Van Der Poel non sa più nemmeno come esultare © Getty Images
Van Der Poel non sa più nemmeno come esultare © Getty Images

Niente Miracoli a Tabor

Van Der Poel vince ancora, ma la rincorsa alla Coppa del Mondo sarà lunga. Bravi Dorigoni e Arzuffi, sul podio nelle rispettive categorie

Aspettarsi qualcosa di diverso a Tabor, Repubblica Ceca, si rivela subito un controsenso per chi conosce almeno un poco il mondo del ciclocross: in questa località che ricorda solo nel nome il luogo nel quale avvenne secondo i Vangeli la trasfigurazione di Gesù di Nazareth, Mathieu Van Der Poel ha sempre vinto (e son già 6 volte!), ottenendo anche alcuni dei successi più importanti della sua carriera, tra i quali il primo mondiale ed il primo titolo europeo élite. Questo perché è un percorso fatto su misura per lui: nel perfetto solco del ciclocross, ma sempre veloce, che sia asciutto o sia infangato, senza grossi dislivelli.
Niente miracoli, insomma. A questo punto non ci resta che aspettare che qualche avversario raggiunga una qualità perlomeno simile. Nel frattempo, per farci il favore di rendere la Coppa del Mondo almeno un po’ interessante, quest’anno si è inventato la “partenza con l’handicap”, che permetterebbe ad un impeccabile Toon Aerts di portare a casa la stessa, con la condizione che Aerts sia effettivamente impeccabile, per l’appunto. Così non è andata oggi, con un Michael Vanthourenhout in giornata di grazia e un Lars Van Der Haar non proprio in modalità di gregariato che l’hanno staccato e sopravanzato. Se non altro Aerts guadagna su un Van Aert davvero spento e sottotono, forse fiaccato da un inizio 2018 davvero impegnativo dal quale non è riuscito a recuperare del tutto in fase di preparazione.

Pronti, via! Van Der Poel in testa sin dalla prima curva
Quando diciamo che non c’è stata storia, oggi, significa che Mathieu Van Der Poel si è fatto tutta la gara in testa, ma proprio dalla prima curva. Questo non significa che abbia subito staccato tutti, cosa non facile vista la velocità del percorso che difatti non ha permesso grossi distacchi in tutte le categorie. La trenata secca è però partita alla fine del secondo giro, con Michael Vanthourenhout che è partito subito in caccia: l’uomo della Marlux, nonostante non sia mai riuscito a ingaggiare Van Der Poel, ha dimostrato una notevole brillantezza, che gli ha permesso di lottare per conseguire il podio.
Van Aert non reagisce e la gara si cristallizza già, col vantaggio di Van Der Poel che supera i 30″ e Vanthourenhout che continua a tenere un piccolo margine. A metà gara Lars Van Der Haar rompe gli indugi, inseguito a distanza da Toon Aerts e Quinten Hermans: Wout Van Aert è ancora in affanno, e resta indieto, accompagnato da un Kevin Pauwels meglio delle recenti prove e da un pimpante giovane, Joris Neuwenhuis.

