Daniel Martin in azione in salita © ASO - Alex Broadway
Daniel Martin in azione in salita © ASO - Alex Broadway

Martin ritorna pescatore di vittorie

Nella quinta tappa del Delfinato ecco il primo centro in maglia UAE dell’irlandese; Thomas è secondo e conquista la maglia gialla

Lasciata alle spalle una prima parte di stagione decisamente al di sotto delle aspetattive come quasi tutta la UAE Team Emirates, Daniel Martin sembra invece procedere molto bene nel suo avvicinamento al Tour de France: il 31enne irlandese, che non vinceva una corsa dal febbraio del 2017, è riuscito a vincere la quinta tappa del Critérium du Dauphiné con arrivo in quota a Valmorel confermando quanto di buono aveva già fatto vedere ieri quando era stato lui a fare selezione all’ultimo chilometro prima di inchinarsi allo sprint ad Alaphilippe.

La UAE Team Emirates si trova attualmente in una fase molto delicata della propria stagione con il Tour alle porte ed i finanziatori arabi che hanno manifestato insoddisfazione per come sono andate le cose in questi mesi: un altro fallimento potrebbe aprire le porte ad una rivoluzione totale nella formazione diretta da Giuseppe Saronni, ma la vittoria odierna di Daniel Martin, unita a quella di Alexander Kristoff di ieri in Svizzera, non può che aiutare a togliersi di dosso qualche pressione e puntare al grande obiettivo di luglio con un po’ più di tranquillità.

Cataldo, Fabbro e Ravasi all’attacco
La tappa di oggi, a differenza delle prossime due che faranno da gran finale di questa edizione del Criterium del Delfinato, non è stata disegnata dagli organizzatori della ASO con l’intento di favorire la battaglia tra gli uomini di classifica già a grande distanza dal traguardo: tolti due colli di seconda categoria subito nei primissimi chilometri, c’era infatti tanta pianura prima di arrivare ai 12.7 chilometri conclusivi (al 7% medio) verso Valmorel. Ma con un gpm posto dopo solo quattro chilometri, la partenza è stata comunque intensa: molto motivato era Dario Cataldo che nel tentativo di andare a prendersi i 5 punti in palio per rafforzare il proprio primato nella speciale classifica.

Sulla spinta dell’abruzzese dell’Astana si è formato in testa alla corsa un drappello di nove corridori che comprendeva anche Edward Ravasi (UAE), Nicolas Edet (Cofidis), Carlos Verona (Mitchelton), Laurens De Plus (Quick-Step Floors), Matteo Fabbro (Katusha), Alexis Gougeard (AG2R), Bruno Armirail (Groupama), Thomas De Gendt (Lotto Soudal). Il gruppo principale, tirato dalla Sky, non ha lasciato troppo margine a questi corridori proprio per la presenza di Cataldo che in classifica era il meglio posizionato ad un paio di minuti: ma una volta scollinati al secondo gpm al chilometro 19.5 (primo Edet, secondo Cataldo), Dario il portacolori dell’Astana si è rialzato e così anche il plotone si è rilassato concedendo agli otto di testa fino a 2’50”.

Edet ultimo ad arrendersi della fuga
Il vantaggio della fuga non è mai decollato e così nella seconda parte del tracciato, favorevolissima a chi doveva inseguire, è iniziato il lavoro da parte di chi voleva puntare anche alla vittoria di tappa: il Team Sky ha tenuto alta l’andatura, ma un cambio di passo molto deciso è arrivato dalla Bora-Hansgrohe che in questo Delfinato punta sul tedesco Emanuel Buchmann. A 50 chilometri dall’arrivo il vantaggio di Armirail, De Gendt, De Plus, Edet, Fabbro, Gougeard, Ravasi e Verona era già sceso sotto ai due minuti, per qualche chilometro è poi tornato brevemente a crescere, ma dai meno 40 il recupero del gruppo è stato inesorabile.

