Il podio della Strade Bianche femminile © LaPresse - Paolone
Il podio della Strade Bianche femminile © LaPresse - Paolone

L’Eletta scende in Campo

Strade Bianche femminile, Van der Breggen fa sua la gara. Terza Longo Borghini, staccata per un inconveniente

Neanche gli sterrati, il freddo e la pioggia battente dal primo all’ultimo metro di corsa sono riusciti a fermare oggi Anna Van der Breggen verso il suo primo successo in carriera alla Strade Bianche: dopo l’oro olimpico di Rio de Janeiro, i successi al Giro Rosa e a La Course by Le Tour, l’olandese della Boels-Dolmans aggiunge un’altra grande perla al suo sconfinato palmares. La corsa senese ha rappresentato il debutto stagionale su strada per Van der Breggen che però nelle scorse settimane aveva scelto un percorso di avvicinamento completamente diverso rispetto a quello delle rivali: la ventisettenne olandese era infatti volata a Cipro per disputare la Cyprus Sunshine Cup, una gara a tappe di mountain bike in cui è riuscita anche a vincere la classifica generale finale. Insomma, con i terreni accidentali del fuoristrada aveva già preso una bella confidenza.

Tre in fuga, Ragusa unica azzurra
Dopo la neve dei giorni scorsi, questa mattina la quarta edizione della Strade Bianche femminile ha preso il via sotto la pioggia battente e con una temperatura appena superiore ai cinque gradi centigradi: certo, non il gelo che ha caratterizzato la settimana ma tuttavia un clima rigido e non certo ideale per una corsa così impegnativa e che prevede anche tratti di sterrato. In gruppo, però, c’è stata subito chi ha voluto provare a dare battaglia: appena superato il chilometro zero si è formata una fuga comprendente Mayuko Hagiwara (Alé Cipollini), Katia Ragusa (BePink) e Sara Penton (Virtu) che hanno preso velocemente più di un minuto di vantaggio.

Il primo settore di strada sterrata è filato via liscio per quasi tutto il gruppo mentre sul secondo, caratterizzato dalla salita di Ville di Corsano, c’è stata un po’ di selezione e davanti sono rimaste solo Ragusa e Penton. Subito in avvio, comunque, la corsa si è manifestata in tutta la sua durezza: la pioggia non ha reso impossibile il transito sugli sterrati creando solo un sottile strato superficiale di fango, ma ha fatto emergere qualche sconnessione in più e soprattutto ha nasconto la profondità delle varie buche che con l’asciutto sarebbero state molto più visibili; diversi sono stati quindi gli interventi delle ammiraglie, tra le prime “vittime” anche la danese Cecilie Uttrup Ludwig che comunque è ripartita abbastanza velocemente. La fuga di Ragusa e Penton era riuscita a rilanciarsi un po’ dopo la salita, ma il gruppo ha accelerato sul terzo settore sterrato e al chilometro 39 il plotone è tornato compatto.

Fora Longo Borghini ma rientra, ci prova Amialiusik
La prima grande selezione è avvenuta a circa metà percorso sul quinto settore di strada bianca, quello di San Martino in Grania che con i suoi 9.5 chilometri era anche il più lungo tra gli otto in programma: nel gruppo principale sono rimaste poco più di una trentina di atlete e tra chi era rimasto indietro, per motivi vari, c’era anche gente come Shara Gillow, Coryn Rivera, Pauline Ferrand-Prévot, Sheyla Gutiérrez, Christine Majerus e Arlenis Sierra. Proprio al termine di questo tratto, caratterizzato anche da un paio di strappi abbastanza duri, c’è stata una sfortunata foratura di Elisa Longo Borghini che, nonostante il numero 1 sulla schiena, ha dovuto attendere parecchio tempo per cambiare ruota visto che l’ammiraglia della Wiggle High5 era in ultima posizione della fila.

