Simon Clarke trionfa a Roquetas del Mar © Unipublic
Simon Clarke trionfa a Roquetas del Mar © Unipublic

EFinalmente una vittoria!

Simon Clarke regala il primo successo World Tour al team di Vaughters. Terzo posto per De Marchi, Molard nuovo leader

Nel giro di due giorni alla Vuelta a España sono riuscite a sbloccarsi le uniche due squadre World Tour che ancora non avevano ottenuto alcun successo in questo 2018 in gare facenti parte del massimo circuito dell’UCI: ieri ce l’aveva fatta il Team Dimension Data con lo statunitense Ben King, oggi invece un’altra fuga vincente ha fatto esultare l’australiano Simon Clarke e tutta la EF Education First-Drapac. Per ritrovare l’ultima vittoria di Clarke bisogna tornare indietro al marzo del 2016 quando riuscì ad aggiudicarsi il GP di Larciano, alla Vuelta invece aveva vinto nel 2012 sul traguardo in quota di Estación de Valdezcaray sempre con una fuga da lontano nella prima settimana di corsa.

Più di 55 km di battaglia prima del via libera alla fuga
Senza praticamente un metro di pianura per 180 chilometri, questa quinta tappa della Vuelta a España era stata messa nel mirino da quasi tutti quei corridori che non sono velocisti e che non sono venuti qui in Spagna per puntare alla classifica generale: come quasi sempre accade in questi casi, il risultato è stato un avvio di corsa super rapido con una prima ora a quasi 48 chilometri orari di media e durante la quale nessuna fuga è riuscita a prendere il largo, neanche quando a prendere un piccolo margine di vantaggio sono stati una ventina di chilometri. Anche Vincenzo Nibali ha provato timidamente a mettere il naso fuori in questa fase iniziale abbastanza caotica.

Tra scatti e controscatti, il gruppo si è ritrovato quindi compatto ai piedi della salita dell’Alto de Órgiva, un gran premio della montagna di terza categoria ma pur sempre un’ascesa di quattro chilometri al 7%: inevitabilmente quindi un frazionamento del plotone con solo una settantita di corridori capaci di rimanere davanti, ed a quel punto non era più possibile tenere a bada tutti quelli che volevano andare in fuga. I primi a partire sono stati Floris de Tier (LottoNL-Jumbo), Valerio Conti (UAE Team Emirates) ed un molto attivo Stéphane Rossetto (Cofidis) che ci aveva già provato poco prima transitando per primo al gpm, poi nel giro di pochi chilometri sono arrivati in testa altri corridori fino a formare un gruppone di 25 unità che si è fatto strada di forza.

Una fuga numerosa e di qualità
Il drappello di testa era composto da corridori di primo livello e fin da subito s’è capito che le possibilità di arrivare fino al traguardo fossero molto alte, sebbene il distacco non sia mai salito oltremisura. Davanti c’erano Valerio Conti (UAE Team Emirates), Stephane Rossetto (Cofidis), Floris De Tier, Sepp Kuss (LottoNL-Jumbo), Alessandro De Marchi, Brent Bookwalter (BMC), Lukas Pöstlberger (Bora-Hansgrohe), Maxime Monfort (Lotto-Soudal), Rudy Molard (Groupama-FDJ), Andrey Amador (Movistar Team), Jonathan Lastra (Caja Rural-Seguros RGA), Bauke Mollema, Gianluca Brambilla (Trek-Segafredo), Davide Villella (Astana), Alexandre Geniez (Groupama-FDJ), Hermann Pernsteiner, Franco Pellizotti (Bahrain-Merida), Mikel Iturria (Euskadi-Murias), Matteo Trentin (Mitchelton-Scott), Jai Hindley (Team Sunweb), José Mendes (Burgos-BH), Simon Clarke (Education First-Drapac), Merhawi Kudus (Dimension Data), Maurits Lammertink e Pavel Kochetkov (Katusha-Alpecin).

La responsabilità dell’inseguimento è ricaduta sul Team Sky, una delle due squadre insieme alla Quick-Step non rappresentate in testa, che vedeva la leadership di Michal Kwiatkowski insidiata da Rudy Molard e Hermann Pernsteiner, rispettivamente 28° a 3’46” e 29° a 3’54” questa mattina alla partenza. Lo squadrone britannico però, ha fatto la scelta precisa di non difendere a tutti i costi la maglia rossa, segno che forse sulla tenuta di Kwiatkowski ci tengono davvero e che le energie potrebbero essere più utili nelle prossime due settimane: la Sky ha quindi tenuto un’andatura regolare e ha controllato che il ritardo dei fuggitivi non salisse oltre ai sei minuti.