I battistrada sono arrivati ai piedi della salita di Valmorel con appena 15″ di vantaggio e con dietro il trenino del Team Sky schierato compatto nelle prime posizioni: Nicolas Edet, Laurens De Plus ed il nostro Edward Ravasi, all’attacco anche ieri, non si sono dati per vinti e hanno rilanciato l’andatura per vedere fino a dove sarebbero potuti arrivare e nelle prime battute hanno anche guadagnato una decina di secondi. Ai meno 8 chilometri Nicolas Edet e Laurens De Plus sono rimasti da soli, ai meno 6 anche il belga si arreso mentre il francese ha provato a tenere duro ma alla fine anche lui è stato raggiunto ai 4500 metri dall’arrivo: fino a quel momento in gruppo si erano alternate in testa la Sky e la Mitchelton-Scott mentre ancora una volta un deludentissimo Warren Barguil ha perso le ruote ancora prima che iniziasse la battaglia tra i migliori.

I favoriti si muovo negli ultimi quattro chilometri
Battaglia che è iniziata a 3.7 chilometri dal traguardo con l’allungo in progressione dello spagnolo Marc Soler che non è andato molto lontano anche perché, dopo un primo istante di indecisione, ha trovato la risposta di Adam Yates, Geraint Thomas, Romain Bardet e Daniel Martin, praticamente tutti i più forti ed in forma di questo Critérium du Dauphiné. Quest’accelerazione è stata fatale alla maglia gialla Gianni Moscon che la Sky aveva sempre tenuto coperto fino a quel momento: nessun dramma, sarebbe stato molto più sorprendente se il talentuoso trentino oggi avesse tenuto le ruote dei migliori su una salita lunga e neanche tanto facile.

Come avvenuto ieri, lo scatto che ha fatto più male è stato quello di Daniel Martin, arrivato precisamente ai 3.1 chilometri dal traguardo: l’irlandese della UAE è partito forte e nessuno lo ha seguito. In questa fase Geraint Thomas ha preferito sfruttare il lavoro di un ecomiabile Tao Geoghegan Hart, ma intanto Martin era riuscita a mettere 15″ tra sé ed i primi inseguitori: il gallese della Sky ha provato poi a dare tutto nell’ultimo chilometro schiantando la resistenza di Romain Bardet e lanciandosi tutto solo all’inseguimento del battistrada. Ma ormai era troppo tardi per la vittoria di tappa.

A Martin la tappa, a Thomas la maglia
Daniel Martin è arrivato al traguardo a braccia alzate con 4″ di vantaggio su Geraint Thomas che non è riuscito a completare la rimonta: a completare un podio di giornata tutto proveniente dalle isole britanniche ci ha persato Adam Yates con il suo terzo posto a 15″ dal vincitore. Con 16″ di ritardo sono stati classificati Emanuel Buchmann, Daniel Navarro e Romain Bardet, settimo posto per il siciliano Damiano Caruso a 24″ come Ilnur Zakarin, mentre tra gli altri perdono 26″ Julian Alaphilippe e Marc Soler. Anche oggi Vincenzo Nibali ha affrontato con relativa tranquillità il finale evitando di seguire i primi e fare così dei pericolosi fuorigiri: lo Squalo dello Stretto è arrivato a 59″, poco davanti a Bob Jungels (1’02”), Gianluca Brambilla (1’07”) e Gianni Moscon (1’13”).

In classifica generale la maglia di leader cambia ancora padrone ma resta sempre all’interno del Team Sky: adesso è il gallese Geraint Thomas a vestirsi di giallo con un vantaggio nettissimo su tutti visto che Damiano Caruso è adesso ottimo secondo a 1’09” e Gianni Moscon resiste in terza posizione (e migliore dei giovani) con identico distacco. Abbastanza ridotte sono le distanze tra gli altri pretendenti al podio: Alaphilippe è a 1’10”, Kwiatkowski a 1’15”, Yates a 1’18”, Bardet a 1’53” mentre Daniel Martin, penalizzato da un’orribile cronosquadre, risale ma ancora è quattordicesimo a 2’26”. Ma il Delfinato si può ancora ribaltare: la sesta tappa di domani, da Frontenex a La Rosière, sarà la praticamente la fotocopia dell’undicesima frazione del prossimo Tour de France con Montée de Bisanne, Col du Pré e Cormet de Roseland prima dell’ascesa conclusiva, il tutto concentrato in appena 110 chilometri.

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