Il podio della Milano-Sanremo 2018 © LaPresse - Spada
Il podio della Milano-Sanremo 2018 © LaPresse - Spada

Vincenzo Nibali manda in estasi l’Italia intera

Milano-Sanremo, le pagelle: Ewan il primo dei battuti, Kristoff sempre presente. Sagan rinvia ancora la festa, assenti Kwiatkowski e Van Avermaet

Vincenzo Nibali – 10 e lode
Da Como a Sanremo. Da Il Lombardia alla Milano-Sanremo. Il siciliano apre la stagione del grande ciclismo come l’aveva chiusa la scorsa stagione: vincendo. E come al solito ha regalato spettacolo come nessun altro ciclista sa fare. Per Nibali è la terza classica monumento dopo aver già vinto per due volte il Lombardia. E perché non sognarne altre? Solitamente nelle pagelle si assegna un aggettivo ad ogni corridore ma per lo Squalo dello Stretto non ce ne sono più.

Caleb Ewan – 9
Che fosse migliorato sugli strappi brevi lo si era già visto al Tour Down Under di gennaio. Ma pensare che potesse salire sul podio della Classicissima era qualcosa di difficile da pronosticare con tutti i grandi velocisti partiti da Milano con l’obiettivo di trionfare in via Roma. È rimasto al coperto per tutta la corsa e, dopo aver superato molto bene il Poggio, in volata è stato il più forte. Primo dei battuti ma per il piccolo australiano è un grande risultato. Schiacciato in bicicletta, schiacciato da Vincenzo Nibali. Ma gli altri sprinter li ha schiacciati lui.

Arnaud Démare – 8
Per il francese della Groupama-FDJ è il secondo podio alla Milano Sanremo dopo la vittoria del 2016. Il sogno era quello di rivincerla e per questo ha messo la sua squadra tirare nella fase finale della corsa. Sulla Cipressa e sul Poggio è sempre stato nelle prime posizioni del gruppo ed alla fine ha ottenuto ottiene un risultato tra i primi tre, che in una classica monumento non è mai da buttare.

Krists Neilands – 7.5
Per avere solo 23 anni e per essere alla sua prima classica monumento è protagonista di un’ottima prova. Attacca sul Poggio ed è l’unico che cerca di resistere all’azione di Vincenzo Nibali. La sorpresa della Milano Sanremo 2018 non può che essere lui.

Sonny Colbrelli – 7
Dopo la bronchite che lo aveva colpito alla Tirreno Adriatico si è presentato al via della Classicissima senza essere al 100%. In corsa però è stato uno dei migliori. Sempre insieme a Nibali e poi dopo lo scatto del suo capitano si è limitato a rimanere nelle prime posizione del gruppo per proteggerne l’azione. Ottimo lavoro di squadra per una vittoria eccezionale alla quale ha partecipato anche il bresciano, che ora guarda con grande fiducia verso le prossime classiche. Un vero uomo squadra.

Michael Matthews – 7
Proveniente da una piccola frattura alla spalla, porta a termine, di fatto, la sua prima corsa della stagione. Sempre nelle prime posizioni del gruppo si piazza settimo , subito dietro Sagan. Alla luce dell’infortunio, una prestazione positiva che fa bene sperare in vista delle classiche del pavé ben adatte alle sue caratteristiche.

Fuggitivi – 7
Una nota di merito se la guadagnano: Mirco Maestri e Lorenzo Rota (Bardiani CSF), Evgeny Kobernyak (Gazprom-RusVelo), Guy Sagiv e Dennis van Winden (Israel Cycling Academy), Sho Hatsuyama (Nippo-Vini Fantini-Europa Ovini), Charles Planet (Team Novo Nordisk), Matteo Bono (UAE Team Emirates) e Jacopo Mosca (Wilier Triestina-Selle Italia) che sono stati all’attacco per oltre 250 chilometri. Coraggiosi.

Alexander Kristoff – 6.5
Dopo aver già ottenuti due podi alla Milano-Sanremo cerca anche in questa stagione di salirci ma il suo obiettivo svanisce per poco. Taglia la linea del traguardo in quarta posizione dopo essere caduto senza conseguenze in zona rifornimento. Buon esordio nella sua prima classica monumento in maglia UAE. Sempre presente nelle posizioni buone.

Julian Alaphilippe – 5.5
Ci si aspettava un suo attacco sul Poggio come un anno fa ma la forma non era la stessa (lo si era visto pure nelle ultime tappe della Parigi-Nizza). Nell’ultimo chilometro si mette però a disposizione di Viviani ma l’italiano non ha la forza per concretizzare il lavoro della Quick-Step Floors.

Gianni Moscon – 5
Il Poggio sarebbe potuto essere un buon trampolino di lancio per un azione delle sue ma invece il noneso non ci ha mai provato. Dopo una buona Tirreno Adriatico ci si sarebbe potuti aspettare qualche cosa in più dal corridore del Team Sky. Anonimo.

Peter Sagan – 5
Anche quest’anno non è riuscito a vincere la Classicissima. Lo slovacco alla partenza ci teneva veramente a trionfare a Sanremo e per questo motivo ha messo la squadra a lavorare per tutta la corsa. Sia sulla salita che lungo la discesa della Cipressa ha curato Nibali; sul Poggio ha però preferito occuparsi solo di Kwiatkowski facendosi sfuggire proprio il siciliano della Bahrain Merida. Ci riproverà l’anno prossimo. Ma ora le occasioni sprecate stanno diventando tante. Troppe.

André Greipel – 5
Cade per ben due volte: una prima del Turchino e la seconda nella fase finale, fratturandosi la clavicola. Non era mai entrato nei primi 20 alla Sanremo e continua con questo tabù pure nel 2018 nonostante i segnali positivi giunti dalla Parigi-Nizza. Sfortunato.

Elia Viviani – 5
Doveva essere l’occasione della vita e invece Elia, guidato al meglio dalla squadra, delude enormemente arrivando senza gambe negli ultimi 300 metri. Ancora una volta non digerisce a pieno le gare oltre i 250 km, anche se la forma mostrata nello strepitoso mese di febbraio pare in calando. Bocciato.

Michal Kwiatkowski – 4.5
Aveva curato la Classicissima nei minimi dettagli andando in ricognizione più volte alla ricerca di un bis memorabile. Mette la squadra in testa sulla Cipressa a dettare un ritmo sostenuto ma prima del Poggio si fa inspiegabilmente trovare in coda al gruppo. Sull’ultima salita arriva troppo tardi in testa e tenta un timido allungo, ma Sagan lo tiene d’occhio e l’azione si risolve in un nulla di fatto.

Greg Van Avermaet – 4
Sul Poggio in tanti si sarebbero aspettati un attacco da parte del corridore della BMC. Invece non si muove e in volata arriva solamente diciassettesimo sintomo di una condizione non ancora al top. Da rivedere.

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