Dylan Groenewegen vince la 7a tappa del Tour de France © ASO
Dylan Groenewegen vince la 7a tappa del Tour de France © ASO

Groenewegen zittisce tutti a Chartres

Tour de France, settima tappa spossante per lo spettatore, alla fine in volata Dylan batte Gaviria e Sagan. Van Avermaet allunga in giallo

Un anno fa aspettò la 21esima e ultima tappa per conquistare il successo al Tour de France, e la cosa certo non gli dispiacque visto che il traguardo di Parigi resta uno dei più ambiti per un velocista. Ma allo stesso modo oggi non sarà dispiaciuto a Dylan Groenewegen centrare in maniera più anticipata la sua brava vittoria al Tour 2018. Tanto si è compiaciuto, l’olandese della LottoNL-Jumbo, da aver osato un’esultanza addirittura un po’ sborona, con il dito sulla bocca a zittire tutti.

Di fatto gli avversari li ha messi a tacere, uscendo perfettamente dalla ruota di Kristoff e dando due biciclette a colui che aveva dominato le prime volate della Boucle, Fernando Gaviria, e tre al divino Sagan. Il tutto in coda a una tappa che ha detto davvero pochissimo, a parte una decina di chilometri di vivacità dettata dai ventagli, e al termine della quale la classifica resta sostanzialmente invariata, al netto di 3″ di abbuono conquistati dalla maglia gialla Greg Van Avermaet al Point Bonus di giornata.

 

Il nulla filosofico è nulla in confronto al nulla ciclistico
Il titoletto dice già tutto della giornata. La volata può essere il massimo dell’adrenalina, ma se quei 5′ tra preparazione e sprint sono preceduti da 230 km di vuoto cosmico, è difficile mantenere l’aplomb e trattenersi dal mandare al diavolo il ciclismo e andare a farsi un giro…

Comunque il senso del dovere ci tiene vivi. 231 km di tappa da Fougères a Chartres, nessuna difficoltà altimetrica, e al km 3 si è mosso il primo coraggioso, Thomas Degand della Wanty-Groupe Gobert. Non così coraggioso, a dirla tutta, se è vero che dopo neanche 15 km (e dopo aver avuto fino a un minuto di margine) si è rialzato, perché non lo prendeva benissimo l’idea di farsi 200 km da solo. Come dargli torto?

Al km 20 si sono allora mossi in 10: Oliver Naesen e Tony Gallopin (AG2R La Mondiale), Thomas De Gendt (Lotto Soudal), Arthur Vichot (Groupama-FDJ), Lukas Pöstlberger (Bora-Hansgrohe), Yves Lampaert (Quick-Step Floors), Michael Gogl (Trek-Segafredo), Julien Vermote (Dimension Data), Edward Theuns (Sunweb) e Simon Gerrans (BMC). Ma la LottoNL-Jumbo, rimasta fuori dall’azione, non è stata d’accordo con tale composizione, e ha annullato l’attacco nel giro di 5 km. Si è mosso allora Yoann Offredo (Wanty) al km 35, e lui sì con più volontà rispetto al compagno Degand. Il francese ha avuto anche 8’30” di margine (km 71, a 160 dalla fine), poi Quick-Step, Lotto, Groupama e LottoNL hanno preso in mano le redini della corsa e il distacco dal battistrada ha iniziato a essere decurtato.

La fuga di Offredo (il quale intanto ha conquistato il punticino a pois dell’unico Gpm di giornata, la Côte du Buisson de Perseigne ai -111) sarebbe comunque rimasta in vita ancora un po’, se ai -100, esattamente come ieri, non ci fosse stata una fugace esplosione di ventagli, orchestrata oggi da AG2R e Trek. L’andatura del gruppo si è impennata di colpo, i tronconi in cui si è frazionato il plotone sono stati tre, tra i corridori attardati alcuni soliti noti come Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin) e il vincitore di ieri Daniel Martin (UAE Emirates), ma poi tutto si è ricomposto nel giro di 10 km, e ai -90 il gruppo è tornato compatto. Compreso Offredo, che è stato per l’appunto ripreso.

