Enric Mas vince sul Coll de la Gallina © PhotoGomezSport
Enric Mas vince sul Coll de la Gallina © PhotoGomezSport

Non solo Yates, c’è mucho Mas!

Nella penultima tappa Yates controlla e fa sua la Vuelta, ma a vincere è il giovane maiorchino Enric che sale anche sul podio con López

La più grande sorpresa di questa Vuelta a España ha 23 anni, viene dall’isola di Maiorca e si chiama Enric Mas: il giovane scalatore della Quick-Step Floors, classe 1995, si era presentato al via della corsa senza attenzioni particolari, la stessa squadra aveva posto come obiettivo solo quello di tenere duro il più possibile per vedere fin dove sarebbe riuscito a resistere, ed invece il ciclismo spagnolo ha trovato un nuovo grande talento su cui riporre grandi speranze. E alla fine non solo Enric Mas non ha mai accusato segni di cedimento lungo le tre settimane di questa Vuelta, ma oggi ha fatto un vero e proprio capolavoro vincendo l’ultima tappa di montagna e conquistandosi un posto sul podio di Madrid.

Tuttavia, non si può dire che Enric Mas sbuchi fuori dal nulla: nel 2016 a soli 21 anni aveva brillato con la Klein Constantia, formazione vivaio della Quick-Step Floors, vincendo la Volta ao Alentejo ed il Tour des Pays de Savoie oltre a chiudere secondo nella classifica del Giro della Valle d’Aosta, al primo anno da professionista aveva terminato secondo alla Vuelta a Burgos andando poi subito a fare esperienza alla Vuelta a España, mentre quest’anno è cresciuto ancora facendo sesto al Giro dei Paesi Baschi (con una tappa vinta) e quarto al Giro di Svizzera, prima dell’esplosione definitiva durante queste tre settimane.

De Gendt per i punti gpm, Nibali per testarsi ancora
Gli organizzatori della Vuelta a España hanno tenuto per il penultimo giorno di gara l’unica frazione con più salite in sequenza e che quindi si poteva movimentare già a grande distanza dal traguardo: nel percorso tutto andorrano con partenza da Escaldes-Engordany e arrivo sul Coll de la Gallina, erano ben sei le salite concentrate in appena 97.3 chilometri di gara. Dopo appena un chilometro di corsa la strada ha subito iniziato a salire e sono iniziati gli scatti: il primo a provarci è stato il britannico Tao Geoghegan Hart (Sky) che è stato ripreso, poi è stato Thomas De Gendt a partire secco a circa un chilometro dal gran premio della montagna per andare a prendersi i punti per la sua la maglia a pois.

È nella successiva discesa che si è formata la fuga di giornata: a ruota di Thomas De Gendt (Lotto Soudal) si sono portati anche Vincenzo Nibali e Gorka Izagirre (Bahrain), Dario Cataldo e Omar Fraile (Astana), Michal Kwiatkowski e David de la Cruz (Sky), José e Jesús Herrada (Cofidis), Rafal Majka (Bora), Michael Woods (EF Education First), Nelson Oliveira (Movistar), Bauke Mollema (Trek), Amanuel Ghebreigzabhier (Dimension Data) e Nicolas Roche (BMC). Al chilometro 10 il vantaggio dei 15 fuggitivi era di 50″ con Mitchelton-Scott che cercava di rallentare il gruppo principale permettendo a molti corridori che erano rimasti staccati di rifarsi sotto.

Tanti scatti, timido tentativo di Quintana da lontano
Neanche il tempo di fare la conta di chi era davanti, che subito è iniziato il Coll de Beixalis con i suoi 7 chilometri all’8% medio: davanti è stato di nuovo Thomas De Gendt a forzare il ritmo per andare a predersi altri punti ed ipotecare quindi la speciale classifica degli scalatore, dietro ci sono stati alcuni contrattacchi con Ilnur Zakarin e Jai Hindley tra i più determinati a rientrare sulla fuga. Uno dei primi ad uscire dal gruppo sul Beixalis era stato Fabio Aru che ha cercato un’azione per riscattarsi da una Vuelta terribilmente opaca (e sfortunata tra cadute e malanni) e per dare un piccolo segnale a commissario tecnico Davide Cassani: al sardo della UAE Team Emirates la grinta non è mai mancata, ma quest’anno sono proprio le gambe a non girare e dopo una ventina di chilometri era già stato ripreso e staccato dal gruppo principale.

Sul Coll de Beixalis si è fatto vedere in testa al gruppo anche Nairo Quintana che a 82 chilometri dall’arrivo ha provato un allungo assieme a Gianluca Brambilla: la mossa del colombiano della Movistar ha provocato una netta accelerazione nel plotone ed è stato il Team LottoNL-Jumbo ad impegnarsi per andare a chiudere ancora prima che terminasse la salita; poteva essere l’inizio di una tappa iperspettacolare visto che c’era stata grande selezione in quel momento, e invece una volta ripreso Quintana è tornata davanti a Mitchelton-Scott con il suo ritmo regolare per la maglia rossa Simon Yates che avrebbe avuto solo da perdere con una corsa anarchica e battagliata da così lontano.

