Fabio Aru torna al Giro d'Italia dopo due anni d'assenza © LaPresse - Gian Mattia D'Alberto
Fabio Aru torna al Giro d'Italia dopo due anni d'assenza © LaPresse - Gian Mattia D'Alberto

La carica dei 45 italiani

Analisi dei corridori nostrani che prenderanno parte al 101° Giro d’Italia: prima parte dedicata a uomini di classifica e velocisti

Nella passata stagione furono 43 i corridori italiani che effettivamente iniziarono il Giro d’Italia mentre in questa stagione sono in 45 gli azzurri in procinto di disputare la corsa rosa che tra quattro giorni partirà da Gerusalemme, con la differenza che ogni squadra schiererà un corridore in meno. Per il nostro Paese l’obiettivo sarà quello di migliorare i risultati ottenuti nel 2017. Impresa impossibile o fattibile?

Sicuramente sembra essere alla portata degli azzurri perché nell’edizione numero cento del Giro gli italiani si sono portati a casa una sola frazione, e guarda a caso proprio con il simbolo del ciclismo italiano ovvero Vincenzo Nibali, facendo registrare il record negativo di successi azzurri in un Giro che finora era detenuto dalla corsa rosa del 1989 con quattro affermazioni di tappa. Ed inoltre l’anno scorso fa nessuna delle quattro maglie in palio è stata vestita da un nostro italiano sul podio di Milano con l’olandese Tom Dumoulin in maglia rosa, il colombiano Fernando Gaviria in maglia ciclamino, lo spagnolo Mikel Landa in maglia azzurra e l’olandese Bob Jungels in maglia bianca.

Ognuno dei nostri alfieri partirà con la propria ambizione: chi punterà a salire sul podio, chi spererà di vincere una tappa e chi si dedicherà di aiutare il proprio capitano. Ma tutti hanno in comune la qualità di poter regalare delle grandi soddisfazioni al nostro movimento ciclistico che è in salute come dimostra il primo posto nel ranking UCI per nazioni. Andiamo quindi alla scoperta in due puntate di tutti i corridori italiani che stanno per incominciare la grande avventura chiamata Giro d’Italia.

Classifica: Aru per la maglia rosa, Pozzovivo e Formolo per migliorarsi
In chiave classifica generale il corridore più atteso è sicuramente Fabio Aru. Il sardo, dopo aver saltato lo scorso Giro d’Italia per un infortunio al ginocchio, ritorna a disputare la corsa che lo lanciò nel 2014 con la vittoria a Montecampione. Il suo obiettivo è quello di vincere il suo secondo Grande Giro, dopo aver trionfato alla Vuelta a España nel 2015, ma per ripetersi servirà una grande impresa visto che il campo partenti è di assoluto livello; basti pensare che al via da Gerusalemme ci saranno sia Tom Doumoulin che Christopher Froome, ovvero i vincitori dei tre Grandi Giri della passata stagione. Per cercare di ottenere il massimo risultato al corridore di Villacidro servirà un notevole aiuto da parte della sua nuova squadra: la UAE Team Emitates che però in queste prime battute stagionali non ha mai dato l’impressione di poter essere molto solida.

Chi come Fabio Aru ha cambiato aria e si presenta al Giro con ambizioni di classifica è Domenico Pozzovivo. Il lucano è alla dodicesima partecipazione alla Corsa Rosa ma anche se in carriera ha centrato cinque top ten non è mai riuscito a salire sul podio. Questa per lui sarà una delle ultime recite da capitano in una corsa di tre settimane e quindi vorrà dare tutto per raggiungere il suo obiettivo. Sia al Tour of the Alps e sia alla Liegi-Bastogne-Liegi ha dimostrato di avere un’ottima gamba ed in un Giro che richiede di essere sin da subito al top della forma vista la presenza di un arrivo in salita sull’Etna alla sesta tappa è un segnale incoraggiante per le sue velleità di classifica. Un altro uomo che partirà da Gerusalemme con l’obiettivo di migliorarsi è Davide Formolo, il quale dopo il decimo posto dell’anno passato vuole alzare ancora di più l’asticella. Passato alla Bora-Hansgrohe per crescere ancor di più ha l’ambizione di sbocciare definitivamente per mostrare al mondo intero tutto il suo talento come corridore sia da corse a tappe che da classiche come lo dimostra il settimo posto ottenuto alla sua terza partecipazione alla Liegi-Bastogne-Liegi una decina di giorni fa. Il veronese nell’arco delle tre settimane di corsa si potrà avvalere di una squadra che vede ai nastri di partenza anche Leopold König e Felix Grossschartner che possono dargli una grande mano nelle tappe di montagna.