A quel punto occorreva un’altra fuga di facciata, e si è sacrificato Laurent Pichon, già all’attacco ieri, il quale in cambio dell’inutile sforzo si è pappato il numero rosso di combattivo di giornata (alla faccia di Offredo). Il corridore della Fortuneo-Samsic è partito ai -84, ha avuto un vantaggio massimo di 2′ ai -76, ed è stato ripreso senza colpo ferire ai -38. Di mezzo, il traguardo volante a punti, a Berd’Huis ai -63, con Fernando Gaviria (Quick-Step) che ha preceduto Peter Sagan (Bora).

Dopo il ricongiungimento con Pichon, si è invece transitati dal Point Bonus di Nonvilliers-Grandhoux, ai -31, e qui Greg Van Avermaet ha dato un bel senso alla sua giornata, uscendo dal gruppo (ben supportato dalla sua BMC) e andando a prendersi i 3″ di abbuono che gli hanno permesso un breve allungo in classifica. Secondo al traguardo volante il suo compagno Stefan Küng, terzo Marcus Burghardt (Bora). Fine della cronaca.

 

E in volata Groenewegen fa la voce grossa
A 8 km dalla fine il gruppo si è destato dal torpore che l’aveva attanagliato sin dall’inizio della tappa, ed è cominciata la sarabanda dei treni dei velocisti. Prima Groupama (Arnaud Démare) e Lotto (André Greipel), poi Bora (Sagan) e Dimension Data (Mark Cavendish), quindi anche LottoNL (Dylan Groenewegen) ai -3, con la Bahrain-Merida che provava in qualche modo a tener su Sonny Colbrelli.

Ai 2 km è emersa la Cofidis (Christophe Laporte), mentre Sagan andava a cercare la ruota del rivale Gaviria; superata senza danni un’insidiosa chicane posta proprio ai 2000 metri, si è volati fino alla linea d’arrivo. Tra i -600 e i -100 la strada tirava un po’ all’insù, ma ciò non ha certo intimorito la Quick-Step, che ha impostato come se niente fosse lo sprint (a parte un piccolo intoppo con Julian Alaphilippe che ha fatto perdere una mezza pedalata a Maxi Richeze).

Alexander Kristoff (UAE) ha provato a uscire centralmente, anticipando troppo ai 300 metri. Questa mossa ha stimolato il lancio di Fernando Gaviria, che è uscito dalla ruota di Richeze ma ha esibito uno spunto non uguale a quello dei giorni migliori. Sagan, da parte sua, restava chiuso tra la ruota del colombiano e l’ingombrante norvegese, mentre la strada piegava leggermente verso destra.

Allora dalla ruota di Kristoff è uscito all’esterno come una furia Dylan Groenewegen, che a differenza del Campione Europeo ha indovinato in pieno tempi e modi del proprio sforzo. Il corridore della LottoNL è stato impetuoso e impeccabile, e ha nettamente messo la ruota davanti a tutti. Primo dei battuti proprio Gaviria, terzo posto per Sagan, che comunque continua un percorso abbastanza netto per la classifica a punti (234-203 per lui su Nando), quarto per Démare, che ancora non riesce a regalare una gioia ai tifosi di casa. Quindi Laporte, John Degenkolb (Trek), Daryl Impey (Mitchelton-Scott), Greipel, Andrea Pasqualon (ancora un nono posto per il vicentino della Wanty) e Mark Cavendish, decimo dopo un piccolo contatto con Kristoff (che ha proprio smesso di pedalare, chiudendo 13esimo, subito alle spalle di Colbrelli).

In classifica, come accennato più su, Greg Van Avermaet allunga di 3″ su tutti: lo seguono Geraint Thomas (Sky) a 6″, Tejay Van Garderen (BMC) a 8″, il solito trio Quick-Step con Alaphilippe a 9″, Philippe Gilbert a 15″ e Bob Jungels a 21″, quindi Rigoberto Urán (EF Education First-Drapac) a 48″, Alejandro Valverde (Movistar) a 54″, Rafal Majka (Bora) a 55″, Jakob Fuglsang (Astana) a 56″. Primo italiano ovviamente Vincenzo Nibali (Bahrain), 16esimo a 1’11”.

Domani tappa simile a quella odierna (purtroppo!): da Dreux ad Amiens altri 181 km appena un po’ più mossi rispetto a oggi, con due piccoli Gpm nella prima parte, e qualche mangia&bevi sparso qua e là. Ma il risultato – c’è da scommetterci – non cambierà.

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