Il BMC Racing Team impegnato alla Hammer Series © Jojo Harper - BMC Racing Team
Il BMC Racing Team impegnato alla Hammer Series © Jojo Harper - BMC Racing Team

Mercato 2019, tutto ruota attorno alla futura BMC

La sopravvivenza del team statunitense, il destino dei gemelli Yates e di molti altri a due mesi dal via ufficiale della sessione. C’è movimento fra le squadre italiane

Il Giro d’Italia rappresenta, tradizionalmente, un primo punto di ritrovo fra general manager e procuratori al fine di sondare il terreno in vista della stagione ventura. Anche l’edizione 101 della Corsa Rosa non si è sottratta ai primi approcci fra acquirenti e venditori, in quell’universo parallelo chiamato ciclomercato. A due mesi esatti dall’avvio ufficiale della sessione, analizziamo le voci e le indiscrezioni emerse in queste settimane.

Dal destino della BMC dipende il mercato: Van Avermaet, Porte e molti altri pezzi pregiati in partenza
Tutti gli occhi dei rimanenti diciassette team manager del World Tour sono puntati sul BMC Racing Team e sul suo futuro. La compagine di licenza statunitense è l’unica a non avere la certezza di gareggiare nel 2019. E risulta ininfluente ai fini del proseguimento dell’attività la scomparsa di Andy Rihs, il quale, dato l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, era già intenzionato a sfilarsi. Nelle scorse settimane non sono mancate le indiscrezioni sull’accordo con altri sponsor (il più verosimile con la multinazionale Deloitte, con le parti che non hanno ancora né confermato né smentito); tuttavia non vi è ancora la certezza di vedere il sodalizio diretto da Jim Ochowicz in gruppo nel prossimo gennaio.

Con l’auspicio che la situazione possa risolversi in maniera positiva, è inevitabile che i corridori del team rossonero siano quelli più corteggiati in questa fase. Greg Van Avermaet, reduce da una campagna del nord sottotono, punta a strappare quello che si preannuncia come l’ultimo contratto pesante della carriera: non è un mistero che il trentatreenne campione olimpico susciti il forte interesse nella Bahrain Merida, sempre alla ricerca di un nome di peso per le classiche del pavé. La rivale più pericolosa pare essere la Lotto Soudal, in quello che sarebbe un ritorno all’ovile dopo l’esperienza dal 2007 al 2010,

L’altro grosso calibro è anch’egli coscritto della classe ’85, ossia Richie Porte. Per il tasmaniano risulterà determinante, anche per strappare un contratto economicamente soddisfacente, l’andamento del Tour de France: in caso di vittoria o di podio alla Grande Boucle, è ovviamente possibile che l’australiano possa chiede un nuovo salario sopra i 3 milioni di euro, come attualmente percepisce. Chi potrebbe essere interessato all’ex Saxo Bank e Sky? Certamente la Trek-Segafredo, magari un paio di formazioni extraeuropee in caso di cambio di strategia rispetto a quella da loro attualmente adottata.

Se Tejay van Garderen è nome buono per gli statunitensi Team EF Education First-Drapac e Trek-Segafredo, Dylan Teuns è, come il connazionale Van Avermaet, nel mirino di Bahrain Merida e Lotto Soudal. Rohan Dennis sarà pezzo pregiato: qualcuno che vorrà scommettere sulla crescita dell’australiano come uomo da grandi giri sicuramente si troverà. Non trapelano, al momento, indiscrezioni su eventuali destinazioni per gli italiani Alberto Bettiol, Damiano Caruso e Alessandro De Marchi: nomi che, comunque, non avranno difficoltà a trovare una nuova sistemazione. Augurandoci che, fra le opzioni sul tavolo, possa esserci anche il rinnovo dell’attuale contratto.

Gemelli Yates, destini diversi? La Mitchelton deve anche far firmare Ewan
Una delle formazioni con tanti punti interrogativi nella rosa del futuro è la Mitchelton-Scott. Degli attuali capitani i soli Esteban Chaves e Matteo Trentin hanno un contratto valido per il 2018. Non ce l’ha, al momento, Caleb Ewan: il minuto sprinter, non è un mistero, interessa a diverse formazioni, prima fra tutte la Lotto Soudal, soprattutto nel caso in cui André Greipel non riesca ad accordarsi per il prolungamento. Il velocista di Sydney ha anche altri corteggiatori ma la sensazione è che rimanga in seno al team che l’ha lanciato nel grande ciclismo (e che si appresta a far diventare grande un nuovo elemento del vivaio aussie, ossia Robert Stannard).

Differente, invece, la situazione che riguarda i gemelli più forti del ciclismo contemporaneo, per altro gestiti da procuratori diversi. Se Adam Yates pare vicinissimo al rinnovo, più dubbi sorgono sull’avvenire di Simon Yates: dopo l’eccellente rendimento per oltre due terzi di Giro d’Italia, il britannico ha ulteriormente aumentato il proprio valore e la corte di diversi team (oltre alla Mitchelton si segnalano interessate su di lui Astana, Katusha, Trek e UAE – nel sodalizio emiratino non sono esclusi ritocchi nella struttura dirigenziale, con l’innesto di una vecchia conoscenza italiana come manager): sottoporgli un pluriennale sopra i 3 milioni a stagione pare condizione necessaria (e probabilmente anche non sufficiente) per sedersi al tavolo delle trattative di uno dei nomi più chiave dell’attuale ciclomercato.

