Matej Mohoric fa sua la tappa di Gualdo Tadino al Giro d'Italia © LaPresse
Matej Mohoric fa sua la tappa di Gualdo Tadino al Giro d'Italia © LaPresse

Mister Moho risin’

Splendida vittoria di Matej Mohoric nella 10a tappa del Giro d’Italia, ma la notizia è la crisi di Esteban Chaves che perde 25 minuti

Il giorno di riposo ed una salita subito in partenza di questa decima tappa sono stati fatali alle ambizioni di classifica di Esteban Chaves in questo Giro d’Italia: la notizia del giorno è infatti proprio l’incredibile crisi del colombiano della Mitchelton-Scott, fino a questa mattina secondo in classifica generale che questa mattina era secondo in classifica a 32″ dal compagno di squadra Simon Yates e che in questi lunghissimi 244 chilometri ha sorprendentemente perso la bellezza di venticinque minuti dagli altri favoriti uscendo di colpo dai giochi per un risultato di grande prestigio.

Ma la clamorosa disfatta di Chaves, apparentemente dovuta a problemi di allergia, non può oscurare la fantastica vittoria dello sloveno Matej Mohoric che fin dalla presentazione del percorso del Giro d’Italia aveva messo nel mirino questa tappa e che è andato a prendersi un meritatissimo successo con una determinazione davvero impressionante: il corridore della Bahrain-Merida era infatti andato in fuga fin dai primi chilometri, è stato ripreso dal primo gruppo assieme a tutti gli altri attaccanti ma poi ha fatto il diavolo a quattro negli ultimi 35 chilometri per evitare un possibile arrivo in volata. Non sarà un corridore da più di dieci vittorie l’anno, ma in queste giornate in pochi sanno regalare spettacolo come Mohoric che, va ricordato, non ha ancora 24 anni pur essendo già alla sua quinta stagione nel mondo del professionismo.

Subito una fuga, poi la crisi di Chaves
E dire che questa tappa era partita in maniera abbastanza tranquilla con una fuga di 17 chilometri che ha preso il largo poco dopo il via ufficiali: tra questi non c’era nessuno di pericoloso in ottica classifica generale, il più vicino era Valerio Conti a 10’50”, ma davanti erano presenti diversi habitué delle azioni da lontano come Luis León Sánchez, Tony Martin, Jarlinson Pantano, Matej Mohoric, Matteo Montaguti, Giulio Ciccone, Davide Ballerini, Jacopo Mosca o lo stesso Conti. Questo gruppo ha preso subito tre minuti di vantaggio e le prime considerazioni fatte erano che Quick-Step Floors, Bora-Hansgrohe e Lotto Soudal, tutte in possesso di buoni velocisti, non avevano nessun rappresentante là davanti, segno che forse c’era l’intenzione di provare a tenere chiusa la corsa nella seconda parte.

Con la fuga già andata, nessuno poteva immaginare che da lì a poco sarebbe iniziato il calvario di Esteban Chaves. Al chilometro 10 è iniziata la salita di seconda categoria di Fonte della Creta e dopo pochi minuti sono iniziate le difficoltà di Chaves che questa mattina era stato tra i primi a riscaldarsi sui rulli: vedendo il colombiano perdere posizioni, il Team Sky ha prontamente accelerato con Wout Poels dando il colpo di grazia allo scalatore delal Mitchelton-Scott. Al gran premio della montagna erano rimasti in fuga 13 corridori, ma il loro vantaggio sul gruppo maglia rosa era sceso ad un minuto e mezzo mentre Chaves stava soffrendo quasi due minuti più indietro accompagnato dal fido compagno di squadra Bewley.

Chaves e Quick-Step inseguono ma poi c’è la resa
Tra la discesa e la successiva salita di Bruzzolana, il gruppo ha continuato a viaggiare a fortissima andatura avvicinandosi nettamente ai battistrada e andando prontamente a chiudere su un tentativo di contrattacco da parte di Pello Bilbao (Astana) e Rémi Cavagna (Quick-Step Floors) vista la pericolosità del primo. A quel punto il destino dei fuggitivi era segnato: Giulio Ciccone ha fatto in tempo a vincere i primi due gran premi della montagna poi è stato Tony Martin a provare l’allungo solitario mentre tutti gli altri venivano ripresi. Il tedescone del Team Katusha-Alpecin ha proseguito nella propria azione fino a poco oltre il chilometro 100 di gare, poi anche lui si è arreso e da quel momento è stata solo una lotta tra il primo gruppo, tirato da Sky, Groupama-FDJ, Sunweb e LottoNL-Jumbo, ed il gruppetto inseguitore in cui oltre a Esteban Chaves c’erano anche Louis Meintjes e velocisti come Elia Viviani e Sacha Modolo.

A quel punto il distacco era sempre di due minuti, ma la Mitchelton-Scott ha fermato anche Roman Kreuziger e Chris Juul-Jensen per dare una mano ad Esteban Chaves e Sam Bewley, in più la squadra australiana è stata fortunata a trovare la collaborazione della Quick-Step Floors che nella situazione che si era venuta a creare vedeva la possibilità di portare Elia Viviani a disputato uno sprint al traguardo di Gualdo Tadino. Ad un certo punto gli inseguitori avevano solo 1’10” di ritardo nei confronti della testa della corsa, ma appena hanno incontrato un trappo con pendenze un po’ più rilevanti hanno iniziato nuovamente a perdere: 1’45” a 117 chilometri dall’arrivo, 2’15” ai meno 105 e poco dopo è arrivata quindi la resa con la Quick-Step Floors che si è spostata e la Mitchelton-Scott che non ha più avuto la determinazione e la forza per continuare da sola.

