Rohan Dennis in azione verso Torrelavega © PhotoGomezSport
Rohan Dennis in azione verso Torrelavega © PhotoGomezSport

Dennis fa rima con cronometro

Rohan vince anche la prova di Torrelavega alla Vuelta. Tra i big ottimo Kruijswijk, Simon Yates guadagna su Valverde e Quintana

Ci si aspettava una lotta a tre, forse a quattro, per la vittoria in questa sedicesima tappa della Vuelta a España ed invece la cronometro di 32 chilometri da Santillana del Mar a Torrelavega si è trasformata in un grande one man show di Rohan Dennis che ribadisce una volta di più la propria posizione di uomo del momento, almeno per quanto riguarda i cronomen puri: per l’australiano della BMC Racing Team, e che il prossimo anno passerà alla Bahrain-Merida, si tratta della sesta cronometro vinta in questo 2018, un dato notevole anche se lontano dalle dieci di Tony Martin nel solo 2013.

Dopo la vittoria ottenuta nella cronometro inaugurale a Malaga, Rohan Dennis aveva avuto la possibilità di fare una corsa al risparmio visto che in squadra non c’è un uomo di classifica o un velocista su cui fare affidamento: e così mentre gli altri andavano in fuga, lui si nascondeva pensando proprio all’appuntamento con la tappa odierna e questo atteggiamente gli ha dato ragione visto che è arrivato qui con molte energie nelle gare. Il tracciato era complessivamente abbastanza veloce, ma un paio di leggere salitelle rendevano comunque abbastanza complicato trovare il ritmo giusto: un problema che, evidentemente, non ha avuto il campione australiano in carica che ha coperto i 32 chilometri previsti in 37’57”, quasi 1 km/h in più di tutti gli altri e unico a volare a superare i 50 km/h di media facendo la differenza proprio nel settore più impegnativo. E adesso, con due vittorie di tappe in saccoccia, Rohan Dennis tornerà a casa per preparare il Campionato del Mondo.

Grande equilibrio alle spalle di Dennis
Se non ci fosse stato Dennis, adesso staremmo parlando di una delle cronometro più equilibrate di sempre, un risultato da non dimenticare neanche con il passaggio degli anni: alle spalle dell’australiano, infatti, troviamo ben quattro corridori racchiusi nello spazio di meno di due secondi, il problema è che il migliore di questi ha pagato ben 50″ nei confronti del vincitore odierno. A conquistare la seconda posizione è stato lo statunitense Joey Rosskopf, anche lui della BMC, con una prova abbastanza regolare: a soli 17 centesimi di secondo è arrivato lo spagnolo Jonathan Castroviejo, unico corridore capace di recuperare un piccolo secondo nel terzo ed ultimo settore di questa cronometro nei confronti dello scatenato Dennis.

In quarta e quinta posizione, entrambi a 51″, sono arrivati un ottimo Steven Kruijswijk e il polacco Michael Kwiatkowski: l’olandese della LottoNL-Jumbo è stato il migliore degli uomini di classifica, il corridore della Sky invece si dimostra ancora competitivo nonostnate la caduta dell’altro giorno ed il fatto che dal Tour de France ad oggi non abbia mai staccato per un attimo. Per quanto riguarda gli altri specialisti che puntavano a fare risultato oggi, segnaliamo Nelson Oliveira settimo a 1’05”, il giovane Kasper Asgreen decimo a 1’10” metre il campione europeo ha chiuso solo dodicesimo a 1’17”. Come già avvenuto a Malaga il primo degli italiani è stato Alessandro De Marchi: per lui 20° posto a 1’51”.

Steven Kruijswijk il migliore degli uomini di classifica
Come già accennato, tra gli uomini di classifica il migliore è stato Steven Kruijswijk che al primo intermedio posto al chilometro 10 si era preso il lusso di destare scalpore transitando davanti a tutti con addirittura 5″ di vantaggio su Rohan Dennis: il passare dei chilometri ha rimesso le cose a posto, ma il capitano della LottoNL-Jumbo sta molto bene ed in quest’ultima settimana potrebbe essere un cliente molto ostico per tutti, anche perché avrà al suo fianco una squadra tutta per lui, forte e che oggi ha puntato a risparmiare più energie possibili. Non si è difeso male Simon Yates che ha fatto registrare il tredicesimo tempo a 1’28”, che significa 37″ persi da Kruijswijk ma anche 7″ guadagnati nei confronti di Alejandro Valverde: il murciano della Movistar era partito più forte, ha perso tanto nella parte centrale e poi ha nuovamente recuperato qualcosa nel finale.

La rivelazione di giornata, però, è il 23enne spagnolo Enric Mas (Quick-Step Floors) che in questa Vuelta a España era partito senza pressione e obiettivi particolari, se non quello di vedere fin dove sarebbe stato capace di tenere: il maiorchino oggi ha chiuso addirittura sesto a 1’03”, ha guadagnato su quasi tutti i rivali di classifica ad eccezione di Kruijswijk e a cinque tappe dal termine, di cui solo tre impegnative, si trova ad appena un minuto e mezzo dalla maglia rossa.

Prestazione abbastanza in linea con le aspettative per Nairo Quintana, Thibaut Pinot e Miguel Ángel López, tutti abbastanza vicini tra di loro e rispettivamente a 2’10”, 2’11” e 2’19” da Rohan Dennis: adesso si giocheranno tutto negli ultimi tre arrivi in salita e avranno bisogno di attaccare se vorranno puntare alla vittoria o anche solo a salire sul podio a Madrid. Un breve commento lo dedichiamo anche a Vincenzo Nibali: i 4’02” persi oggi dal messinese non sono rilevanti a livello numerico, ma domani c’è una tappa in cui una fuga da lontano ha buone probabilità di successo e chissà che non voglia a provare a cogliere anche un buon risultato in questo complicato avvicinamento al Campionato del Mondo.

Simon Yates allunga in classifica generale
La classifica generale di questa Vuelta a España continua ad essere abbastanza corta e Simon Yates starà facendo gli scongiuri pensando a quanto accadde al Giro d’Italia: il britannico della Mitchelton-Scott non potrà permettersi neanche un momento di lieve appannamento anche perché Alejandro Valverde è ancora a soli 33″ di distanza, in terza posizione adesso c’è Steven Kruijswijk a 52″, Nairo Quintana è sceso in quarta posizione a 1’15”, poi c’è la sorpresa Enric Mas a 1’30” e con Miguel Ángel López, sesto a 1’34”, termina la lista di coloro che aspirano alla vittoria più finale. Qualche piccola speranza ce l’ha anche Thibaut Pinot che è settimo a 2’53”, mentre per quanto visto fino ad oggi Ion Izagirre (3’04”) e Rigoberto Urán (3’15”) baderanno soprattutto a difendere la posizione.

Tra gli italiani, 13esimo e 14esimo posto per Gianluca Brambilla e Fabio Aru, uno a 8’35”, l’altro a 10’34”: la top10 sembra raggiungibile solo con una fuga da lontano. Fuga che, come detto, potrebbe andare in porto domani: si va nei Paesi Baschi con un tracciato tipico di queste zone, ricco di saliscendi e cinque gran premi della montagna ad anticipare l’inedito arrivo in quota a Balcón de Bizkaia, un’ascesa di 7.3 km al 9.7% medio ed un picco massimo del 23.8%.

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