Elia Viviani è il primo leader dell'Adriatica Ionica Race © Bettiniphoto
Elia Viviani è il primo leader dell'Adriatica Ionica Race © Bettiniphoto

Con la Quick-Step sul Piave non si passa

Viviani e compagni vincono la cronosquadre d’apertura dell’Adriatica Ionica Race: Elia primo leader; UAE e Trek sul podio, lontane le altre

La prima edizione della Adriatica Ionica Race si apre nel segno della Quick-Step Floors: è stato proprio il treno blu di Patrick Lefévère, infatti, ad aggiudicarsi la cronometro a squadre di 23.3 chilometri tra Musile di Piave e Lido di Jesolo confermando quello che era il pronostico della vigilia. La Quick-Step Floors è da tutti riconosciuta come una delle squadre più organizzate al mondo per questo tipo di prove e la gara a tappe italiana ha segnato il ritorno alla vittoria che mancava dal Campionato del Mondo di Doha 2016: eccellenti passisti come Kasper Asgreen, Davide Martinelli e Niki Terpstra, affiancati da altri ottimi corridori come Elia Viviani, Alvaro Hodeg, James Knox e Jhonatan Narvaez, sono bastati per fare la differenza nei confronti degli altri team iscritti. Ad indossare la prima maglia di leader, per certi versi storica, è stato Elia Viviani.

La Quick-Step fa la differenza nel finale
Il percorso di questa cronometro a squadre si è dimostrato molto veloce e filante, tanto che la Quick-Step Floors ha sfiorato i 55 km/h di media fermando il cronometro in 25’28”: i 23.3 chilometri in programma lungo la sponda destra del Piave erano completamente pianeggianti, ma l’alta velocità era favorita anche dai lunghi rettilinei della prima metà del tracciato seguiti comunque da pochissime curve in cui erano richieste frenate decise. Il successo della Quick-Step Floors non è comunque stato così scontato come si potrebbe pensare: all’intermedio posto al chilometro 10.6 in località Eraclea il cronometro si era fermato a 11’36” per lo squadrone belga, ma a soli pochi centesimi di secondo di distanza c’era una UAE Team Emirates molto agguerriaà.

La partenza veloce ha fatto sognare gli uomini di Saronni che però nel finale hanno perso terreno: il secondo posto con un ritardo di 14″ resta comunque un ottimo risultato che tiene pienamente in gioco corridori come Edward Ravasi e Darwin Atapuma per un piazzamento importante in classifica generale, dove visto il risultato odierno ci sarà da fare i conti con l’ecuadoriano Jhonatan Narvaez. Per la Trek-Segafredo la prestazione lungo questi 23.3 chilometri è stata tutta all’opposto: il team di Luca Guercilena è partito relativamente piano perdendo ben 13″ nei primo tratto, però nel finale si è ritrovato con molte energie da spendere e, viaggiando ad un ritmo simile a quello della Quick-Step Floors, è riuscito a risale fino alla terza posizione assoluta a 16″ dai vincitori; Brambilla, Pantano e anche il giovane Conci possono sorridere per questo risultato.

Classifica già abbastaza lunga
Fuori dalle posizioni del podio, i distacchi di giornata si sono fatto più pesanti ed alcuni corridori si ritrovano praticamente già tagliati fuori dai giochi per la classifica generale. Questo discorso non vale molto per il quarto posto a 34″ del Team Dimension Data e per il sesto a 1’08” della Bahrain-Merida, due formazioni che si sono presentate al via senza scalatori, ma coinvolge soprattutto alla Gazprom-Rusvelo che è stata la migliore delle squadre Professional iscritte a questa Adriatica Ionica Race ma ha comunque perso 38″: il 24enne Ildar Arslanov è andato molto forte al Tour of Slovenia, ma anche lì la prova contro il tempo (in quel caso individuale) gli era stata fatale. Va anche peggio alla Roompot-Nederlandse Loterij di Pieter Weening che perde 1’42”, sfiora i due minuti invece il ritardo della Israel Cycling Academy di Ben Hermans e Nathan Earle.

La Sangemini batte per squadre Professional
Le squadre italiane hanno chiuso la prima tappa dell’Adriatica Ionica Race tutte incredibilmente vicine tra di loro, seppur con ritardi superiori al minuto dalla Quick-Step Floors. La migliore all’arrivo è stata la Nazionale Italiana che, guidata da Matteo Trentin (poi arrivato staccato) e Moreno Moser, si è spinta fino al settimo posto con un ritardo di 1’17” ma vogliamo lo sguardo alle squadre di club ecco spuntare la sorpresa Sangemini-MG.Kvis all’ottavo posto a 1’18”: il team di Angelo Baldini, che può contare su Paolo Totò e Nicola Gaffurini, è una Continental che è riuscita a fare meglio delle squadre di categoria superiore, ma ricordiamo che nel 2017 era stata anche l’unica squadra italiana a prendere parte al Campionato del Mondo di Bergen dove si piazzò al 14° posto.

Quello subito da parte della Sangemini-MG.Kvis è un piccolo smacco per le formazioni Professional italiane ma, come dicevamo, le differenze sono davvero minime: l’Androni-Sidermec si è piazzata nona anche lei a 1’18”, la Bardiani-CSF decima a 1’22” e la Nippo-Vini Fantini undicesima a 1’23”; perde qualcosa di più (1’48”) la Wilier-Selle Italia. Il podio della classifica generale sembra lontanissimo, ma sarà interessante seguire giorno per giorno anche la lotta interna alle squadre italiane in ottica Ciclismo Cup: a partire già da domani nella tappa che si concluderà a Maser dopo un finale scoppiettante con gli strappi attorno ad Asolo che renderanno gli ultimi chilometri molto incerti.

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