Damiano Caruso tira il gruppetto in fuga © ASO - Pauline Ballet
Damiano Caruso tira il gruppetto in fuga © ASO - Pauline Ballet

Caruso: «Conoscevo bene la salita, magari la prossima volta vincerò»

Tour de France, le dichiarazioni dopo la tappa di La Rosière. Dumoulin: «Oggi avevo una motivazione speciale a spingermi»

GERAINT THOMAS (Team Sky)
«È incredibile, non me lo aspettavo. Nel finale eravamo in pochi per cui la decisione di attaccare è stata istintiva avendo visto un pertugio in cui passare. Sono riuscito a riprendere e staccare Dumoulin, mentre Froome attaccava a sua volta: vedevo davanti a me Nieve, mi dispiace per lui perché è una bella persona, ma dovevo andare a vincere. Sapevo che c’era una grande possibilità di ottenere la maglia gialla ma non sapevo come gli altri si sarebbero comportati. Indossare questa maglia è un grande onore: sono riuscito a vestirla l’anno scorso per cui ripetersi è un bel momento. Ci aspettavamo degli attacchi dai rivali e non è stato piacevoli vederli andare via. Ma abbiamo mantenuto la calma, la concentrazione nei nostri mezzi e corso alla grande».

CHRIS FROOME (Team Sky)
«È una situazione perfetta per noi. Inizialmente pensavo che tutti fossero già concentrati per l’Alpe d’Huez, considerandola come la tappa decisiva sulle Alpi, e probabilmente lo sarà. Ma questo risultato ci mette nelle condizioni ideali per la giornata di domani. Credo che l’attacco di Thomas sia stato dettato dalla situazione di corsa ma è stato sensato, Anzi, è stato perfetto, non abbiamo neppure avuto bisogno di parlare e lui ha scelto il momento giusto. Ho abbandonato la sua ruota perché sapevo che sarebbe toccato agli altri andare al suo inseguimento. Martin ha fatto un’accelerazione potente e sono rimasto sorpreso di essere stato l’unico capace di seguirlo. Credo che al momento l’uomo più pericoloso per noi sia Dumoulin: oggi ha corso alla grande, domani sarà però per tutti un altro giorno con una tappa così impegnativa».

TOM DUMOULIN (Team Sunweb)
«L’attacco è stato improvvisato, ci abbiamo provato con un’intuizione. Søren Kragh Andersen era nella fuga ed è un pazzo in discesa. Gli ho detto di andare davanti e di accelerare, ma di non prendere alcun rischio: di colpo siamo riusciti a creare un gap. Ha fatto un lavoro stupendo, tutto il team è stato perfetto oggi. Ho avuto tanti compagni per buona parte del giorno. Ho imparato a sciare da bambino proprio a La Rosière, mio zio aveva affittato una casa e tutta la famiglia ha trascorso assieme le vacanze. In questa primavera è morto, solamente due settimane dopo mia zia. Per cui mio papà ha perso in breve periodo il fratello e la sorella: avevo quindi una motivazione speciale oggi e spero di averli resi orgogliosi. Continuerò a dare il massimo: oggi è andata bene, magari domani pagherò con gli interessi la fatica».

VINCENZO NIBALI (Bahrain Merida)
«Sull’ultima salita il ritmo impresso dal Team Sky è stato veramente notevole e tanti dei contendenti hanno perso terreno. Oggi è andata così, ma siamo solamente a metà Tour de France. Di tappe in cui poter recuperare terreno ce ne sono ancora tante».

DAMIANO CARUSO (BMC Racing Team)
«Stamattina ero veramente motivato e volevo centrare la fuga. Ci sono riuscito e poi siamo andati a tutta dall’inizio alla fine della tappa. Sull’ultima salita ho cercato di fare del mio meglio ma gli uomini di classsifica sono venuti a riprenderci nel finale. Per me non è ovviamente una vittoria ma sicuramente è un segnale di come sia in buona forma. Per cui se domani mi sentirò ancora pimpante proverò a centrare un’altra fuga, altrimenti potrei anche prendermi una giornata di tranquillità e attendere una nuova occasione. A La Rosière ho chiuso al tredicesimo posto al Critérium du Dauphiné, stavolta invece sono quarto: magari la prossima volta vincerò! Conoscevo bene le strade e sapevo cosa ci attendeva, per cui è stato un bel vantaggio. Il livello odierno è stato ovviamente superiore rispetto a quello di giugno per cui sono contento e credo che anche il team lo sia».

ALEJANDRO VALVERDE (Movistar Team)
«Le sensazioni non sono state cattive e abbiamo provato quanto preventivato. Abbiamo fatto il massimo e questo è quello che importa. Nairo e Mikel sono rimasti davanti per quanto hanno potuto e tutti hanno dato il massimo, con Erviti, Bennati, Amador e un fantastico Soler. Siamo stati la squadra che più impegno ha messo in campo, però dobbiamo complimentarci con il Team Sky. Sono stati i migliori e spetta a noi riprovarci giorno dopo giorno. Resta ancora tanto prima di Parigi e domani tocca alla frazione più dura delle Alpi, con il traguardo dell’Alpe d’Huez che ci fa tornare in mente bei ricordi. Continueremo ad essere protagonisti».

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