Viviani e Modolo in primo piano tra i velocisti
Capitolo velocisti. Senza Marcel Kittel, Caleb Ewan, Fernando Gaviria, Mark Cavendish, Andre Greipel, Arnaud Demare e Alexander Kristoff, i quali hanno tutti scelto il Tour de France, la scena delle volate potrebbe essere molto appetitosa per sprinter italiani visto che gli unici uomini veloci nativi al di fuori del nostro paese sono Sam Bennett della Bora-Hansgrohe, Danny Van Poppel del Team LottoNL-Jumbo, Jean Debusschere della Lotto Soudal, Boy van Poppel della Trek-Segafredo, Clèment Venturini dell’Ag2R La Mondiale e Jean Pierre Drucker del BMC Racing Team ma, eccezione fatta per il più giovane dei fratelli Van Poppel, nessuno di tutti questi citati ha ottenuto successi in questi primi quattro mesi del 2018.

Ma chi sono gli sprinter di casa nostra? Il nome più importante è senza alcun dubbio quello di Elia Viviani. Il veronese torna al Giro dopo un anno di assenza ma con la differenza che in questa stagione può contare di un treno personale per andare alla caccia di tappe. Per lui partire da Gerusalemme con già otto centri conquistati nel 2018 è una bella iniezione di fiducia per superare il suo record di vittorie stagionali proprio già a metà stagione durante la corsa rosa visto che lo sprinter della Quick-Step non ha mai vinto in carriera più di nove corse in un anno. Il suo rivale principale negli sprint sarà Sacha Modolo della EF Education First Drapac che è alla ricerca di ottenere risultati importanti con la sua nuova squadra dopo un inizio di annata con più bassi che alti ed un solo successo all’attivo in questi primi mesi.

Tanti uomini veloci tra gli italiani, Guardini e Mareczko ci provano
Nell’elenco di chi punta ad un risultato di spessore c’è anche Niccolò Bonifazio. Il portacolori della Bahrain Merida dopo aver centrato il bersaglio grosso nella prima tappa del Tour of Croatia vuole ottenere il massimo risultato anche sulle strade italiane sfruttando il suo buon momento di forma. Poi ci sono anche i velocisti delle quattro squadre professional inviate che oltre di avere il compito di movimentare le tappe con azioni da lontano voglio ben figurare negli sprint con i loro uomini veloci. In casa Bardiani CSF l’uomo di punta per le frazioni pianeggianti sarà Andrea Guardini che tornerà sulle strade del Giro d’Italia dopo delle annate senza sussulti particolari ma l’ambiente della squadra della famiglia Reverberi lo può sicuramente aiutare per tornare quel corridore che nel 2012 sul traguardo di Vedelago riuscì a battere un certo Mark Cavendish che in carriera può vantare di ben quindici successi allo sprint al Giro d’Italia.

Una squadra che in inverno ha deciso di innestare corridori adatti per lanciare in volata il proprio velocista è la Wilier Triestina Selle Italia. E lo sprinter in questione è Jakub Mareczko, il quale ha l’obiettivo di alzare le braccia al cielo in una corsa italiana e non solo nelle gare asiatiche che da anni è il dominatore degli sprint. Grandi ambizioni le ha anche Manuel Belletti. Il cesenate, tornato all’Androni Giocattoli Sidermec dopo quattro anni tra Southeast e Wilier Triestina Selle Italia, cercherà di dire la sua soprattutto in quelle volate più complicate e che presentano un finale con alcune insidie altimetriche in grado di affaticare i velocisti puri. Infine l’ultimo sprinter azzurro corre nella Israel Cycling Academy e si tratta di Kristian Sbaragli alla ricerca di un successo dopo la vittoria nella decima tappa della Vuelta a España nel 2015.

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