Esteban Chaves attardato nella decima tappa del Giro d'Italia 2018 © LaPresse
Esteban Chaves attardato nella decima tappa del Giro d'Italia 2018 © LaPresse

Chaves, se l’allegria scolora in allergia…

Nella tappa più lunga del Giro d’Italia il colombiano crolla ed esce di classifica. Cambiano i piani della Mitchelton-Scott

Nel ciclismo poche cose sono sicure, una di queste è la crisi che puntualmente arriva per qualche uomo di alta classifica nella tappa che segue il giorno di riposo. Oggi è stato il turno di Esteban Chaves che vede naufragare il suo sogno lottare per il podio del Giro d’Italia. A causa della debacle odierna cambiano totalmente i piani tattici della sua squadra.

Van Garderen, Nibali e Landa, quanti illustri precedenti
Uno degli episodi più celebri del recente passato è quello del Tour 2015; nella tappa con arrivo a La Pierre Saint Martin in un colpo solo, lungo la salita finale, uscirono di classifica in quattro: Vincenzo Nibali, che dovrà abbandonare ogni velleità di raddoppiare il successo dell’anno prima, Rigoberto Urán uomo di punta a quel Tour per la Etixx e i due enfant du pays, Romain Bardet e Thibaut Pinot, anche se per la verità quest’ultimo già in ritardo di diversi minuti prima di quella tappa. Il Tour 2015 resterà impresso anche per le drammatiche sequenze che videro Tejay van Garderen, in quel momento terzo in classifica e con alte probabilità di poter difendere il podio fino a Parigi, arrancare fino al ritiro nella tappa di Pra Loup, dopo l’ultimo riposo di quella Grande Boucle, dove visse un vero e proprio calvario in preda alla febbre causata da problemi respiratori.

Al Giro 2016 è Mikel Landa a dover fare i conti con un improvviso malanno che lo colpisce e lo costringe ad abbandonare dopo il primo giorno di riposo sugli Appennini. Sempre durante l’edizione numero 99 del Giro, Vincenzo Nibali, prima di trionfare ribaltando i pronostici nelle ultime due tappe di montagna, paga dazio il giorno dopo il secondo riposo: lungo le salite di Fai della Paganella e verso Andalo il messinese paga da tutti i rivali, sembrando ormai fuori gioco per il sogno rosa.

Fonte della crepa di Esteban Chaves: la Mitchelton si divide
E si arriva ad oggi, decima tappa del Giro d’Italia 2018 tra Penne e Gualdo Tadino, si pensa possa essere una di quelle tappe tranquille, la più lunga della corsa, dove mandare via la fuga, dove poter far lavorare bene le gambe magari imballate dal riposo o approfittarne per recuperare eventuali malanni o raggiungere la forma ottimale. Qualche preoccupazione c’è: l’incognita legata alla condizione dopo il giorno di riposo, il meteo, la salita iniziale. Pronti, via la battaglia si fa subito feroce, un gruppetto ben assortito tenta la sortita, ma dal gruppo non lasciano fare.

La Sky tira, ci si chiede il perché ed ecco arrivare immediata la risposta: oggi la bambola tocca a Esteban Chaves, la maledizione del giorno di riposo ha colpito anche lui. Il colombiano scollina dopo Rigopiano nel gpm di Fonte della Creta con un ritardo ancora accettabile, intorno al minuto e mezzo; la sua squadra in un primo momento decide di fermare solo il fido neozelandese Sam Bewley, ma dopo pochi chilometri vengono richiamati anche Chris Juul Jensen e Roman Kreuziger. La tattica della Mitchelton pare più che chiara: si punta su entrambi i corridori.

Collaborazione con la Quick Step: obiettivi diversi, impegno comune
Chavito, che ha già un podio al Giro d’Italia, è un uomo troppo importante per le qualità che ha da esprimere in salita e soprattutto perché in coppia con l’attuale maglia rosa, come già visto fra Etna e Gran Sasso, può svolgere un compito tattico fondamentale per provare a conquistare il Trofeo Senza Fine. Simon Yates davanti resta con due uomini, Jack Haig e Mikel Nieve, quanto basta per scortare il britannico di Bury fino al traguardo e per non perdere terreno nemmeno nella classifica a squadre sin qui dominata.

Nel gruppo di Chaves, in cui è presente il finora invisibile Louis Meintjes, il trio di gregari trova la collaborazione degli uomini Quick Step Floors, presenti in forze con un Elia Viviani che vuole sfruttare il terreno che manca fino al traguardo per tornare in gruppo e giocarsi le sue chance di vittoria. In un primo momento il ritmo imposto pare sufficiente per il ricongiungimento: il ritardo scende fino ad 1’20” ma, attorno al km 140, i compagni della maglia ciclamino, con il gap risalito sopra i 2′, alzano bandiera bianca.

Chaves getta la spugna, da qui in poi sarà gregario di lusso
Crollano così le speranze di classifica dello sfortunato Chaves, che per qualche km prova anche in prima persona a trainare il drappello. Sono insufficienti le forze in campo per rientrare, e soprattutto il gruppo maglia rosa, guidato senza risparmio da Groupama-FDJ e Team Sky, non cessa l’incedere, facendo definitivamente fuori il piccolo scalatore colombiano e togliendo alla Mitchelton-Scott un alternativa pericolosissima per la classifica generale. Nel dopotappa sia la dirigenza che il ventottenne indicheranno nei problemi di allergia la ragione della disfatta odierna, con mal di gola e difficoltà di respirare come conseguenze del malanno.

La squadra diretta da Matthew White decide di risparmiare gli uomini per il prosieguo del Giro, puntando su un unico capitano. Il loro mondo fatto di certezze è ribaltato. Da un lato così si semplifica la scelta tra i due leader, ma dall’altro non ci sarà più la possibilità di giocare a piacimento con i due capoclassifica. Scompare la possibilità di sfruttare una coppia di simile qualità, in una formazione apparsa sinora autentica corazzata in salita.

Tutti con Yates, ma le incognite non mancano
Ora le forze saranno, dunque, tutte confluite su Simon Yates. L’ex pistard vanta però come migliore risultato in un grande giro un settimo posto al Tour e un sesto alla Vuelta, rimanendo così un’incognita sul lungo periodo: per giunta in questo Giro d’Italia le principali difficoltà sono ancora da affrontare, a partire dal prossimo fine settimana terribile a cui fa seguito lo spauracchio della cronometro.

Per Esteban Chaves sarà importante recuperare dall’ennesima mazzata psicologica che ne ha caratterizzato sin qui la sua carriera: restando in corsa e recuperando le forze potrà essere un valido uomo d’appoggio per Yates. Nei prossimi giorni sarà importante capire se non solo dal punto di vista tattico, ma anche dal punto di vista psicologico, potrà essere uno svantaggio per il corridore britannico sentire su di se tutta la pressione come unico uomo per la classifica, in casa Mitchelton-Scott.

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