chilometri le azzurre hanno viaggiato sugli stessi tempi di Stati Uniti e Gran Bretagna, poi nel finale hanno un po’ calato il ritmo anche a causa di una sbavantura in un cambio che ha fatto disunire le atlete.

Alla fine la classifica recita Stati Uniti al primo posto con 4’18″836, Gran Bretagna al secondo con 4’19″177 e Italia terza con 4’21″543: la distanza dalla campionesse del mondo del 2017 e dalle campionesse olimpici nel 2016 si è quindi ridotta notevolmente e domani si potrà lottare per un posto sul podio nonostante la sfida di primo turno con le britanniche ci veda sfavoriti. Le azzurre dovranno comunque riuscire a confermarsi ad altissimo livello perché da dietro Nuova Zelanda e Canada, distanti rispettivamente due secondi e due secondi e mezzo in qualificazione, proveranno ad approfittare di un nostro passo falso.

Rachele Barbieri non riesce a confermarsi
L’anno scorso nella rassegna iridata di Hong Kong la prima giornata di gare si era conclusa con la splendida medaglia d’oro di Rachele Barbieri nello Scratch con la giovane modenese che oggi è scesa nuovamente in pista per provare a confermarsi in una disciplina di cui ormai è diventata uno dei punti di riferimento a livello internazionale: dopo il titolo iridato, infatti, la Barbieri ha vinto sia Campionato Europeo Under23 che in Coppa del Mondo tra le élite e qui ad Apeldoorn guardava con grande fiducia alla sua gara.

Lo Scratch, che pure ha un regolamento estremamente semplice, è sempre una prova che può essere imprevedibile ed in parte è stato così anche oggi: in molti, infatti, si aspettavano infatti gli allunghi della britannica Katie Archibald ed invece a sette giri dal termine è stata l’olandese Kirsten Wild che ha sorpreso tutte e anziché aspettare lo sprint finale dove sarebbe comunque stata una delle favoriti ha preferito giocare d’anticipo. La mossa è stata vincente per la Wild che ha messo diversi metri tra sé e tutte le rivali potendosi godere appieno l’ultimo giro di gara con la medaglia d’oro ormai virtualmente al collo: la belga Jolien D’Hoore ha vinto la volata per la seconda posizione davanti alla danese Amalie Dideriksen per un podio di grandissimi nomi, la nostra Rachele Barbieri invece non è andata oltre una nona posizione che comunque non può essere presa con un risultato del tutto negativo.

Velocità a Squadre: ori per Olanda e Germania
La sessione serale è stata caratterizzata anche dai due tornei della Velocità a Squadre maschile e femminile, due prove decisamente impegnative anche dal punto di vista fisico visti i tre turni in programma nell’arco di meno di tre ore. Tra gli uomini è stato un autentico dominio orange con tempi quasi clamorosi per l’Olanda: in qualificazione Nils van’t Hoenderdaal, Harris Lavreysen e Jeffrey Hoogland hanno dato mezzo secondo a tutti con il loro 42″869, nel primo turno la sostituzione di Hoogland con Buchli ha alzato un po’ il tempo, ma in finale è tornato il terzetto titolare con un 42″727 che è valso la medaglia d’oro e la maglia iridata davanti alla Gran Bretagna di Jason Kenny (risparmiato in qualificazione). Il bronzo è andato alla Francia che ha battuto la Russia nella finalina, brutta giornata invece per Germania e Nuova Zelanda che chiudono “solo” quinta e sesta per via di un primo turno ampiamente sotto le attese.

Tra le donne invece non delude la solita affiatatissima coppia formata da Kristina Vogel e Miriam Welte, vere e proprie regine della specialità che oggi hanno avuto una validissima mano anche dalla giovane Pauline Sophie Grabosch che si è disimpegnata egregiamente in qualificazione: i tempi delle tedesche sono stati i migliori fin dall’inizio riucendo a confermarsi sul 32″6 anche con il passare dei turni. Argento a sorpresa per l’Olanda che ha rivoluzionato completamente la squadra dopo le qualificazioni: Laurine van Riessen e Hetty van de Wouw avevano chiuso con il quarto tempo, a quel punto sono scese in pista Shanne Braspennincx e Kyra Lamberink che, sfruttando una maggiore freschezza, sono riuscite a conquistare l’accesso alla finale. Medaglia di bronzo per la Russia che le fortissime Anastasia Voinova e Daria Shmeleva che però, in un torneo con turni così ravvicinati, avrebbero forse avuto bisogno di un cambio per essere più fresche al momento giusto.

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