La rosa 2019 della Deceuninck-Quick Step © Sigfrid Eggers
La rosa 2019 della Deceuninck-Quick Step © Sigfrid Eggers

Le squadre 2019: Deceuninck Quick Step

Nuovo sponsor per la formazione regina del 2018: meno galli nel pollaio di Mas, Alaphilippe, Viviani e Gilbert e tanta curiosità attorno ad Evenepoel

Il 2018 è stata una stagione indimenticabile per Lefevere e soci. 73 vittorie, tra le quali Giro delle Fiandre, Liegi-Bastogne-Liegi, Freccia Vallone e Classica di San Sebastián, nonché un podio alla Vuelta ed il Mondiale a cronometro per squadre, sono risultati che riempirebbero d’orgoglio qualunque team manager. Risultati che hanno permesso di dare continuità al progetto, ottenendo per altri 3 anni la fiducia di un nuovo sponsor specializzato in finestre ed infissi: nasce così la Deceuninck Quick Step, con 25 corridori all’attivo. Impossibile mantenere il cast stellare della passata edizione: è andato via chi chiedeva troppo (Terpstra) o chi risultava superfluo per il progetto (Gaviria). Si è rinunciato anche ad un paio di giovani di belle speranze (Schachmann e Narvaez), ma chi esordisce potrebbe davvero compensare tutte queste perdite nel giro di pochi anni: e non parliamo certo del pur buon passista danese Mikkel Frølich Honoré, ma dello stupefacente Remco Evenepoel, che dopo aver demolito i suoi coetanei tra gli juniores partirà da qui per la sua avventura da professionista.

ROSA
Julian Alaphilippe (Fra, 1992), Kasper Asgreen (Dan, 1995), Eros Capecchi (Ita, 1986), Rémi Cavagna (Fra, 1995), Tim Declercq (Bel, 1989), Dries Devenyns (Bel, 1983), Remco Evenepoel (Bel, 2000), Philippe Gilbert (Bel, 1982), Álvaro Hodeg (Col, 1996), Mikkel Frølich Honoré (Dan, 1997),  Fabio Jakobsen (Ned, 1996), Bob Jungels (Lux, 1992), Iljo Keisse (Bel, 1982), James Knox (Gbr, 1995), Yves Lampaert (Bel, 1991), Davide Martinelli (Ita, 1993), Enric Mas (Spa, 1995), Michael Mørkøv (Den, 1985), Maximiliano Richeze (Arg, 1983), Fabio Sabatini (Ita, 1985), Florian Sénéchal (Fra, 1993), Pieter Serry (Bel, 1988), Zdenek Stybar (Cze, 1985), Petr Vakoc (Cze, 1992), Elia Viviani (Ita, 1989)

L’ANALISI

Enric Mas
Enric Mas

CORSE A TAPPE: Il maiorchino Enric Mas ha letteralmente bruciato le tappe, arrivando in due stagioni di professionismo a raggiungere ciò che altri corridori agognano per tutta una carriera: il suo 2° posto alla Vuelta è un inedito assoluto per Lefevere che non aveva in mano un corridore così forte nelle corse a tappe dai tempi di Tonkov. Verrà così portato ad esordire al Tour de France, pur senza un grande team a supporto anche per evitare di bruciarlo con troppe pressioni, d’altronde l’obiettivo sarà la maglia bianca. Al Giro d’Italia andrà invece Bob Jungels con l’ambizione di migliorare il sesto posto del 2016 sfruttando le sue attitudini a cronometro. Nelle corse a tappe minori potrà cercare di mettersi in mostra il britannico James Knox, il quale ha affrontato con successo la sua prima stagione da professionista ed ora è atteso a qualche risultato; si contenderà le occasioni con Dries Devenyns, bandiera del team (undicesima stagione in Quick Step).

Elia Viviani
Elia Viviani

VOLATE: Nel 2018 Elia Viviani si è affermato definitivamente come top sprinter, vincendo più di tutti. Quest’anno cercherà di migliorare il palmares con vittorie di peso: i primi obiettivi saranno Milano-Sanremo e Gand-Wevelgem, poi si potrebbe doppiare Giro e Tour (dove non sarebbe un esordio ma quasi), ma la testa è anche, se non soprattutto, al mondiale dello Yorkshire. La Deceuninck gli offre il miglior supporto possibile, con due apripista ormai rodati come Maximiliano Richeze , Michael Mørkøv Fabio Sabatini. Ma per le volate non c’è solo Viviani: nel 2018 gli esordienti Fabio Jakobsen ed Álvaro Hodeg si sono dimostrati già pienamente autosufficienti, totalizzando la bellezza di 11 vittorie in due. Particolarmente interessante soprattutto Jakobsen, il quale ha dimostrato anche una certa familiarità con le classiche del nord.

 

Philippe Gilbert
Philippe Gilbert

PAVÉ: Da sempre, le squadre di Lefevere sono il punto di riferimento, la corazzata da battere assolutamente, l’unica formazione nella quale si sgomita per ottenere un posto in rosa al Fiandre o alla Roubaix. Con la partenza di Terpstra restano comunque tanti potenziali vincenti, ma viene ancor più difficile individuare uno sopra tutti: per carisma, qualità ed esperienza, si direbbe che Philippe Gilbert assuma ancora il ruolo di guida, nonostante i 37 anni raggiunti. Potrebbe essere l’anno di Zdenek Stybar, ansioso di impreziosire quel palmares fermo alla vittoria nel 2015 alla Strade Bianche, oppure il momento per il definitivo salto di qualità di Yves Lampaert, chiuso nei grandi appuntamenti almeno finché non si è trovato addosso una maglia di campione belga. E potrebbe aumentare il peso nel team dei due giovani francesi Florian Sénéchal Remì Cavagna, artificieri da doppietta nell’ultima edizione del Giro delle Fiandre Occidentali.

 

Julian Alaphilippe
Julian Alaphilippe

CLASSICHE: La stagione 2018 ha reso Julian Alaphilippe il secondo uomo da battere nelle grandi classiche, non solo quelle delle Ardenne, in attesa che il primo, al momento in maglia iridata, decida di ritirarsi: ora che ha cominciato a vincere nelle classiche, l’obiettivo è non fermarsi e mettere più volte la sua ruota davanti a quella di Valverde, soprattutto a Liegi e Mondiale. Tra gli altri ad assisterlo il belga Pieter Serry, che ogni tanto avrà occasione di ritagliarsi i suoi spazi. E potrebbe emergere dove il team lo permetterà anche il danese Kasper Asgreen, il quale nella prima annata professionistica ha lasciato intravedere sprazzi di talento. C’è molta attesa per il ritorno alle corse di Petr Vakoc: il ceco era il secondo uomo più forte nel team per le classiche, prima del terribile incidente avvenuto a inizio 2018 che lo ha portato vicinissimo al ritiro; ritornare ai livelli di prima sarebbe già un enorme successo.

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