L’Astana preparato lo scatto di López
La terza salita di giornata era il Coll de Ordino dove, dopo alcuni chilometri in testa, De Gendt, Nibali, Majka, Mollema, Woods e Kwiatkowski sono stati ripresi dagli inseguitori e si è ricomposta una fuga di 15 corridori, con Hindley e Zakarin al posto di Izagirre e José Herrada. Proprio in questa fase, a poco più di 60 chilometri dall’arrivo, il drappello al comando della tappa ha toccato il suo vantaggio massimo di 2’50”: davanti nessuno era un pericolo per la maglia rossa, e così a stravolgere il copione di ha pensato l’Astana che ha rilevato dalla testa gruppo la Mitchelton-Scott aumentando notevolmente l’andatura. Tra l’altro, ad aspettare la squadra kazaka al traguardo c’era il boss Alexander Vinokourov che in mattina sui social network aveva predetto una vittoria del suo giovane pupillo Miguel Ángel López: non c’è andato poi molto distante.

L’azione dell’Astana è serviva a preparare il terreno allo scatto di Miguel Ángel López che è avvenuto a 38 chilometri dall’arrivo sulla seconda scalata del Coll de Beixalis: il 24enne colombiano ha trovato sulla salita i compagni di squadra Cataldo e Fraile a dargli una mano e anche un buon Vincenzo Nibali gli ha dato qualche cambio mentre ci si avvicinava allo scollinamento. Alla fine dopo prima del termine della salita López, Nibali e Mollema sono riusciti a rientrare su Majka e De La Cruz che avevano attaccato in precedenza sullo stesso Coll de Beixalis, ma quasi allo stesso tempo è tornato sotto anche il gruppo principale tirato da una Mitchelton-Scott che ha reagito bene sotto pressione.

Battaglia sulla penultima salita
Dopo quattro salite e un timido tentativo sulla seconda, Nairo Quintana è tornato a farsi vedere a 33 chilometri dall’arrivo: il colombiano è andato di nuovo all’attacco, ma questa volta lo ha fatto in discesa senza che il gruppo si scomponesse più di tanto. Quintana ha preso qualche secondo di vantaggio, abbastanza per iniziare in testa la salita del Coll de la Comella dove, a 20 chilometri dall’arrivo, ha nuovamente attaccato Miguel Ángel López: sulla carta questa quinta salita era la più facile di giornata, classificata solo di testa categoria, ed invece è qui che Adam Yates ha attaccato assieme ad Enric Mas riuscendo a riportarsi sul duo colombiano che era già al comando.

Nessuna reazione da parte di Alejandro Valverde e Steven Kruijswijk, rispettivamente secondo e terzo in classifica: mentre davanti Yates, Mas e López collaboravano per andare a tutta, dietro era il solo Richard Carapaz a lavorare; inutile dire che da quel momento in avanti il vantaggio dei corridori di testa è andato costantemente a salire, mentre all’inizio dell’ultima salita del Coll de la Gallina si è fermato Nairo Quintana per dare una mano al murciano della Movistar. Ma Valverde è arrivato al termine di questa Vuelta con le energie al lumicino e negli ultimi chilometri ha perso da tutti finendo addirittura fuori dal podio della generale. Davanti invece Simon Yates ha avuto un piccolo momento di appannamento ai meno 7 chilometri e così Enric Mas e Miguel Ángel López si sono involati verso la vittoria di tappa senza alcuna esitazione: il britannico si è comunque gestito bene, è salita del proprio passo senza strafare e ha evitato che un piccolo passaggio a vuoto si trasformasse in una vera e propria crisi.

Tappa e podio per Enric Mas
Nella sfida per la vittoria di tappa Enric Mas e Miguel Ángel López si sono studiati e marcati come se fosse un arrivo in pianura: entrambi erano sul podio virtuale, ma il colombiano dell’Astana era quello che rischiava di più a rallentare troppo nell’ultimo chilometro dato che Steven Kruijswijk non era ancora del tagliato fuori del tutto dal terzo posto e quindi ha dovuto tirare un po’ più del rivale. Alla fine i due hanno aspettato gli ultimi 100 metri per lanciare lo sprint: Mas ha lavorato anche di mestiere portandosi subito davanti e chiudendo la traiettoria in curva a López che poi nel finale non ha più avuto lo spazio per affiancare il giovane spagnolo. Simon Yates, in controllo, è arrivato staccato di 23″ mentre Thibaut Pinot e Rigoberto Urán hanno completato la top5 a 54″ e 57″ rispettivamente.

Nel finale Steven Kruijswijk ha pagato qualcosa e ha chiuso settimo a 1’15” preceduto anche da Wilco Kelderman a 1’11”, per la Movistar è stata invece la giornata più nera della Vuelta: negli ultimi chilometri Valverde, atteso da Quintana, ha perso tantissimo ed è finito addirittura a 3’09”. Domani a Madrid, salvo incidenti, Simon Yates diventerà il terzo corridore britannico diverso a vincere un Grande Giro in questa stagione e sul podio con lui ci saranno i due protagonisti di oggi, Enric Mas e Miguel Ángel López a 1’46” e 2’04”. Sfuma ancora il primo podio in carriera per Steven Kruijswijk che è quarto a 2’54”, Alejandro Valverde invece finisce solo quinto a 4’28” con Nairo Quintana ottavo superato da Pinot e Urán.

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