Simon Yates prende 3″ di abbuono
Prima di dare il via libera a quella che è stata come una corsa tutta nuova, il gruppo principale aveva ancora un obiettivo: eliminato Chaves, gli uomini di classifica vedevano infatti nel traguardo volante di Sarnano la possibilità di recuperare qualche secondo di abbuono. La formazione più determinata è stata la Groupama-FDJ che ha lanciato Thibaut Pinot, ma non ha fatto i conti con la grande condizione fisica di Simon Yates che si è incollato alla ruota del francese per poi saltarlo allo sprint: la maglia rosa ha quindi conquistato altri 3″, Pinot si è preso comunque 2″ mentre in terza posizione è transitato Davide Ballerini.

Dopo il traguardo volante, a 90 chilometri dall’arrivo, si è aperta la possibilità di animare la tappa e così è partito dal gruppo in contropiede Marco Frapporti: il corridore dell’Androni-Sidermec non è stato seguito da nessuno, ma non si è fatto scoraggiare confermando la grande combattività messa in tutte le tappe dagli uomini di Gianni Savio che fin qui non hanno mancato una fuga. Frapporti ha avuto anche 2’40” di vantaggio a 50 chilometri dal traguardo ma superata la soglia dei 200 chilometri percorsi anche lui ha iniziato a faticare e ha perso terreno sul lungo falsopiano salendo verso Annifo, terzo ed ultimo gran premio della montagna di oggi.

Contrattacchi negli ultimi 40 chilometri
L’alta andatura, il percorso impegnativo ed il maltempo hanno limitato le energie residue del gruppo e negli ultimi 40 chilometri sono ripartiti gli scatti: il primo ad uscire dal plotone è stato Davide Villella (Astana) che poi è stato raggiunto dallo sloveno Matej Mohoric (Bahrain-Merida) formando una coppia che è andata a riprendere e superare il povero Frapporti che non ha neanche avuto la soddisfazione di passare davanti al gpm. Nel frattempo dal gruppo sono scatti anche Alessandro De Marchi (BMC), Sergio Luis Henao (Sky) e Nico Denz (AG2R): questo trio era ad una ventina di secondi dalla coppia di testa, il gruppo invece era segnalato a un minuto con Team LottoNL-Jumbo e Bora-Hansgrohe come squadre più interessate ad arrivare in volata per Enrico Battaglin e Sam Bennett.

Nella tecnica discesa dopo Annifo, Nico Denz ha dato un saggio di abilità andando a riprendere Matej Mohoric e Davide Villella mentre De Marchi e Henao sono rimasti indietro a una quindicina di secondi senza mai riuscire a chiudere il buco. Ai meno 15 è iniziato un vero e proprio show di Mohoric che con trenate ed allunghi continui ha chiuso la porta a Henao e De Marchi prima ed a tutto il gruppo poi: ma anche i compagni di fuga hanno avuto difficoltà da seguire lo scatenato sloveno, Denz è rimasto attaccato per un soffio, Villella invece ha dovuto cedere ai meno 12 chilometri dopo aver risposto alle prime due impressionanti accelerazioni.

Denz non può nulla contro un super Mohoric
Nel finale il gruppo non è riuscito a recuperare niente a Matej Mohoric, mentre Nico Denz riusciva a dare qualche cambio al corridore della Bahrain-Merida, più che altro per abbassare il ritmo e rifiatare un poco. Come da copione il giovane tedesco, anch’esso classe 1994 come Mohoric, non si è scollato dalla seconda posizione entrando negli ultimi due chilometri, ma la tattica non è bastata a ribaltare l’esito di uno sprint oggettivamente scontato per quanto visto: partento da dietro Denz è riuscito al massimo ad affiancare Mohoric che poi negli ultimi metri ne aveva di più e ha allungato trovando la seconda vittoria stagionale, anche questa in Italia dopo che in precedenza aveva fatto suo il GP di Larciano.

Grande occasione per l’irlandese Sam Bennett che è riuscito a resistere dove tutti gli altri velocisti hanno fallito e si è vinto la volata per la terza posizione a 34″ di distanza dai primi due: alla Bora-Hansgrohe sono mancate la forze per tenere chiuso il gruppo al termine di una tappa che probabilmente si farà sentire nelle gambe dei corridori anche nei prossimi giorni, ma nella classifica a punti cambia poco perché il vantaggio di Elia Viviani resta abissale. Quattro gli italiani nei primi 10 dell’ordine d’arrivo: Enrico Battaglin ha chiuso quarto, Davide Ballerini quinto, Francesco Gavazzi settimo e Gianluca Brambilla nono.

Domani attenzione ai muri marchigiani
Domani in programma c’è un’altra frazione molto nervosa da Assisi a Osimo: sono “solo” 156 chilometri ma nel finale il passaggio sul muro di Filottrano in memoria di Michele Scarponi e soprattutto il duro strappo al 16% prima dell’arrivo potranno creare differenze di pochi secondi tra gli uomini di classifica. Intanto dopo la tappa di oggi in maglia rosa c’è sempre Simon Yates e quelli alle sue spalle guadagnano tutti una posizione ma perdono qualcosa per via degli abbuoni: Tom Dumoulin, che ha superato indenne una lieve caduta a 18 chilometri dall’arrivo, si trova a 41″, Thibaut Pinot è terzo a 46″, Domenico Pozzovivo è quarto a un minuto esatto mentre per trovare Chris Froome e Fabio Aru dobbiamo scendere alla decima e quattordicesima posizione rispettivamente, il britannico a 2’30”, il sardo a 2’39”.

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