Thibaut PInot e Arnaud Démare sono i due leader del team © Groupama-FDJ
Thibaut PInot e Arnaud Démare sono i due leader del team © Groupama-FDJ

Le squadre 2019: Groupama-FDJ

Ventiduesimo anno di attività per il team di Marc Madiot che riconferma buona parte dell’organico e punta sempre sulle sue stelle Thibaut Pinot e Arnaud Démare

Il 2019 sarà il ventiduesimo anno di attività per la Groupama-FDJ che è reduce da un’annata ricca di successi tanto da arrivare a collocarsi al quinto posto assoluto tra le formazioni plurivittoriose: il sodalizio francese ha infatti conquistato ben 33 vittorie la passata stagione, compreso il Lombardia di Thibaut Pinot che ha regalato a Marc Madiot il terzo Monumento della sua lunga carriera da manager dopo la Roubaix di Guesdon (1997) e la Sanremo di Démare (2016). Un bottino senza dubbio considerevole se si pensa che la squadra non ha certo uno dei budget più alti e che inevitabilmente l’organico deve basarsi su poche ma ben supportate punte.

Per la stagione 2019, la Groupama-FDJ ha cambiato pochissimo: la rosa sarà composta da 28 corridori, 25 dei quali erano già in squadra nel 2018. Per il mercato Marc Madiot ha saputo approfittare della chiusura della BMC rinforzandosi con gli acquisti di Frankiny, Küng e Scotson che non faranno rimpiangere gli addii di Cimolai e Vichot ed il ritiro di Jérémy Roy che scende di sella dopo sedici anni da professionista tutti con la FDJ.

ROSA
Bruno Armirail (Fra, 1994), William Bonnet (Fra, 1982), Mickaël Delage (Fra, 1985), Arnaud Démare (Fra, 1991), Antoine Duchesne (Can, 1991), Kilian Frankiny (Svi, 1994), David Gaudu (Fra, 1996), Jacopo Guarnieri (Ita, 1987), Daniel Hoelgaard (Nor, 1993), Ignatas Konovalovas (Lit, 1985), Stefan Küng (Svi, 1993), Matthieu Ladagnous (Fra, 1984), Olivier Le Gac (Fra, 1993), Tobias Ludvigsson (Sve, 1991), Valentin Madouas (Fra, 1996), Rudy Molard (Fra, 1989), Steve Morabito (Svi, 1983), Thibaut Pinot (Fra, 1990), Georg Preidler (Aut, 1990), Sébastien Reichenbach (Svi, 1989), Anthony Roux (Fra, 1987), Marc Sarreau (Fra, 1993), Miles Scotson (Aus, 1994), Romain Seigle (Fra, 1994), Ramon Sinkeldam (Ned, 1989), Benjamin Thomas (Fra, 1995), Benoît Vaugrenard (Fra, 1982), Léo Vincent (Fra, 1995)

L’ANALISI

Thibaut Pinot © FDJ
Thibaut Pinot © FDJ

CORSE A TAPPE: Tutto ruota attorno a Thibaut Pinot, uno dei due leader indiscussi della squadra. Lo scalatore francese di 28 anni ha chiuso la stagione alla grande con un buon Mondiale e le vittorie alla Milano-Torino e al Lombardia che hanno cancellato la delusione del podio sfumato al Giro d’Italia per un serio problema di salute all’ultima tappa di montagna: nel 2019 tornerà a concentrarsi sul Tour de France e, visto il finale del 2018, potrebbe incrementare la sua presenza nelle classiche ad iniziare dalla Liegi. Molto valido il cast di supporto con diversi uomini che all’occasione possono loro stessi provare a fare classifica in eventi minori: stiamo parlando ad esempio di Sébastien Reichenbach, Steve Morabito e Georg Preidler, tutti uomini molto affidabili in salita. Il reparto corse a tappe della Groupama-FDJ è infine impreziosito da due giovani talenti molto interessanti: il 22enne David Gaudu aveva impressionato più nel 2017 che nel 2018 ma ha anche fatto esperienza in corse più prestigiose, dalla BMC invece è arrivato il 24enne elvetico Kilian Frankiny che cerca lo spazio per farsi vedere.

Arnaud Démare © FDJ
Arnaud Démare © FDJ

VOLATE: Se per i percorsi impegnativi c’è Pinot, per le volate e i tracciati più veloci l’uomo simbolo della Groupama-FDJ è senza alcun dubbio il 27enne Arnaud Démare a cui la definizione di sprinter sta un po’ stretta: certo, i suoi risultati migliori li ha ottenuti in volata e nel 2018 ha alzato le braccia al Tour de France, ma oltre alla vittoria di Pau vanta anche podi a Kuurne-Bruxelles-Kuurne, Milano-Sanremo, Gent-Wevelgem e Classica di Amburgo. A guidare Arnaud Démare nei finali da velocisti ci penseranno sempre Jacopo Guarnieri e Ramon Sinkeldam, gregari molto apprezzati e che hanno lavorato molto bene nel 2018. L’alternativa per gli arrivi allo sprint è il 25enne francese Marc Sarreau, non proprio un velocista di prima fascia ma comunque un corridore capace di garantire una manciata di successi nell’arco della stagione: cinque, tutti in Francia, sono stati quelli raccolti l’anno scorso. Segnaliamo anche il giovane pistard Benjamin Thomas, non è un velocista puro ma è dotato di un buono spunto per i finali di gara più rapidi.

Stefan Küng © FDJ
Stefan Küng © FDJ

PAVÉ: Nonostante nel palmarès della squadra ci sia una vittoria alla Parigi-Roubaix, il settore corse del pavé è senza dubbio quello in cui la Groupama-FDJ ha meno profondità di organico. Certo, un corridore come Arnaud Démare al top della condizione può essere protagonista anche sulle pietre ma quasi sicuramente non nelle gare più ricche di muri e ostacoli altimetrici. Nel 2019 sarà interessante vedere come si comporterà il passista elvetico Stefan Küng, specialista di prologhi e prove a cronometro ma anche capace di arrivare nei primi 10 a Harelbeke: non è propriamente un uomo da pavé, ma avrà la possibilità di testarsi con maggiore libertà. A portare esperienza al gruppo ci saranno anche il francese Matthieu Ladagnous (già quinto ad un Fiandre in passato) ed il lituano Ignatas Konovalovas, ma non è da loro che ci si aspetta grandi risultati.

Anthony Roux © FDJ
Anthony Roux © FDJ

CLASSICHE: Molto interessante il gruppo della Groupama-FDJ per le classiche vallonate che, anche senza un uomo in grado di attirare su di sé i favoriti del pronostico nelle gare più importante, ha diversi uomini in grado di fare bene. Il corridore più in vista sarà Anthony Roux, se non altro perché in gruppo indosserà la maglia di Campione Nazionale di Francia: l’anno scorso è salito sul podio alla Clásica San Sebastián ed era tra i primi 10 anche a Québec. Rudy Molard invece ha fatto parlare di sé alla Vuelta vestendo per quattro giorni la maglia rossa di leader, ma in precedenza si era comportato bene nelle classiche delle Ardenne dove era finito tra i migliori 15 sia all’Amstel Gold Race che alla Freccia Vallone, dimostrando un buon feeling con quel genere di percorsi. E poi come non citare il giovane Valentin Madouas, figlio d’arte, che ha solo 22 anni e nel suo primo anno da professionista ha saputo già mettersi in ottima evidenza? Di sicuro sentiremo ancora parlare di lui, e magari anche di Olivier Le Gac e Daniel Hoelgaard, entrambi 25enni e a loro agio nelle gare di un giorno.

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