Philippe Gilbert dopo la spaventosa caduta nella discesa del Portet d'Aspet © Bettiniphoto
Philippe Gilbert dopo la spaventosa caduta nella discesa del Portet d'Aspet © Bettiniphoto

Gilbert: «Pensavo di essermi rotto tutto, per fortuna è andata bene»

Le dichiarazioni al termine della sedicesima tappa del Tour de France. Quintana: «Ho riposto tutte le mie speranze sulla giornata di domani»

JULIAN ALAPHILIPPE (Quick Step Floors)
«È una gioia immensa, sono senza parole. Ed è stata una giornata di sofferenza: andavamo a tutta e ho iniziato a pagare gli sforzi dei giorni scorsi. Ma credo che sia un problema anche per gli altri. Alla partenza pensavo solamente di passare una giornata tranquilla, di prendere magari qualche punto per la classifica degli scalatori e stop. Invece sono andato meglio di quanto mi aspettassi. Avevo fatto la ricognizione della tappa con Bob Jungels e sapevo che l’ultima discesa era complicata. Ho preso molti rischi e avrei potuto cadere a mia volta. Quanto ho visto Yates a terra ho provato ad aspettarlo, ma credo che dopo la scivolata avesse paura. Visto che non riusciva a rientrare ho dato il massimo per ottenere la seconda vittoria».

GORKA IZAGIRRE (Bahrain Merida)
«Non è andata, anche se ho fatto il massimo. Ma non c’è da pensarci troppo, lo sport è così. L’attacco di Yates sul Col du Portillon era da scalatore puro, non potevo rispondere. In discesa ho dato il massimo, cercando di fare linee rischiose ma ho guadagnato solo pochi secondi e non sono riuscito a rientrare su Alaphilippe».

DAMIANO CARUSO (BMC Racing Team)
«La parte iniziale della tappa di oggi è stata veramente incredibile: nelle prime due ore siamo andati a tutta ed era impossibile creare una fuga che andasse bene a tutti. Dopo quasi 100 km siamo riusciti finalmente a portare via un gruppo ma, a quel punto, ero già stanco. Sull’ultima salita non ne avevo più e ho preferito tenere il mio ritmo fino al traguardo. Non sono del tutto soddisfatto del risultato ma devo essere sincero e, avendo dato tutto, non posso chiedere di più. Magari ci riproverò prima della fine del Tour».

PHILIPPE GILBERT (Quick Step Floors)
«Fortunatamente non era un dirupo profondo. C’erano, quello sì, diversi sassi e quando ho fermato il volo andando a terra ho pensato “mi sono rotto dappertutto” e non ho avuto coraggio di provare a muovermi. Ho preferito aspettare i soccorritori, sono stati abbastanza veloci a venire a recuperarmi. Ora ho un sacco di dolore e il ginocchio non è un belle condizioni ma penso di non aver nulla di rotto»

GERAINT THOMAS (Team Sky)
«Ci attendevamo una tappa da fuochi d’artificio, ma così non è stato. Ci sono stati una manciata di tentativi sull’ultima salita ma in discesa ci siamo ricompattati. Per noi nessun cambiamento, dunque, ed è quindi una bella giornata. Domani sarà una frazione molto esigente: l’ascesa finale è probabilmente quella più dura dell’intero Tour de France. Questa salita sarà sicuramente decisiva e creerà distacchi importanti. Due ore di ascensione su tre di gara è tanto! Dobbiamo gestirci con intelligenza. La partenza con griglie cambierà le cose: se qualcuno nella top 10 deciderà di attaccare dal via, può diventare un pericolo. Dobbiamo quindi non farci prendere dalla foga e rimanere uniti come team».

TOM DUMOULIN (Team Sunweb)
«Non era ancora il momento o il giorno per provare un attacco a tutta, è più una corsa per domani. Ovviamente mi sarebbe piaciuto guadagnare qualcosa, ma oggi non era possibile. Non posso forzare da solo in una tappa come questa. Tutti stanno sperando in una mossa pazza, ma al momento devo tenere asciutte la polvere da sparo per l’occasione giusta. Ho sempre avuto in testa di attaccare, ma sapevo che la discesa non era particolarmente insidiosa, così non era il momento di fare una mossa».

MIKEL LANDA (Movistar Team)
«Oggi avevo già sensazioni migliori. Non sai mai quando può essere il giorno giusto e, anche se l’ultima salita non era abbastanza dura, volevamo provare e anticipare la discesa per vedere come rispondevano le gambe. La Sky, un giorno di più, si è dimostrata molto forte e corre molto bene. Domani bisognerà gestire le forze: 65 km sembrano pochi, ma sarà uno sforzo lungo e massimale. Dovremo andare con cautela perché ogni eccesso si potrà pagare nel finale. Dovremo avere fiducia ed essere ben guidati dai nostri direttori sportivi, oltre a parlare molto tra di noi. Non credo, in ogni caso, che il sistema delle griglie vada a cambiare molto l’approccio alla corsa. Sarà un giorno importante a livello individuale, però abbiamo anche altri obiettivi da inseguire: stiamo lottano per la classifica a squadre, Nairo e io siamo tra i primi dieci e Alejandro è molto vicino».

NAIRO QUINTANA (Movistar Team)
«Ho avuto buone sensazioni dopo il giorno di riposo, però vedendo il ritmo a cui la Sky scalava il Portillon e che in gruppo non si lasciava andare nessuno, era meglio risparmiare tutto per domani. In questa tappa tengo riposte tutte le speranze. Sono fiducioso di avere una giornata grandiosa, poter partire come un leone e fare tutto quello che speriamo di fare. Bisognerà provare a essere molto attivi fin dalla partenza; sarà una tappa senza riposo. Noi partiamo davanti, mentre altre squadre dovranno organizzarsi, noi dobbiamo provare ad approfittarne e partire a tutta».

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