Pello Bilbao a braccia alzate a Folgaria © Tour of the Alps Press Office
Pello Bilbao a braccia alzate a Folgaria © Tour of the Alps Press Office

Pello figo non fa l’operaio

Bilbao approfitta della superiorità Astana e vince la prima tappa del Tour of the Alps ricordando Michele Scarponi

Più che il singolo vincitore, al termine della prima tappa del Tour of the Alps va elogiata la grande prestazione complessiva della sua squadra: sul traguardo di Folgaria, infatti, trionfa lo scalatore spagnolo Pello Bilbao ma è tutta l’Astana ad impressionare ed a candidarsi per il ruolo di grande antagonista del Team Sky per il prossimo Giro d’Italia che scatterà tra meno di tre settimane. Ad ogni modo per Bilbao si tratta della prima vittoria con la maglia del team kazako in cui milita dall’inizio del 2017: corridore affidabile e sempre pronto a lavorare per i compagni di squadra, il 28enne basco di Guernica aveva recentemente dimostrato un’ottima condizione di forma al Giro dei Paesi Baschi ed in Trentino è riuscito a cogliere l’attimo giusto per attaccare sfruttando la superiorità della squadra e cogliendo una vittoria meritata che gli mancava quasi da due anni esatti.

Ballerini e Turrin in una fuga di nove
Il Tour of the Alps ha confermato anche quest’anno il suo percorso molto impegnativo e anche in questa prima tappa la strada ha praticamente iniziato subito a salire dopo la partenza da Arco: più che altro si trattava di un lungo ed estenuante falsopiano, con tratti molto pedalabili alternati ad altri un poco più impegnativi, che portava al primo gran premio della montagna della corsa ai 1145 metri del Valico di Andalo al chilometro 50. Ci sono stati subito diversi tentativi di attacco ma l’azione buona è partita al chilometro 14: i protagonisti della fuga sono stati Joan Bou (Nippo), Alex Turrin (Wilier), Matthias Krizek (Felbermayr), Marco Friedrich (Tirol), Alekseijs Saramotins (Bora), Natnael Berhane (Dimension Data), Davide Ballerini (Androni), Pascal Eenkhoorn (LottoNL) ed Aleksey Rybalkin (Gazprom).

La lunghezza complessiva della tappa di appena 134.6 chilometri imponeva grande prudenza al gruppo, soprattutto in presenza di un gruppo abbastanza numeroso: sono state la Sky di Chris Froome e la Groupama-FDJ di Thibaut Pinot a tenere sotto controllo la situazione senza mai lasciare più di 3’20” di vantaggio al drappello dei nove battistrada. Notizie non buone sono arrivate da Matteo Pelucchi che si è ritirato poco dopo metà tracciato: il Tour of the Alps non è certo la sua corsa come caratteristiche, ma quello di oggi non è stato un buon segnalare se il velocista della Bora-Hansgrohe sperava in una convocazione per il Giro d’Italia.

Ciccone ci prova in salita verso Serreda
Lasciatosi alle spalle un lungo tratto di pianura, la corsa ha cambiato scenario dopo il transito da Rovereto dove era previsto anche l’unico traguardo volante di giornata, vinto da Eenkhoorn: da lì iniziava la lunga ascesa di Serrada, quasi 19 chilometri di salita non durissimi con un gran premio della montagna di seconda categoria posizionato a poco più di sei chilometri dalla conclusione. Quando la strada ha iniziato a salire i fuggitivi erano rimasto in sette visto che avevano perso contatto Rybalkin e Friedrich, poi hanno alzato bandiera bianca anche Saramotins ed Eenkhoorn che sono stati ripresi dal gruppo in rimonta e sempre guidato da Groupama-FDJ e Sky.

La fuga è stata definitivamente annullata a circa 13 chilometri dall’arrivo quando dal gruppo è uscito lo svizzero Sébastien Reichenbach (Groupama), un allungo che è servito poco al suo capitano Thibaut Pinot, ma che di fatto ha istigato il controscatto di Giulio Ciccone che si è portato solitario al comando della tappa: l’abruzzese della Bardiani-CSF ha mostrato una buona condizione fisica e ha preso anche 20″ di vantaggio sul gruppo dei migliori dove a questo era il Team Sky a fare un’andatura sostenuta ma comunque abbastanza regolare.

Astana in superiorità, Bilbao ne approfitta
A poco più di un chilometro dal gran premio della montagna, il francese Kenny Elissonde ha sensibilmente accelerato con a ruota il suo capitano Chris Froome ed il plotoncino si è ridotto ulteriormente: in questa fase un titubante Fabio Aru ha provato un allungo poco convinto ed il risultato è stato quello di non riuscire a seguire la risposta di Chris Froome a cui si sono accodati Thibaut Pinot (Groupama), Domenico Pozzovivo (Bahrain) e George Bennett (LottoNL). Al gran premio della montagna di Serrada, Giulio Ciccone è riuscito a transitare in testa conquistato la maglia di leader della speciale classifica, ma i quattro inseguitori gli erano ormai incollati: anche il secondo gruppetto non era distante e all’inizio della discesa si è formato in testa alla corsa un drappello di 15 unità.

È qui che è emerso in grande collettivo dell’Astana che poteva contare addirittura su cinque uomini nel gruppo di testa dopo che in salita si era brevemente messo in evidenza il kazako Stalnov: il Tour of the Alps è una corsa che la squadra kazaka sente molto perché l’anno scorso, proprio qui e nella prima tappa, Michele Scarponi conquistò la sua ultima vittoria pochi giorni prima del fatale incidente in allenamento. La situazione tattica era troppo favorevole per non essere sfruttata, la squadra ha subito aumentato il ritmo in discesa e poi lanciando lo spagnolo Pello Bilbao che se ne è andato con la classica mossa del fagiano.

Bene il giovane Sosa, Aru senza cambio di ritmo
Gli ultimi 700 metri di tappa erano di nuovo in salita, ma i 10″ guadagnati grazie all’opera di copertura dei suoi compagni di squadra sono bastata a Pello Bilbao per andare a tagliare il traguardo a braccia alzate: anzi, lo spagnolo non ha perso praticamente nulla nei confronti dei favoritissimi per la vittoria finale. Nel gruppetto alle spalle di Bilbao si è messo in evidenza il giovane colombiano Ivan Sosa, appena 20 anni ma già capace di fare la differenza: il corridore dell’Androni-Sidermec ha dato una bella soddisfazione a Gianni Savio nel giorno del suo 70° compleanno arrivato a soli 6″ dal vincitore anticipato da Luis León Sánchez per la doppietta di tappa targata Astana.

A 10″ sono arrivati nell’ordine Thibaut Pinot, Chris Froome, Domenico Pozzovivo, George Bennett, Giulio Ciccone e Ben Hermans, perde invece 4″ in più Fabio Aru che si è comunque detto contento delle sensazioni provate in corsa pur essendogli mancato il cambio di ritmo nei momenti chiave. Lo stesso distacco del sardo della UAE lo hanno preso anche Fausto Masnada, Mark Padun, Jan Hirt ed un non brillantissimo Miguel Angel López, mentre il quinto Astana, arrivato poco dietro, era il kazako Andrey Zeits che ha completato così la top15; in vista del Giro d’Italia condizione da rivedere per il sudafricano Louis Meintjes arrivato a 1’07”. Domani gli uomini di classifica saranno nuovamente chiamati alla ribalta e stavolta i distacchi potranno essere pesanti: in programma c’è infatti l’arrivo in salita all’Alpe di Pampeago, un vero e proprio test sulla condizione di forma in vista della corsa rosa.

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