Matthijs Buchli e Theo Bos, protagonisti nel Keirin in Coppa del Mondo a Londra © UCI
Matthijs Buchli e Theo Bos, protagonisti nel Keirin in Coppa del Mondo a Londra © UCI

Ma quanto va veloce quest’Olanda?

Il settore sprint oranje (Buchli su tutti) impressiona anche a Londra. Domani Viviani prova a tornare su un podio di Coppa del Mondo nell’Omnium

Le emozioni, l’Italia della pista, le ha lasciate alla prima giornata, il venerdì degli inseguimenti; o forse ne ha rinviata qualcuna all’Omnium domenicale di Elia Viviani; di sicuro, il sabato si è chiuso, a in Coppa del Mondo a Londra, con un poco di fatto per i colori azzurri. La continua ricerca della quadra, da perseguire anche tramite qualche esperimento, può anche condurre a giornate interlocutorie come quella di oggi; nulla di grave o preoccupante, vuol dire che in quei giorni ci si concentrerà su quanto fanno gli avversari.

Per esempio: nel settore veloce l’Olanda continua a far parlare di sé (dei suoi atleti, più che altro), dato che inanella risultati importanti uno dopo l’altro. Il livello medio degli specialisti oranje è pauroso, gli uomini sembrano più avanti ma le colleghe non sono poi distanti; anche se, dopo l’oro conquistato dalla Velocità a squadre maschile venerdì, è stato ancora un velocista a regalare il successo alla nazionale dei Paesi Bassi, ovvero Matthijs Buchli, che nel Keirin ha vinto un’altra volta, dimostrandosi – in questo scorcio di stagione – a dir poco imbattibile.

Buchli ha piegato in finale il malese Azizulhasni Awang e il connazionale Theo Bos, in una gara che clamorosamente non vedeva schierato Matthew Glaetzer, eliminato in semifinale; Francesco Ceci, non malvagio in batteria, non ha in ogni caso superato il turno di ripescaggi.

Per un sorriso di Buchli, un abbozzo da parte di Laurine Van Riessen, che nella Velocità femminile si è accontentata del bronzo, conquistato in maniera autorevole (2-0) sull’ucraina Olena Starikova, anche se l’olandese ha mancato in pieno il mood in semifinale, turno in cui Emma Hinze l’ha a sua volta brutalizzata; la tedesca poi non ha potuto nulla in finale contro l’australiana Samantha Morton, attualmente il faro della specialità. In questo torneo abbiamo visto un nuovo passetto in avanti di Miriam Vece, che ha superato le qualifiche con inusitata brillantezza, 19esima (su 31, ne passavano 28) col tempo di 11″149, e soprattutto lasciandosi dietro qualche nome di spicco (dalla Basova alla DeGrendele, dalla Gaxiola alla Bate). Nulla da fare per l’italiana ai 16esimi contro la coreana Lee Hyejin.

 

Wild piega Valente nell’Omnium, Confalonieri nelle retrovie
Ha parlato olandese, per l’ennesima volta in questi anni, anche l’Omnium: per la precisione, è stata Kirsten Wild a piegare la resistenza di un ben assortito nugolo di avversarie. L’Italia schierava Maria Giulia Confalonieri, la quale però non ha esibito la migliore delle giornate: 18esima nello Scratch (vinto dalla Wild sulla francese Laurie Berthon e sull’americana Jennifer Valente), 15esima nella Tempo Race della messicana Yareli Salazar (alle sue spalle si sono accomodate nell’ordine Valente e Wild), 19esima nell’Eliminazione che ha visto un altro successo della Wild, stavolta davanti all’australiana Amy Cure e alla belga Lotte Kopecky. Maria Giulia si è presentata alla Corsa a punti conclusiva in appena 19esima posizione con 22 punti; Wild era prima con 116, Valente seconda con 108, Berthon terza con 94, stesso punteggio della canadese Allison Beveridge; solo quinta la britannica di turno, oggi Elinor Barker, 82 punti.

Nella prova finale Confalonieri qualcosina ha fatto, ha vinto uno sprint mentre era in caccia (insieme a Kopecky, Cure e Barker), si è piazzata in un’altra volata, ma nulla che le permettesse di scalare eccessivamente la classifica: alla fine si è classificata 17esima con 30 punti. Nei quartieri alti dell’Omnium, Wild ha controllato senza dannarsi l’anima, si è appiccicata alla Valente e ha condotto la prova senza rischiare nulla, anzi incamerando altri 8 punti, molto utili in sede di gestione del risultato. La statunitense ha più volte sbattuto contro un muro (la difesa di Kirsten), e alla fine si accontenta dell’argento, 118 punti contro i 124 della fulva olandese; con un gran finale di Corsa a punti, Beveridge ha poi scavalcato Berthon salendo a quota 106, più che sufficiente per il bronzo (100 punti la francese, quarta).

 

Super Danimarca nella Madison, Scartezzini-Lamon ci sono
Chiudiamo con la Madison, prova in cui una gran Danimarca ha dato la paga a tutti: Casper Von Folsach (oggi letteralmente inarrestabile) e Julius Johansen rappresentano un meccanismo sempre più magistrale, una coppia che da qui a Tokyo darà filo da torcere a chiunque. Gli scandinavi sono stati gli unici a conquistare il giro, ma oltre a ciò hanno esibito una mirabile capacità di controllare la corsa in ogni suo risvolto: basti riguardare la naturalezza e la nonchalance con cui, anziché andare a chiudere subito per conquistare il giro (si era a metà gara), Von Folsach è rimasto per tre tornate a 10 metri dalla coda del gruppo, senza colmare quel gap, al solo scopo di vincere un altro sprint. Vinto il quale, ecco che il giro è stato preso dai danesi. Per loro 46 punti, il che vuol dire che 26 sono stati conquistati nelle volate. La Gran Bretagna ha sprintato appena meglio, ma non ha preso giri, quindi si ritrova a fine prova con 30 punti, che valgono a Fred Wright e Matthew Walls la piazza d’onore: non male, considerando la rotazione che c’è nella Madison UK, per una palese conferma di affidabilità a prova di turnover.

Terzo posto, dopo lunga e aspra contesa con l’Olanda, per la Spagna di Albert Torres e Sebastian Mora: 21-20 il finale per gli iberici sulla coppia formata da Joeri Havik e il sempre spettacolare Jan-Willem Van Schip. Quinta l’Austria a 11, ecco al sesto posto la coppia azzurra, 10 punti per Michele Scartezzini e Francesco Lamon, frutto di cinque sprint fruttuosi (anche se nessuno vinto), nell’ambito di una gara in cui il duo di Marco Villa si è anche concesso un tentativo (vano) di caccia, insieme a Belgio, Spagna e Austria. Una coppia, questa, che dopo il quarto posto ottenuto 15 giorni fa a Berlino, conferma di essere forse quella maggiormente degna di fiducia, nel novero degli “americanisti” via via provati dal ct.

 

Domani torna in scena Viviani nell’Omnium
La terza – o quarta, se contiamo le qualifiche del giovedì – giornata di gara chiuderà domani la quarta tappa di Coppa del Mondo. In pista Elia Viviani nell’Omnium, come accennato in apertura, per una medaglia sfiorabile; Maria Giulia Confalonieri e Vittoria Guazzini ci proveranno nella Madison, al cospetto di una concorrenza però imbattibile (tra le altre, occhio alle padrone di casa Archibald-Trott, chissà che non facciano percorso netto…); nel Keirin vedremo un paio di turni di Miriam Vece e Maila Andreotti (il primo e il ripescaggio), ma praticamente impossibile per loro l’approdo in semifinale. Nessun azzurro invece nel torneo della Velocità maschile. A partire dalle 16 ora italiana sarà possibile cercare qua e là qualche streaming pirata. Buona pesca!

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