Foto di gruppo per la presentazione © Ag2r La Mondiale
Foto di gruppo per la presentazione © Ag2r La Mondiale

Le squadre 2019: AG2R La Mondiale

Lavenu e soci all’insegna della continuità: il cambiamento più importante è nelle biciclette

Da oggi iniziamo l’analisi delle diciotto formazioni che compongono il World Tour 2019. Per il secondo anno di fila i titolari delle licenze World Tour non sono cambiati, sebbene risulti molto difficile parlare di stessa formazione nel caso dell’ex-BMC, che ha cambiato radicalmente atleti e sponsor, mantenendo management e simile staff.

Chi invece non ha cambiato quasi nulla è l’AG2R La Mondiale, primo appuntamento scontato di questa rubrica: la formazione diretta di Vicent Lavenu ha sempre fatto della stabilità il suo credo principale, e rispetto alla precedente stagione ha mantenuto anche ben solida la rosa, sostituendo 4 atleti in croce. Un mini-ricambio generazionale, considerando che all’addio dello sfortunato Jan Bakelants (non ripresosi completamente dall’incidente del Lombardia 2017), del velocista Rudy Barbier e di due elementi storici come Cyril Gautier e Matteo Montaguti corrispondono gli arrivi di 3 giovani più l’americano Larry Warbasse. Il vero cambiamento per il team con base nel dipartimento del Rhône-Alpes è rappresentato dalle nuove biciclette: non più le Factor, come avveniva dal 2013, ma le Eddy Merckx che quindi dal 2019 approdano nel World Tour.

ROSA
Gediminas Bagdonas (Ltu, 1985), Romain Bardet (Fra, 1990), François Bidard (Fra, 1992), Geoffrey Bouchard (Fra, 1992), Mikaël Cherel (Fra, 1986), Clément Chevrier (Fra, 1993), Benoît Cosnefroy (Fra, 1995), Nico Denz (Ger, 1994), Silvan Dillier (Sui, 1990), Axel Domont (Fra, 1990), Samuel Dumoulin (Fra, 1980), Hubert Dupont (Fra, 1980), Julien Duval (Fra, 1990), Mathias Fränk (Sui, 1986), Tony Gallopin (Fra, 1988), Ben Gastauer (Lux, 1987), Alexandre Geniez (Fra, 1988), Dorian Godon (Fra, 1996), Alexis Gougeard (Fra, 1993), Quentin Jauregui (Fra, 1994), Pierre Latour (Fra, 1994), Oliver Naesen (Bel, 1990), Aurelien Parét-Peintre (Fra, 1996), Nans Peters (Fra, 1994), Stijn Vandenbergh (Bel, 1984), Clément Venturini (Fra, 1993), Alexis Vuillermoz (Fra, 1988), Larry Warbasse (Usa, 1990) – dall’01/08/19 Jaakko Hänninen (Fin, 1997)

L’ANALISI

Romain Bardet
Romain Bardet

CORSE A TAPPE: Resta questo l’ambito nella quale l’AG2R La Mondiale sa dare il meglio. E l’obiettivo principale resta ovviamente il Tour de France: anche quest’anno Romain Bardet sarà ai nastri di partenza coi gradi di capitano, con l’obiettivo di riscattare un Tour 2018 scarno. Ad affiancarlo Pierre Latour, vincitore della maglia bianca nella passata edizione e chiamato ad una crescita importante. Al Giro d’Italia ci andrà invece Alexis Vuillermoz, intenzionato a testarsi come capitano nella corsa che lo ha rivelato nel 2014. Il parco corridori da affiancare resta importante, coi vari Alexandre Geniez (11° al Giro), Mathias Fränk ed il decano Hubert Dupont (ben 11 partecipazioni alla Corsa Rosa) che promettono di non abbandonare mai i rispettivi capitani in salita.

 

Clement Venturini
Clement Venturini

VOLATE: Con l’addio di Rudy Barbier il parco volate della squadra francese si impoverisce ancor più, e l’AG2R resta una delle squadre più limitate di tutto il World Tour: l’unico velocista vero del team è Clément Venturini, autore dell’unico successo allo sprint di tutta la stagione per la squadra alla Route d’Occitanie. Verosimilmente l’ex-crossista troverà ancora spazio al Giro o alla Vuelta, anche se è difficile che vada oltre qualche piazzamento. Nelle classiche francesi continuerà a sgomitare il più basso e anziano di tutta la banda, Samuel Dumoulin, giunto ormai alla soglia dei 39 anni e rimasto a secco l’anno scorso. Julien Duval non sembra interessarsi alle volate ma non ha perso del tutto il suo spunto veloce, come dimostra il terzo posto al Gp de Denain.

 

Oliver Naesen
Oliver Naesen

PAVÉ: Per Oliver Naesen il 2018 non è stata una grande annata, almeno sulle pietre: il belga è stato comunque presente e degno in tutte le prove avvenute e nulla osta che lo sarà anche l’anno prossimo. In Silvan Dillier, dopo il clamoroso exploit della Roubaix 2018, si riveli una spalla più consapevole dei suoi mezzi su questo terreno. Gregario di razza, il vecchio Stijn Vandenbergh offrirà ancora i suoi servigi al team, così come il lituano Gediminias Bagdonas che ha dimostrato anche di essere capace di ritagliarsi uno spazio nelle corse minori. E attenzione al tedesco Nico Denz, molto bene in diverse prove nella passata stagione dopo essere passato professionista in sordina: potrebbe rivelarsi l’uomo in più.

 

Tony Gallopin
Tony Gallopin

CLASSICHE: Uomini da corse a tappe e uomini da classiche si accavallano nel discorso Ag2r, ed un esempio lampante è Tony Gallopin il quale, nonostante il suo curriculum che lo vede vincitore e due volte secondo della Clasica San Sebastian, l’anno scorso ha dato il meglio alla Vuelta a España. Ma non escludiamo un ritorno di fiamma; per il resto bisogna guardare ai giovani, specialmente Benoît Cosnefroy che nella prima stagione da professionista non ha dimostrato alcun timore reverenziale. Alexis Gougeard è regredito negli anni e fatica a trovare un’identità e a dare continuità, magari le classiche lo aiuteranno a trovare spazio; il neoarrivato Larry Warbasse, oltre che buon corridore da corse a tappe di una settimana, risulta un’ottima spalla per le Ardenne. Sulle classiche potrebbe muovere i primi passi d’interesse l’interessante neoprofessionista Aurélien Paret-Peintre.

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