Un altro giorno in maglia rosa per Simon Yates © Massimo Paolone/LaPresse
Un altro giorno in maglia rosa per Simon Yates © Massimo Paolone/LaPresse

Simon Yates: «I giorni difficili stanno arrivando»

Le dichiarazioni dei protagonisti al termine della 17esima tappa del Giro d’Italia: Viviani esalta il lavoro di Sabatini

ELIA VIVIANI (Quick-Step Floors)
«La mia decima vittoria della stagione e la quarta al Giro d’Italia confermano il livello raggiunto da quando sono entrato in Quick-Step. Ho dubitato di me solo ad Imola, dove ho avuto una brutta giornata, ma sono venuto qui con una squadra molto ben preparata, completamente costruita per farmi vincere tappe. Oltre a queste vittorie la Maglia Ciclamino era e rimane il mio obiettivo principale della stagione. Stamattina ero abbastanza nervoso perché sapevo che era un’occasione unica per Sam Bennett di portarmi via la Maglia. Abbiamo optato per una tattica difensiva, dapprima siamo rientrati dopo le salite per poi condurre in testa la volata. Nel finale il mio treno ha funzionato. Altre volte non era andata così, in particolare Fabio Sabatini ha avuto una gomma a terra prima della mia seconda vittoria ad Eilat e un problema meccanico prima della mia terza vittoria a Nervesa della Battaglia. Oggi lui ha fatto la differenza per la mia volata».

SIMON YATES (Mitchelton-Scott)
«Mi aspettavo una giornata molto più facile. È stata una tappa molto veloce. Tutti cercavano la fuga. C’erano anche squadre che volevano la volata. Non abbiamo reso la gara difficile ma le altre squadre lo hanno fatto perché non erano mai contente della composizione delle fughe. A noi le fughe andavano bene, agli altri no e si è arrivati allo sprint. Nei prossimi tre giorni marcherò principalmente Tom [Dumoulin] e gli altri rivali in Generale. La fine si avvicina. Mentre i giorni passano, sento che mi sto avvicinando alla vittoria, anche se so che i giorni difficili stanno arrivando. La salita finale di domani a Prato Nevoso è l’unica che conosco di quelle delle ultime tappe, mi aspetto che finalmente arrivi una fuga».

SAM BENNETT (Bora-Hansgrohe)
«Voglio dire un grande grazie all’intera squadra per l’incredibile lavoro di oggi e durante le ultime settimane. Hanno dato tutto per me, hanno lavorato in testa al gruppo per chiudere il divario con la fuga e mi hanno portato in una buona posizione per il finale. Sfortunatamente, non è stato possibile finire al meglio il lavoro».

CHRIS FROOME (Team Sky)
«Era come una gara oggi, dalla partenza all’arrivo senza soste! È stata davvero una giornata piena al Giro, sebbene sulla carta sembrasse una tappa di trasferimento. Continuo a sperare di fare il meglio che posso, qualsiasi sia la posizione finale. Volevo essere al top in quest’ultima settimana e mi sento bene. Abbiamo tre giornate molto impegnative davanti a noi ora. Darò tutto quello che ho e vedremo dove saremo una volta arrivati a Roma. Nei prossimi tre giorni tutto dipenderà dalle gambe».

RYAN GIBBONS (Team Dimension Data)
«Era una tappa tosta oggi, partendo con una salita graduale di 10 chilometri. Ci sono stati numerosi attacchi all’inizio e grossi gruppi continuavano ad uscire e tornare. Solo dopo essere andati a tutta per 100 chilometri, la fuga è andata. Da quel momento siamo sempre stati ben posizionato mentre Bora e LottoNL controllavano il gruppo. Il circuito finale era abbastanza tecnico, ma in vista dello sprint io stavo lottando con Van Poppel per la ruota di Viviani: i nostri manubri si sono colpiti, il cavo del cambio elettronico è uscito fuori e la catena è scesa sulla corona piccola. Non mi sono accorto subito del problema, sentivo che qualcosa non andata ed ero frustrato. Di sicuro è una delusione, spero che tutto giri bene a Roma perché sento che le gambe sono ancora veloci come quelle di chi sta vincendo».

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