Alessandro De Marchi si muove in anticipo
Una fuga così numerosa e con corridori forti ma con caratteristiche molto diverse uno dall’altro è quasi impossibile da tenere compatta. A muoversi in anticipo, a più di 80 chilometri dall’arrivo, sono stati in francese Stephane Rossetto della Cofidis ed il friulano Alessandro De Marchi che aveva disputato un’ottima cronometro nel giorno inaugurale: l’ottima condizione dell’italiano della BMC è una bella notizia per Davide Cassani che difficilmente vorrà privarsi di un corridore con le sue caratteristiche per il Mondiale di Innsbruck, meno bella invece per Rossetto che a 65 chilometri in un tratto di salita dopo il traguardo volante di Laujar de Andarax è stato inesorabilmente staccato da De Marchi.

Questa azione ha permesso ad Alessandro De Marchi di trovarsi al posto giusto al momento giusto. Al termine della discesa si sono riportato sul friulano altri due corridori di spessore come Bauke Mollema e Simon Clarke: i tre hanno preso un minuto sui più immediati inseguitori, hanno affrontato assieme la salita di seconda categoria dell’Alto El Marchal che terminava a 26 chilometri e poi si sono lanciati in discesa verso il traguardo di Roquetas del Mar. La sfortuna ha colpito Bauke Mollema che a circa quattro chilometri dalla vetta è stato vittima di una foratura: certo, l’olandese della Trek-Segafredo è riuscito poi a riprendere i due compagni di fuga ma per farlo ha dovuto utilizzare quelle energie che forse sperava di sfruttare per attaccare in salita e per appesantire le gambe dei rivali.

Clarke brucia Mollema e De Marchi in volata
Terminate le difficoltà altimetriche di giornata, il terzetto di testa ha provato a giocare di tattica e di astuzia nei chilometri conclusivi in pianura, ma nessuno è riuscito a sorprendere gli altri: De Marchi era evidentemente il più stanco dei tre, ma è sempre rimasto attaccato e non ha mai fatto mancare il proprio contributo. A meno di quattro chilometri dal traguardo davanti hanno iniziato a studiarsi, rallentando fino a trovarsi quasi in surplace per qualche istante: qualche timido allungo ha fatto ripartire il ritmo, ma da dietro Floris De Tier, Rudy Molard e Davide Villella si stavano avvicinando molto velocemente. Alla fine il secondo terzetto è arrivato a vedere i battistrada all’ultimo chilometro, ma per pochi secondi il ricongiungimento è sfumato.

La volata a tre è stata praticamente senza storia, troppo più veloce Simon Clarke che ha rispettato il ruolo di favorito lasciando Bauke Mollema al secondo posto ed un generosissimo Alessandro De Marchi al terzo. Giornata di rimpianti per Davide Villella che ha fatto sua la volata per la quarta posizione a soli 8″ di distanza: sull’Alto El Marchal il corridore dell’Astana era sembrato brillante riducendo il proprio svantaggio dai fuggitivi che però avevano approcciato l’ascesa con quasi un minuto, nel finale invece ha collaborato poco anche quando il distacco si era ridotto in maniera considerevole; De Tier e Molard hanno chiuso in quinta e sesta posizione mentre tra gli altri fuggitivi si segnalano Franco Pellizotti (nono) e Valerio Conti (dodicesimo) a due minuti esatti di distanza da Clarke.

La Sky non insegue, Molard in maglia rossa
Il gruppo principale, tirato dagli uomini della Sky aveva scollinato sull’Alto El Marchal con circa sei minuti di ritardo dai primi, ma nel finale è stato evidente il tentativo di lasciare andare la maglia rossa: al traguardo il ritardo è stato di 4’55” ed il recupero è avvenuto tutto per i vari giochi tattici dei tre fuggitivi e non per un reale cambio di ritmo. Con il sesto posto al traguardo, il francese Rudy Molard ha quindi conquistato il primato in classifica con 1’01” di vantaggio su Michal Kwiatkowski, 1’08” su Emmanuel Buchmann, 1’11” su Simon Yates e 1’13” su Alejandro Valverde. Invariati i distacchi tra tutti i favoriti.

Nella giornata in cui la EF Education First-Drapac conquista il primo successo stagionale nel World Tour, sorride anche la Groupama-FDJ che proprio con Molard ha spezzato una lunga statistica negativa: era infatti da 13 anni che un corridore del team di Marc Madiot non si trovava a guidare la classifica generale di uno dei tre Grandi Giri, l’ultimo a riuscirsi era stato l’australiano Bradley McGee alla Vuelta 2005 (dalla seconda alla quinta tappa) quando ancora la maglia di leader della corsa spagnola era di color oro.

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