Rohan Dennis in maglia rossa © Unipublic
Rohan Dennis in maglia rossa © Unipublic

Gusto Málaga per Dennis, Kwia è gelato

Rohan vince la cronometro d’apertura della Vuelta a España, Kwiatkowski è secondo. Aru e Nibali nella sufficienza, male Porte

La maglia rossa di leader della classifica generale l’aveva già vestita per un giorno l’anno scorso grazie al successo della sua BMC nella cronometro a squadre d’apertura, ma a Rohan Dennis mancava ancora un successo individuale sulle strade della Vuelta a España per poter vantare almeno una vittoria di tappa in tutte e tre i Grandi Giri: il forte corridore australiano ha rimediato oggi nella prova contro il tempo a Málaga che ha inaugurato la 73esima edizione della più importante gara a tappe spagnola. Un successo arrivato senza grandi sorprese, la distanza di 8 chilometri si adattava perfettamente a Rohan Dennis ed a parlare per lui c’erano anche le precenti uscite stagionali: questa era l’ottava cronometro individuale disputata dall’uomo della BMC Racing Team nel 2018, cinque le ha vinte, una volta ha fatto secondo, una volta quarto mentre il peggior risultato è stato un settimo posto in una prova che, in realtà, era una cronoscalata.

Dennis batte Kwiatkowski e Campenaerts
Il percorso di questa cronometro di Málaga non era di quelli da velocità record: alcune curve tecniche e un breve strappo in salita al 6% hanno tenuto la velocità media finale al di sotto dei 50 km/h; la prestazione di Rohan Dennis è stata assolutamente eccellente con 8 chilometri coperti in 9’39” ed un vantaggio che era già netto al passaggio intermedio posto ai 4.6 chilometri. Poche sorprese anche per quando riguarda il resto del podio con gli altri due principali favoriti di oggi che hanno chiuso subito alle spalle di Rohan Dennis.

Secondo, con in tempo di 9’45”, è arrivato il polacco Michal Kwiatkowski che, dopo un ottimo Tour de France ed un Tour de Pologne vinto alla grande, sembra avere ancora una condizione fisica eccellente e che potrebbe anche farsi ingolosire dalla tentazione di provare a restare ai piani alti della classifica il più a lungo possibile. Terzo posto invece per il belga Victor Campenaerts, altro specialista delle prove contro il tempo che neanche 20 giorni fa si era confermato campione europeo: il portacolori della Lotto Soudal ha fermato il cronometro a 9’46”.

I primi tre hanno staccato abbastanza nettamente tutto il resto della concorrenza. Il portoghese Nelson Oliveira si è piazzato quarto, ma il suo ritardo è stato di ben 17″ nei confronti di Rohan Dennis: un risultato comunque incoraggiante per la Movistar di Quintana e Valverde; il Team Sky si è confermata anche qui la solita corazzata con Dylan Van Baarle quinto e Jonathan Castroviejo settimo, oltre ovviamente a Kwiatkowski che ha chiuso sul podio. Molto bravo Alessandro De Marchi che ha realizzato una delle sue migliori cronometro in carriera: per il friulano sesto posto a 21″ e la possibilità di togliersi belle soddisfazione, sia individualmente che con la squadra, durante le prossime tre settimane.

Crono sufficiente per Aru e Nibali
In ottica classifica generale, se non si crede alla tenuta di Dennis e Kwiatkowski, il migliore è stato Wilco Keldermann della Sunweb che ha chiuso decimo a 22″: quarto a Madrid l’anno scorso, la stagione di Keldermann è stata martoriata dagli infortunio che lo hanno costretto a saltare prima il Giro d’Italia e poi il Tour de France, ma quando è stato bene è andato forte e adesso potrebbe essere più fresco e riposato di tutti i suoi rivali. È partito con il piede giusto anche Alejandro Valverde che ha perso solo 2″ rispetto a Keldermann che usiamo come punto di riferimento per tutti, ma in relazione alle caratteristiche individuale la prestazione migliore è stata forse quella di Bauke Mollema che ha chiuso con il ventesimo tempo a soli 5″ dal connazionale.

Molto vicini uno all’altro sono anche Emmanuel Buchmann, Simon Yates, Nairo Quintana e Ilnur Zakarin, tutti tra i 7″ e gli 8″ di ritardo nella sfida tra i favoriti. Per il resto è difficile dare sentenze dopo una cronometro così breve e ci limitiamo quindi a segnalare i distacchi: 13″ per Miguel Ángel López, 16″ per Daniel Martin, 17″ per Fabio Aru, 18″ per Thibaut Pinot, Adam Yates e Vincenzo Nibali, 20″ per George Bennett; per tutti loro si può parlare di una prova all’interno della sufficienza.

Richie Porte svuotato e in ritardo
Meno bene sono andati Rigoberto Urán e l’enigmatico David De La Cruz, finite entrambi a 23″ da Keldermann; ha pagato 31″ Davide Formolo mentre il sudafricano Louis Meintjes ha chiuso staccato di ben 35″ (57″ rispetto a Dennis), non un bel segnale da parte di un corridore che cerca di riscattarsi dopo un’annata negativa. La notizia del giorno, però, sono le difficoltà di Richie Porte che nei giorni scorsi ha accusato problemi di stomaco e che si è presentato al via di questa cronometro abbastanza svotato: il tasmaniano della BMC Racing Team era addirittura quotato come uno dei principali favoriti per la vittoria finale, ma oggi ha già perso 29″ da Keldermann e purtroppo il percorso della Vuelta non gli offre molto tempo per provare a recuperare.

Domani è in programma la seconda tappa da Marbella a Caminito del Rey per un totale di 163.5 km: il finale è diverso e più semplice rispetto a quello utilizzato nel 2015, le differenze tra gli uomini di classifica saranno minime se non addirittura nulla (ma chi non sta bene deve stare molto attento) e qualche velocista particolarmente resistente dovrebbe avere la possibilità di arrivare a giocarsi il successo di tappa.

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