Mathieu van der Poel taglia al comando il Scheldecross ad Anversa © DVV Trofee
Mathieu van der Poel taglia al comando il Scheldecross ad Anversa © DVV Trofee

Sulla Schelda si vota Van der Poel

Mathieu vince ad Anversa e mette nel mirino il DVV Trofee: le proiezioni lo danno favorito per la vittoria finale. Tra le donne Betsema non smette di stupire, Eva Lechner risale al quarto posto

Mai Mathieu van der Poel era riuscito ad imprimere la propria volontà di solitudine allo Scheldecross e ad alzare le braccia nel segno dell’assolo. Nelle ultime due edizioni, infatti, il neerlandese aveva dovuto attingere all’inesauribile pozzo delle proprie risorse per aver ragione, in extremis, del più arcigno tra i suoi avversari, quel Wout Van Aert che era annunciato in ripresa dopo il ritiro in terra spagnola.

Mai fino ad oggi. Le due settimane abbondanti di allenamenti, volte anche a gettare le basi per la primavera stradista, hanno restituito un MvdP come lo avevamo lasciato, anzi, forse più forte.

 

Toon stopper, Mathieu bomber
La gara di Anversa, valevole come quarta delle otto tappe del DVV Trofee 2018-2019, è iniziata – su un percorso asciutto e veloce – sotto il segno di Mathieu van der Poel, il primo ad alzare il ritmo della contesa, e di Toon Aerts, pronto ad assumere il gravoso compito di arginare gli attacchi del campione europeo.

Aerts ha accettato la sfida e si è francobollato alla schiena di MvdP, con una determinazione degna del miglior Vierchowod (Mathieu, per le comuni origini, farà la parte di Van Basten) e ne ha frustrato le iniziative, aiutato, va detto, da qualche inusuale pastrocchio sulla sabbia del neerlandese, il quale dava l’impressione di essere più legato del solito.

Defilati, ma presenti alla contesa, in terza e quarta posizione, Wout Van Aert e Michael Vanthourenhout, sornioni, con quel cenno della serie, scannatevi pure che poi vi aggiustiamo noi.

Al tramonto del terzo giro Aerts ha commesso l’unico errore tattico di una gara altrimenti esemplare: s’è portato in testa al gruppetto, alla cui coda s’era aggiunto il vagone Sweeck (per l’ennesima volta penalizzato da una partenza a rilento), per rallentare giustamente il ritmo, ma l’ha fatto in modo tale da perdere il contatto visivo con MvdP.
Il Fenomeno ha fiutato l’occasione ed è partito come una scheggia dal lato cieco di Toon. Boom, presi 20 metri in un amen.

Van Aert è stato il primo e l’unico a reagire alla stoccata, essendo a ruota dell’attaccante, e, se in un primo momento sembrava in grado di portarsi sul neerlandese, una volta entrati nel primo settore del tracciato, il più tecnico e tortuoso, ha dovuto alzare bandiera bianca all’ennesimo rilancio con l’acido alle orecchie.

Aerts ha tirato fuori il meglio dalle sue capacità, lottando in diverse occasioni con la sabbia, superata spesso di nervi più che di gambe, in una coreografia pugilistica e brutale, fino a realizzare l’inevitabile: Mathieu se n’era andato, c’era da limitare i danni e chiedere l’aiuto dei compagni di gruppetto.

Mentre Van der Poel incrementava il margine (massimo vantaggio 1’04” al termine del decimo giro), Van Aert, passato in testa al drappello inseguitore, ha alzato i giri del motore. Il primo a farne le spese è stato Vanthourenhout, Aerts, invece, in qualche occasione ha barcollato tanto da sembrare a un passo dal ko, per poi reagire ogni volta, ancora con la forza dei nervi e del cuore.

MvdP ha tagliato il traguardo al culmine di una gara insolitamente corta (58’57” la durata, calcolata probabilmente con un occhio all’impegno di domani). Un minuto più tardi Van Aert ha finalmente avuto ragione di Aerts allo sprint (1’04” il ritardo dell’alfiere della Telenet). Al quarto e quinto posto Vanthourenhout e Sweeck, rispettivamente a 1’33” e 1’54”, mentre dal sesto in poi, distacchi con la clessidra, incredibile, data la facilità del percorso: Van Kessel a 2’42”, Van der Haar a 2’44”, Meeusen a 2’57”, Merlier e Boros oltre i 3′.

Aerts comanda ancora la generale del DVV Trofee, ma l’inerzia è tutta a favore di Van der Poel; inoltre, dopo la prova odierna, i 57″ che ci sono tra i due assomigliano più che a uno scudo, a una misera figlia di fico per il leader della classifica. Terzo è Vanthourenhout a 2’45”.

 

Betsema vince un’altra volta, ma quante assenze
La versione femminile dello Scheldecross è stata in parte impoverita dalle assenze: quelle dovute a cause di forza maggiore, come nel caso della seconda e terza della generale del DVV Trofee, Ellen Van Loy, caduta e infortunata al ginocchio ad Overijse, e Kim Van de Steene, provata dalla fatiche della prima parte di stagione; e quelle tattiche, come quella del duo Steylaerts Arzuffi-Worst, che hanno preferito dare la precedenza al Superprestige di domani (e come dare loro torto visto che guidano la classifica del SP).

Tuttavia, ciò non vale a sminuire l’ennesima vittoria stagionale di Denise Betsema, arrivata alla maniera forte, come poche volte si è visto in stagione.

La 25enne isolana (proviene appunto dall’isola di Texel, nell’Olanda settentrionale) ha vinto la resistenza di Loes Sels al secondo dei 7 giri in programma, forte della superiorità tecnica dimostrata nelle curve e sulla sabbia, laddove riusciva a stare in sella sempre più delle rivali, e, nei successivi ha respinto l’offensiva di un’atleta dotata di grande forza come Lucinda Brand, in grande forma oltretutto.

Brand, poderosa passista su strada, non è mai riuscita a far valere la propria cilindrata nei confronti della connazionale, pur, sui lunghi rettilinei della seconda parte del percorso, vedendola, prendendola come punto di riferimento, giacché i suoi sforzi venivano spesso e volentieri vanificati da qualche errore di conduzione di troppo nei tratti che richiedevano maggior sensibilità.

Virtualmente assegnati i primi due posti, alle due neerlandesi, il terzo è andato ad appannaggio di Laura Verdonschot, autrice di una gran gara in rimonta, impreziosita dal giro veloce (l’ultimo). L’ordine d’arrivo vede Betsema, Brand a 23″, Verdonschot a 29″, Ceylin Alvarado a 35″, Sels a 39″, Sanne Cant a 40″, con Sophie De Boer, Nikki Brammeier, Maud Kaptheijns e la nostra Eva Lechner a chiudere la top ten, tutte oltre il minuto.

Cant non solo perde poco o niente, dato che chi l’ha preceduta non cura la classifica del DVV Trofee e che è arrivata a ruota di Sels (seconda della generale), ma, grazie alle assenze, guadagna pure. La campionessa del mondo può contare ora su un vantaggio di 1’06” su Loes Sels e di 3’13” su Nikki Brammeier. Rimarchevole la risalita di Eva Lechner, che si inerpica fino alla quarta posizione, a 4’24” da Cant.

Ci si rivede nel mezzo delle feste, il 28 dicembre, a Loehnout (percorso tra i preferiti di Toon Aerts), mentre fuori si gela, davanti al camino del buon ciclocross. Ed è ancora Natale.

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