Tom Dumoulin termina la sua fatica sullo Zoncolan © LaPresse - Gian Mattia d'Alberto
Tom Dumoulin termina la sua fatica sullo Zoncolan © LaPresse - Gian Mattia d'Alberto

Dumo e un nuovo sogno rosa, tra pro e contro

Il capitano del Team Sunweb si è comportato benissimo sul Monte Zoncolan. Analizziamo le possibilità di una sua eventuale conferma sul trono del Giro

Tom Dumoulin si è approcciato a questa tappa cruciale del Giro ben conscio del fatto che avrebbe dovuto dare tutto per coltivare il sogno della doppietta in rosa consecutiva. E in un’edizione che ha visto tempi di scalata notevolissimi tra quelli fatti registrare nel passato più recente della storia del Monte Zoncolan (il 39’58” di Froome è l’unico under 40′ esclusa l’edizione del 2007), l’olandese ha dovuto veramente dare fondo a tutte le sue risorse, e può certamente ritenersi soddisfatto della sua prestazione che lo conferma come pretendente alla Maglia Rosa finale. Eppure la sua giornata si conclude tra pro e contro. Andiamo ad esaminarli.

Perché scommettere su Dumoulin a Roma?
Proviamo a rispondere a questa domanda a partire dall’analisi della sua scalata: pur approcciando ”l’inferno” all’uscita di Ovaro dalla coda del gruppo, tanto da far pensare che la sua giornata fosse non delle migliori, Dumoulin lì è rimasto mentre il trenino veniva sfilacciato dal ritmo imposto da Poels. Anche in seguito all’accelerazione di Froome non si è scomposto ma ha proseguito con il suo passo regolare, amministrandosi. Questi sono segnali di chi è perfettamente conscio del fatto che lo Zoncolan è un traguardo parziale. Cruciale, ma pur sempre parziale.

Degno di nota è stato inoltre il finale di scalata di Tom: nell’ultimo km non ha ceduto un solo secondo alla coppia di testa, impegnata a inseguirsi e sfuggirsi tra le gallerie e i tornanti finali. È impossibile ignorare come anche questo sia un segno della notevole capacità dell’olandese di amministrare lo sforzo, caratteristica messa già in mostra nel quarto fine settimana della scorsa edizione della corsa rosa (a Piancavallo e Asiago) e che è diventata un marchio di fabbrica.

La terza ragione per cui vale la pena di scommettere su Tom Dumoulin a Roma è forse la più banale: Tom ha dalla sua ancora la prova a cronometro di Rovereto per scavare un solco tra sé e gli altri contendenti, 34 km privi di difficoltà altimetriche che certamente esalteranno le sue doti. Eppure è proprio dalla cronometro che partiamo per andare a esaminare i suoi contro.

Perché non scommettere su Dumoulin a Roma
Dal 2014 Tom e Simon Yates si sono confrontati per cinque volte a cronometro sullo stesso percorso, e se il bilancio delle vittorie negli head-to-head è chiaramente impari, è interessante prendere in esame il distacco medio per km accumulato da Yates su Dumoulin e di proiettarlo sui 34.2 km della sedicesima tappa del Giro.

Simon perde 2.34 secondi al km da Tom che, per quanto concerne il totale nella Trento-Rovereto, si tradurrebbero in 1’20”. Se questo è un esercizio parziale – che non tiene conto ad esempio del fatto che non si sono mai scontrati su cronometro maggiori di 30 km, o del fatto che il risicato distacco inflitto da Dumoulin a Yates all’Abu Dhabi Tour è figlio della foratura dell’olandese – può comunque essere indicativo per effettuare delle stime. Queste, alla luce del 1’24” di distacco attuale, non sono poi così rosee guardandola dal punto di vista del nativo di Maastricht. Perché, tic tac a parte, l’orizzonte ovviamente mira su Roma, e per arrivarci rimane un percorso che, se anche lo vede favorito martedì, lo costringerà a difendersi verso Sappada e poi ancora nel trittico finale.

A questo elemento va aggiunto un Chris Froome ritrovato dopo la bellissima vittoria di oggi e pronto a diventare una pericolosissima mina vagante per i primi due della classifica. Vi è la possibilità che il britannico corra anche rischiando il tutto per tutto nei prossimi giorni? Tendenzialmente sì, a dispetto dei precedenti storici. E una corsa movimentata da lontano mal si adatta a Tom e alla sua Sunweb, in cui solo il giovane Sam Oomen offre delle garanzie per quanto concerne il lavoro in salita. Uno scenario in cui Dumoulin è costretto a difendersi da molteplici attacchi, pur con una maglia rosa conquistata dopo la cronometro, è possibile e ricorda da vicino il finale di Giro dello scorso anno. Con due sostanziali differenze: il percorso è più selettivo e non vi è l’appiglio della chiusura contro il tempo.

In un contesto di altissimo livello a questo Giro, come testimoniato dalle cifre relative ai tempi di scalata di oggi al Kaiser, in cui sei corridori hanno fatto meglio, ad esempio, del trionfale Basso del 2010, Tom Dumoulin si sta ampiamente confermando come uno dei migliori corridori da corse a tappe, e ci sono sia elementi a favore che a sfavore di una sua riconferma dopo la vittoria dello scorso anno. A guadagnarci, per ora, sono gli appassionati che hanno l’opportunità di assistere ad un Giro incerto. Questi i pro e contro, ora fate il vostro gioco (e no, non è un invito a scommettere).

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