Valgren richiestissimo, Mollema e Rolland cambiano aria
Altro nome grande protagonista della prima parte del 2018 è Michael Valgren. Il danese, vincitore alla Het Nieuwsblad e all’Amstel Gold Race, è in scadenza di contratto. Il suo nome è sui taccuini di numerosi manager, tutti intenzionati a scegliere uno dei pochi prospetti attuali capaci di ben figurare sia sulle pietre che sulle côte. Il ventiseienne, che sta considerando anche il prolungamento in un’Astana Pro Team a forte tinte scandinave, è corteggiato fra le altre da Bahrain Merida, Lotto Soudal e da altre squadre del massimo circuito.

Tra gli uomini delle pietre, anche Edvald Boasson Hagen è senza un accordo per il 2019. Il norvegese, così come l’altro grande nome del Team Dimension Data Mark Cavendish, paiono però dare precedenza nelle trattative al sodalizio sudafricano. Ancor più chiusa parte la situazione di Thibaut Pinot e Geraint Thomas i quali, a meno di stravolgimenti, rinnoveranno rispettivamente con la Groupama-FDJ (anche se la Trek osserva con attenzione la situazione del francese) e con il Team Sky. Dovrebbero invece cambiare aria Bauke Mollema, indicato come sicuro partente dalla Trek-Segafredo (la quale, come noto, ha già ufficializzato il promettente Matteo Moschetti) e Pierre Rolland, pronto a tornare in Francia dopo la non esaltante esperienza al Team EF Education First-Drapac, sodalizio che proprio oggi ha ufficializzato il triennale a James Whelan, vincitore a sorpresa della Ronde van Vlaanderen under 23.

Giovani belgi alla riscossa: Van Aert, Philipsen e Evenepoel, le richieste piovono
Proprio i giovani talentuosi paiono caratterizzare l’attenzione nel prossimo mercato. Prendiamo il caso di Wout Van Aert: fenomenale crossista, con tre maglie iridate consecutive nell’armadio, spettacolare stradista, con il terzo posto alla Strade Bianche come perla, il belga ha un contratto per un’altra stagione con la Veranda’s Willems-Crelan. Tuttavia diverse formazioni hanno già sondato la possibilità di strapparlo con un anno di anticipo: fra queste, ovviamente, la Quick Step Floors che pare essere in pole position (e anche qualcosa in più) per l’altro campioncino Jasper Philipsen.

Ancora più giovane è Remco Evenepoel. Per chi non lo conoscesse, costui è un ex portiere delle giovanili dell’Anderlecht che solo nella primavera 2017 ha debuttato tra gli juniores. E subito ha dato spettacolo vincendo su ogni terreno e, spesso, attaccando da lontanissimo. Ha compiuto 18 anni a gennaio ma gli squadroni sono pronti a proporgli un (azzardato?) doppio salto nel World Tour: da quanto emerge negli ultimi giorni pare esserci una sorta di prelazione verbale concessa, tanto per cambiare, alla Quick Step Floors, che potrebbe aprire all’ipotesi di parcheggiarlo alla Hagens Berman Axeon al fine di fargli maturare in tranquillità le prime esperienze tra i grandi.

Situazione Professional italiane: Androni e Wilier, scenari contrapposti all’orizzone
Si stanno muovendo anche le quattro Professional italiane. Nel corso di un’intervista, Gianni Savio ha di fatto confermato quasi per intero il blocco della Androni Giocattoli-Sidermec che tanto bene sta facendo nell’ultimo anno e mezzo: chi invece è pronto, con il beneplacito del manager piemontese, ad esplorare altre strade è Davide Ballerini, corteggiato fra le altre da Astana, EF Education First-Drapac e Katusha. Anche Matteo Malucelli ha attirato le sirene del World Tour: Groupama-FDJ pare in vantaggio, ma non sono da escludere ipotesi differenti.

La Bardiani CSF, che già dall’autunno ha reso noto la promozione del talentuoso scalatore Luca Covili per il 2019, rischia di dover salutare Giulio Ciccone: una clausola presente nel contratto consente infatti allo scalatore abruzzese di liberarsi con una stagione di anticipo. Non mancano le richieste per godere delle sue prestazioni, così come non è affatto scontato che il ventitreenne prosegua l’esperienza con il sodalizio della famiglia Reverberi.

Se dalla Nippo-Vini Fantini-Europa Ovini non giungono al momento voci su chi affiancherà Marco Canola come leader, maggiore vivacità si preannuncia alla Wilier Triestina-Selle Italia che potrebbe vedere l’ingresso di un nuovo main sponsor al posto dell’azienda di Rossano Veneto. E anche dal fronte corridori la situazione è alquanto fluida: con Filippo Pozzato destinato al ritiro, l’identità del sostituto come guida (e come principale punta) pare rispondere al nome Giovanni Visconti, che proprio con Citracca e Scinto ha vissuto tre stagioni da applausi. Potrebbe invece cambiare casacca Jakub Mareczko: il bresciano pare interessato a vivere una nuova esperienza nel World Tour. Come d’abitudine il Tour de France rappresenterà il momento in cui dalle parole inizieranno a stringersi quegli accordi rivelabili ufficialmente solo a partire dal 1 agosto.

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