L'arrivo di Thomas, Dumoulin e Froome a Mende © Team Sky
L'arrivo di Thomas, Dumoulin e Froome a Mende © Team Sky

Luke Durbridge: «Se dovete insultarci non venite a vederci!»

Le dichiarazioni al termine della quattordicesima tappa del Tour de France: Fraile la dedica a Denis Ten, Thomas soddisfatto

OMAR FRAILE (Astana Pro Team)
«Fantastico, assolutamente incredibile! Non ci credo ancora! Per me era un sogno vincere una tappa al Tour. E ora questo sogno è diventato realtà! L’anno scorso ho vinto una tappa al Giro e ora mi ripeto al Tour. Già ieri mi sentivo piuttosto bene e oggi ero motivato ad andare in fuga per provare a lottare per la tappa. Sapevo che sarebbe stato difficile, specialmente perché il drappello era molto corposo. Sulla salita finale c’era vento contro, ma ho trovato un momento per attaccare e ho semplicemente fatto il mio meglio per avvantaggiarmi e difendere quel margine fino alla linea d’arrivo. Questa vittoria è tanto importante per me, ma anche per la mia famiglia e i miei amici. Inoltre, oggi avevamo una fascia nera al braccio in onore di Denis Ten: la sua morte è una cosa molto triste per l’intero mondo dello sport e dedico questa vittoria a tutta la gente del Kazakistan».

JULIAN ALAPHILIPPE (Quick-Step Floors)
«Eravamo motivati a far qualcosa di buono ed eravamo contenti di aver preso la fuga con Philippe e Yves (Gilbert e Lampaert, NDR). Sfortunatamente, non avevo le gambe migliori nel finale e non conoscevo neanche la salita, motivo per cui mi sono mosso forse troppo tardi, ma non ho rimpianti, Omar si è dimostrato più forte. Comunque, guardando il bicchiere mezzo pieno,oggi ho messo un po’ di punti in saccoccia per difendere la maglia a pois, incoraggiante pensando alla prossima settimana».

JASPER STUYVEN (Trek-Segafredo)
«Col senno di poi si può dire che era troppo presto, ma era un gruppo largo, con scalatori forti, e non potevo aspettare che esplodesse. Sono andato in all-in, ed ho perso. Credo fosse un ottimo momento, Slagter non tirava quasi per niente, o comunque 5 km/h più piano. Non so se lo facesse apposta o non ne avesse, non l’ho capito. E quando Slagter e Izagirre hanno cominciato a guardarsi, ho pensato “perchè non provarci?”, non sono partito per farmi vedere in TV, volevo vincere. Ho pianificato di partire presto perché non avevo niente da perdere. Ho raggiunto un ottimo margine, ma non sufficiente. Credo di aver affrontato bene la salita, ma c’erano tratti davvero duri, troppo duri per i miei 80 chili, dove ho perso velocità. Cominci a crederci quando hai 2′ di vantaggio, ma dopo 25 km a tutto gas controvento e con 2 km da affrontare al 10%…sono davvero deluso. L’ultimo chilometro è quello che mi ha fatto più male. Ho sperato una volta raggiunta la cima che potessi accelerare e rientrare su Fraile, ma temo mi abbia ripreso 200-300 metri troppo presto nella parte più dura. Lì non avevo accelerazione, nella parte pianeggiante potevo riprendere velocità ma avevo già 10-15 secondi, e non potevo più avvicinarmi. È frustrante ma cos’altro potevo fare? Sapevo che era una salita troppo difficile per me, sono uno dei più pesanti in gruppo. Dovevo anticipare gli altri per forza e credo di averlo fatto anche bene, ma era semplicemente troppo dura. Si dice sempre che ci saranno altre opportunità, ma so per esperienza che in un Tour un corridore come me ha una o massimo due chance di vincere. Penso di essere andato forte tutto l’anno ma attualmente non ho raggiunto successi, questa è la storia della mia annata».

GERAINT THOMAS (Team Sky)
«Siamo felici che la fuga abbia preso il largo. Erano in molti in fuga ma Luke e Gianni (Rowe e Moscon, NDR) hanno corso davvero bene, facendo in tranquillità i loro lavoro e lasciando che il margine aumentasse progressivamente. Ovviamente sapevamo che nel finale ci sarebbe stata bagarre, e che con soli due arrivi in salita ancora mancanti qualcuno ci avrebbe provato. Siamo soddisfatti. Ovviamente Roglic ha recuperato un po’ di terreno, ma non volevamo stressarci più di tanto. Ottimo che abbiamo guadagnato un po’ di terreno su tutti gli atri: l’obiettivo era quello di restare con Dumoulin e cercare di non fare troppa fatica e restare coi migliori. È stata un’ottima giornata. Molto può ancora succedere. Ci sono ancora tre grandi giornate sui Pirenei, ma ovviamente siamo in una situazione di vantaggio in questo momento».

PRIMOZ ROGLIC (Team LottoNl-Jumbo)
«Ogni secondo è importante. È sempre meglio guadagnare 8 secondi che perderne altrettanti. Voglio concludere alla più alta posizione possibile. È questo il motivo per cui lotto per ogni singolo secondo. Ho visto che nessuno attaccava, ho pensato: forse gli altri sono troppo stanchi. Ma non fa molta differenza se sei all’attacco o in gruppo. Si fa comunque una gran fatica».

PETER SAGAN (Bora Hansgrohe)
«Questa tappa è stata totalmente inaspettata per me. Non avevo certo pianificato di andare all’attacco, ma probabilmente se fossi rimasto in gruppo non avrei faticato molto di più di quanto in realtà ho fatto. In ogni caso il quarto posto è giunto inatteso. Sono davvero contento di questo risultato, non ho mai pensato di poter vincere la tappa, Alaphilippe era troppo forte per me quando attaccava. C’era tanto vento contrario nel finale… e quanto è dura quella salita in chiusura di frazione!».

DAMIANO CARUSO (BMC Racing Team)
«Ho collaborato anch’io nell’inseguimento a Stuyven perché non c’era troppa collaborazione nel gruppo degli inseguitori. Ho fatto la salita finale in apnea, uno sforzo violento ma le gambe erano quello che erano. Comunque un buon punto di partenza per me, continuerò a provarci da qui a Parigi. Logico che anche tra i big ci siano state differenze, oltre alla durezza della salita c’è da considerare il dislivello dell’intera tappa che non è stato trascurabile».

DOMENICO POZZOVIVO (Bahrain Merida)
«Nel finale ho cercato di tener duro, uno di noi doveva farlo perché non siamo lontani nella classifica a squadre, e io oggi mi sentivo benino. Mi è servito anche per rinfrancarmi. Non so in ogni caso se sui Pirenei potrò lasciare un segno, sto avendo un andamento molto altalenante. Comunque c’è di mezzo anche un giorno di riposo, e mai come questa volta spero che possa aiutarmi a recuperare».

LUKE DURBRIDGE (Mitchelton-Scott)
«Quello che ho visto fare dai tifosi dell’ultima salita oggi verso i corridori del team Sky è stato vergognoso. Siamo tutti umani e soffriamo tutti indipendentemente dalla maglia che indossiamo. Se non vi piace il ciclismo non venite a vederci!!!».

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