Proprio nel momento della foratura di Longo Borghini, davanti sono arrivati i primi scatti importanti: che Alena Amialiusik (Canyon), che aveva allungato in precedenza, si sono portate la campionessa del mondo Chantal Blaak (Boels) e l’altra olandese Ellen Van Dijk (Sunweb), con quest’ultima che aveva dovuto mettere anche lei piede a terra chilometri prima, fortunatamente in tratto non decisivo. Il forte terzetto di testa ha guadagnato fino a 45″ di vantaggio sul gruppo delle migliori ma a quel punto da dietro è iniziato un deciso inseguimento che ha portato ad un ricongiungimento poco prima del settore sterrato di Monteaperti, un duro tratto di salita dove è esplosa la bagarre anche tra le big.

ELB e AVDB vanno, l’azzurra si stacca per cause non sue. L’olandese si invola e vince, seconda Niewiadoma
È stato proprio qui infatti che hanno attaccato Elisa Longo Borghini e Anna Van der Breggen distruggendo ciò che era rimasto del gruppetto di testa: le stelle di Wiggle e Boels hanno subito fatto la differenza sul resto della compagnia. Il possibile duello epico, però, è durato solo pochi chilometri: la campionessa italiana ha perso contatto, forse a causa di un problema meccanico o forse per colpa di qualcosa che si era incastrato nella bicicletta, ma la sostanza è che in quel momento a poco meno di 20 chilometri dall’arrivo si è conclusa la corsa per quanto riguardava i giochi per la vittoria. Van der Breggen si è involata tutta sola sul penultimo settore di sterrato, ha continuato a guadagnare sul duro strappo di Le Tolfe e solo negli ultimi chilometri, con il muro di Via Santa Categoria si è un po’ rilassata, godendosi il trionfo ed entrando trionfante in Piazza del Campo.

Alla fine Elisa Longo Borghini è stata raggiunta da Katarzyna Niewiadoma che poi ha allungato ancora nell’ultimo chilometro: per la talentuosa atleta polacca, passata quest’anno alla Canyon-SRAM, si tratta del terzo secondo posto consecutivo alla Strade Bianche ma, se negli altri casi poteva recriminare qualcosa per il finale, stavolta il successo di Anna Van der Breggen è stato talmente netto che per le avversarie i piazzamenti sono stati risultati guadagnati di forza. Elisa Longo Borghini ha chiuso con un terzo posto che non può soddisfarla appieno, ma che conferma comunque l’ottimo feeling con la corsa senese: in quattro edizioni disputate, l’ossolana ha raccolto una vittoria, due terzi posti e come peggior risultato un quarto posto, il che la dice assai lunga.

Quarta Blaak, tra le azzurre sorprende Brogi
Dal quarto posto in podio i distacchi si sono dilatati notevolmente: la campionessa del mondo Chantal Blaak è arrivata quarta a 1’32”, anticipando l’australiana Lucy Kennedy quinta e grande sorpresa di giornata, mentre si conferma in buona forma Janneke Ensing (Alé Cipollini) che dopo la vittoria al Le Samyn des Dames oggi ha portato a casa un sesto posto in una gara che, onestamente, non è la più adatta alle sue caratteristiche. Un po’ di delusione invece in casa Cervélo-Bigla che alla vigilia con Ashleigh Moolman e Cecilie Uttrup Ludwig sperava in qualcosa di meglio di un ottavo e decimo posto: la sorte non ha comunque girato a loro favore.

Chiudiamo dato un po’ di meritato spazio anche alle altre atlete italiane che hanno concluso questa durissima Strade Bianche subito a ridosso delle migliori: brave Marta Bastianelli e Tatiana Guderzo, rispettivamente undicesima e tredicesima. Ma ancora di più la giovanissima Angelica Brogi dell’Aromitalia-Vaiano, 20 anni da compiere il prossimo mese di ottobre, che con il quattordicesimo posto di oggi ha conquistato la maglia azzurra di migliore giovane del Women’s World Tour: e poco importa se la perderà già il prossimo weekend alla Ronde van Drenthe, perché un risultato simile in una gara dal profilo molto impegnativo e per di più in condizione meteo così difficile vale davvero tanto e fa ben sperare per il futuro.

 

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