Duello per il secondo posto Vanthourenhout – Van Der Haar
La lotta per il secondo posto si concentrava tra Vanthourenhout e Van Der Haar, con l’olandese che riusciva ad agganciare lo Spud delle Fiandre al termine del settimo dei nove giri previsti. Troppo brillante però Vanthourenhout per perdersi il secondo posto: il belga attacca cinicamente all’ultimo giro sugli ostacoli, notoriamente punto debole di Van Der Haar, e non si fa prendere più. Arriverà secondo a 14″ (ovviamente Van Der Poel alla fine ha passeggiato), e Van Der Haar terzo a 20″. Toon Aerts riesce a prendere senza problemi il quarto posto, a 39″ davanti a Hermans, Kevin Pauwels (a 44″) riesce a staccare e precedere Van Aert a 46″ con l’ottimo Nieuwenhuis (prima top ten in Coppa) ottavo. Seguono, nono Laurens Sweeck ad 1’05”, e decimo Daan Soete a 1’12”.
E gli italiani? Molto meglio nelle altre categorie, come vedremo poi. La partenza di Gioele Bertolini è stata disastrosa, col valtellinese che dopo un problema al primo giro è ripartito dalla 50esima posizione. Ha recuperato poi fino alla trentesima, a 3’02”. Corsa buona per Nicolas Samparisi, 34esimo a 3’14”, mentre termina 47esimo Lorenzo Samparisi, con doppiaggio a carico.
La classifica di Coppa del Mondo vede Toon Aerts mantenere la testa a 285 punti, con Wout Van Aert a 258 e Quinten Hermans a 230. Van Der Poel è ancora lontanissimo a 160, ma la Coppa del Mondo quest’anno è parecchio lunga e prevede altre 5 prove.

Donne: arriva Lucinda Brand, Arzuffi torna sul podio
La prova al femminile di Tabor registrava l’assenza della leader di Coppa Marianne Vos, forte di un netto vantaggio cumulato nelle prime tre tappe. E nonostante ciò ha comunque vinto l’Olanda, ormai una forza devastante nel ciclocross quanto in strada, non a caso con un’atleta che finora si è fatta notare soprattutto in strada: è la 29enne Lucinda Brand, comunque bronzo l’anno scorso al mondiale di Valkenburg.
In partenza brillante Eva Lechner, ma l’altoatesina rovina la sua gara assieme all’idolo di casa Katharina Nash su una caduta nel tratto più tecnico. Alice Maria Arzuffi parte male ma riesce subito a recuperare, trovandosi col gruppetto di testa che andrà a giocarsi la vittoria. Quella femminile è corsa chiusa, con 6 atlete che vanno a giocarsi il successo all’ultimo giro: scivola però Sanne Cant, che chiuderà dunque sesta. Lucinda Brand piazza invece l’attacco deciso, con Annemarie Worst che va a collocarsi seconda a 5″ e Alice Arzuffi terza appena davanti Ellen Van Loy e Denise Betsema allo sprint: per la Arzuffi si tratta del secondo podio in Coppa del Mondo in carriera, dopo il terzo posto conseguito a Zeven esattamente due anni fa. 19esima Eva Lechner ad 1’30”.
La vincitrice di giornata alla fine è proprio la Vos, che nonostante l’assenza mantiene la leadership di Coppa: Sanne Cant si fa comunque più vicina con 18 punti di distacco, e considerando che la seconda parte di stagione di solito è più favorevole alla specialista belga ci si può aspettare un bel duello per la Coppa.

Exploit di Dorigoni tra gli under 23
La miglior notizia di giornata per i colori azzurri è senza dubbio il secondo posto di Jakob Dorigoni nella categoria under 23, un exploit che si attendeva considerando le attese che ci sono sul 20enne altoatesino. La gara under 23 è condizionata dall’assenza del Campione del Mondo Eli Iserbyt, sia infortunato che malato. Sarebbe anche vita facile per Tom Pidcock, se l’inglese non si compromettesse subito in partenza: riuscirà comunque a recuperare e a staccare tutti, arrivando vincente in solitaria. A Dorigoni spetta un bel duello con un altra delle promesse della categoria, il francese Antoine Benoist, che finisce col secondo posto conseguito allo sprint a 11″.
La prova degli juniores ha visto il bis di Witse Meussen, che ha preceduto di 4″ l’interessante Thibau Nys ed il tedesco Tom Lindner; bella prova in rimonta per Davide Toneatti, 11esimo dopo essere finito in fondo al gruppo in partenza, e bene anche Emanuele Huez, 14esimo; 22esimo Samuele Leone e 23esimo Luca Pescarmona.

Visita lo store di Cicloweb!

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile