Mathieu van der Poel domina anche a Diegem © Belga
Mathieu van der Poel domina anche a Diegem © Belga

Van der Poel e le botte di fine anno

A Diegem neppure un colpo da ko ferma MvdP. Lechner arriva a un passo dalla vittoria ma si deve arrendere alla Cant, male Arzuffi

“Quello non lo butti giù neanche se gli spari”, un detto che ogni tanto capita di sentire in riferimento allo strapotere fisico di atleti difficilmente arginabile, qualunque sia il loro sport d’elezione. Oggi, a Diegem, non c’è stato bisogno di armi da fuoco per porre freno all’ennesima cavalcata solitaria di Mathieu van der Poel, è bastato un addetto alla sicurezza (ah, l’ironia) in mezzo al percorso di gara, impossibile da evitare.

Non sono rari gli attraversamenti da parte del pubblico o del personale accreditato, ma avvengono in tutta sicurezza, in rettilineo o in zone apposite, non di certo all’uscita da una curva cieca. Che sia una delle trovate per rompere il dominio vanderpoeliano? Mossa interessante, sicuramente efficace, ma altrettanto pericolosa, dato che il campione europeo non è ancora in grado di compenetrare i corpi (ma si sta attrezzando).

Avversari, prendete nota
La partenza è stata, come spesso accade a Diegem, una folle corsa per prendere davanti il temutissimo costone in contropendenza, in modo da evitare di restare imbottigliati nel roveto di bici che puntualmente si viene a formare, tra cadute e tamponamenti a catena.

Van der Poel e Van Aert sono scattati uno peggio dell’altro, finendo uno a ridosso della top 10 e l’altro intorno alla ventesesima posizione (a fianco di Bertolini e Dorigoni), mentre il solito Van der Haar guidava il gruppo, seguito da Aerts, Sweeck e Vanthourenhout, tra gli altri. Nonostante i tentativi di Aerts, prima, e Sweeck, poi, MvdP si è riportato con non troppe difficoltà sul primo gruppetto, mentre WvA restava imbottigliato a centro gruppo.

Ripreso Sweeck è partito, con piglio convinto, uno dei più in forma del periodo natalizio, Michael Vanthourenhout, subito capace di mettere luce tra sé e gli inseguitori; neanche il tempo di domandarsi se MvdP stesse rifiatando un attimo che il neerlandese è partito all’inseguimento, in una sfida tra fratelli minori di crossisti.

Completato l’aggancio, al culmine del secondo giro, MvdP ha subito rilanciato l’andatura, cuocendo il belga fino a costringerlo ad arrendersi al termine del banco di sabbia. Gara in apparenza finita. In apparenza, appunto, dato che a riportare il tutto a una dimensione più concreta è stato il corpulento steward che si è contrapposto a un Van der Poel lanciatissimo. Testa contro tronco, MvdP che si tocca il collo e che cade pesantemente sulla gamba destra (da lì il pantaloncino strappato), il tutto mentre Vanthourenhout lo supera in tromba.

Gara in apparenza finita, anche se per un altro motivo. Sbagliato, per la seconda volta
La scarica di adrenalina che pervade Van der Poel, semplicemente, lo scatena: riprende il Marlux in neanche mezzo giro, non contento, lo mette subito alla frusta e lo stacca sull’asfalto. Nonostante qualche strascico della caduta, come testimoniato dal passo incerto nel salire i gradini dell’unica scalinata del percorso, MvdP è riuscito a chiudere, per l’ottava volta consecutiva a Diegem (tra junior, Under 23 ed élite), ventesima in stagione e trentesima nell’anno solare (record quest’ultimo), a braccia alzate.

A 12″ meritato secondo posto per Michael Vanthourenhout, che eguaglia il suo miglior risultato stagionale e chiude nel migliore dei modi un anno che lo ha visto cementare la sua posizione tra i big del pedale fangoso. A 39″ Aerts, autore di un penultimo giro da urlo, a 43″ un redivivo, dopo le ultime brutte prestazioni che parevano confermare le difficoltà mostrate nelle stesso periodo l’anno scorso, Lars van der Haar e solo quinto il vincitore di ieri a Bredene Van Aert, la cui rimonta s’è infranta sull’attacco di Aerts.

Nei primi 10 anche Kevin Pauwels, Hermans, Nieuwenhuis, L.Sweeck e Adams. A pieni giri gli unici italiani in corsa, 20esimo il più esperto Bertolini e 32esimo l’under Dorigoni (ultimo a non essere doppiato). Non cambia nulla nella generale, Van der Poel raggiunge quota 90 punti, e segue lo spettro di Sven Nys, il solo a compiere l’en plein nell’era moderna del Superprestige. Secondo a 80 punti, chi di sua maestà è delfino, Toon Aerts e terzo a 66 Van Aert.

Che succede, Alice?
Giornata dal retrogusto amaro per le italiane: Alice Maria Arzuffi continua nel suo periodo no, chiude quindicesima e si allontana dalla vetta della generale, mentre Eva Lechner, quando tutto sembrava apparecchiato per la seconda affermazione tricolore dell’annata, s’è vista rimontare e superare dal terzetto Cant-Worst-Betsema, dovendosi accontentare della medaglia di legno.

Dopo aver risposto all’offensiva della Worst, l’altoatesina nel terzo giro ha sfruttato la sua abilità nella conduzione (unica a percorrere interamente in sella il famigerato costone) per staccare la campionessa europea, in quello che sembrava l’attacco decisivo per la vittoria.

Tuttavia, pur girando su buoni tempi, la campionessa italiana nulla ha potuto contro il graduale rientro di Sanne Cant, tanto discontinua durante l’anno quanto esiziale per le avversarie se messa in condizione di colpire, Denise Betsema e Annemarie Worst, in difficoltà dopo essere stata staccata dalla Lechner, ma bravissima a non mollare. Una volta ultimato l’aggancio, a mezzo giro dalla fine, Eva ha mostrato di subire il colpo. La pedalata s’è fatta pesante e dopo qualche centinaio di metro di resistenza, di puro nervo, ha perso qualche metro, proprio mentre Cant forzava il ritmo.

La campionessa del mondo è arrivata alla scalinata finale con qualche metro di vantaggio sulle rivali neerlandesi ed è riuscita a mantenerlo fin sull’arrivo per quello che è il suo secondo sigillo stagionale nel SP. Nella volata per il secondo posto ha avuto la meglio la Worst sulla Betsema, mentre Lechner, come detto, è arrivata ai piedi del podio. Kaptheijns quinta, a seguire Verdonschot (risultato notevole alla luce di un ginocchio malandato), Brammeier, Alvarado, Majerus e la biker Neff.

Mai in gara e deludente quindicesima un’Arzuffi che, tranne a Zonhoven, è parsa lontana parente di quella ammirata prima del ritiro maiorchino. Nella generale Cant effettua il ribaltone e si issa al primo posto, con 75 punti; Worst segue a 74, mentre i 63 di Arzuffi la fanno scivolare al terzo posto.

Tra i junior Meussen rompe l’egemonia di Ryan Cortjens (prima di oggi in striscia aperta di 7 vittorie consecutive), mentre tra gli allievi secondo anno Lorenzo Masciarelli chiude 5°, vincitore il ceco Fiala. Prossimo appuntamento, post mondiale, il 10-2 a Hoogstraten.

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