Le Professional italiane in fuga al Giro d'Italia 2018 © Fabio Ferrari/LaPresse
Le Professional italiane in fuga al Giro d'Italia 2018 © Fabio Ferrari/LaPresse

Giro, la lotta per le Wild Card è aperta

La prossima settimana RCS Sport svelerà le proprie scelte: Androni tranquilla, Direct Energie e Israel insidiano le altre Professional italiane

Il tanto atteso annuncio della nuova Neri-Selle Italia-KTM arrivato nel giorno dell’Epifania è andato a completare il quadro delle Professional italiane per la stagione 2019: le quattro squadre di casa nostra hanno tutte completato i rispettivi organici e adesso si apprestano a fare il loro debutto in gara, quello che però ancora è legato all’incertezza è il loro calendario di gara perché, come tutte le formazioni di seconda divisione, devono dipendere dalle Wild Card per partecipare agli eventi del World Tour. Ovviamente per Androni-Sidermec, Bardiani-CSF, Neri-Selle Italia-KTM e Nippo-Vini Fantini-Faizanè un punto di svolta della stagione è nel giorno in cui RCS Sport annuncia gli inviti per le sue gare, il particolar modo il Giro d’Italia: secondo le indiscrezioni che circolano, Mauro Vegni ufficializzerà i nomi delle squadre partecipanti alla corsa rosa la prossima settimana, proviamo quindi a fare un punto della situazione.

L’Androni-Sidermec è l’unica sicura del posto
Le squadre Professional al via del Giro d’Italia 2019 da Bologna saranno quattro, ma uno dei posti a disposizione è praticamente già assegnato: vincendo la classifica a squadra della Ciclismo Cup 2018, l’Androni-Sidermec di Gianni Savio si è conquistata il diritto di esserci per il secondo anno di fila, dopo essere rimasta a casa sia nel 2016 che nel 2017. La squadra piemontese ha perso due pedine fondamentali del proprio organico come Davide Ballerini ed Ivan Sosa, ma sul mercato si è mossa bene andando a prendere un misto di corridore di esperienza e di giovani, soprattutto colombiani, che possono fare un bel salto di qualità.

Quella dell’Androni potrebbe essere l’ultima Wild Card assegnata dal Giro d’Italia alla formazione vincitrice della Ciclismo Cup: dal 2020, infatti, dovrebbe entrare in vigore la tanto discussa riforma dell’UCI che dovrebbe ridurre solo a due il numero di inviti a discrezione degli organizzatori nei grandi giri di tre settimane e, sebbene non ci siano ancora notizie precise in merito, RCS Sport potrebbe decidere di non rinnovare l’accordo con la Lega del Ciclismo Professionistico per tenersi libere entrambe le Wild Card senza gli obblighi provenienti dalla Ciclismo Cup.

Nessuna delle altre italiane è tranquilla
Con questo posti a disposizione e quattro squadre italiane nella rosa delle candidate, la scelta di RCS Sport potrebbe sembrare sulla carta scontata, almeno agli occhi di noi appassionati italiane: ma nel corso degli anni abbiamo imparato che Vegni e soci sono sempre molto interessati ai progetti stranieri, specie se di buon livello sportivo o molto attraenti sono l’aspetto economico e comunicativo. Le altre tre formazioni italiane hanno tutte dei punti a loro favore, ma non è detto che questo possa bastare.

La Nippo-Vini Fantini ha disputato il Giro d’Italia nel 2015 e nel 2016 in occasione delle sue prime due stagioni come squadra Professional, ma nelle ultime due edizioni è uscita dalle grazie di RCS Sport: per quest’anno potrà puntare sull’aspetto sportivo perché corridori come Moreno Moser, Marco Canola ed il ritrovato Juan José Lobato la mettono davanti alle altre contendenti. La Neri di Citracca e Scinto, oltre a Giovanni Visconti che ha vinto la maglia azzurra degli scalatori nel 2015, ha dalla sua Selle Italia che è sponsor sia della squadra che del Giro d’Italia e che quindi potrebbe, diciamo così, “metterci una buona parola”. La Bardiani-CSF invece è l’unica formazione italiana al 100% con alcuni giovani interessanti ma, fughe a parte, appoggiarsi al solo Andrea Guardini per i risultati sembra un po’ poco.

Due, in particolare, le insidie straniere
Tra i dossier arrivati dall’estero, sembrano essere due quelli con le maggiori possibilità di spuntare una Wild Card per il Giro d’Italia 2019. La Israel Cycling Academy (con i suoi tre italiani in organico) sembra molto determinata a cercare di ripetere la positiva esperienza del 2018 e, anzi, spera che una buona partecipazione alla prossima corsa rosa possa portare poi ad un invito al Tour de France 2020: stavolta non c’è la partenza da Gerusalemme a fare da traino ma il patron Sylvan Adams potrebbe offrire di nuovo un buon contributo ad RCS Sport.

Dalla Francia arriva invece il forte interesse della Direct Energie che aspira a salire di categoria il prossimo anno e che per questo ha ingaggiato Niki Terpstra e confermato Lilian Calmejane con quest’ultimo che dopo aver vinto una tappa al Tour e una alla Vuelta sogna il Giro per completare il tris. La squadra sarà un po’ più italiana nel 2019: oltre all’ingaggio del ligure Niccolò Bonifazio c’è la sponsorizzazione di Wilier Triestina che ha lasciato Citracca e Scinto e ha incrementato il proprio impegno economico con il team di Bernaudeau.

E attenzione alle notizie provenienti dal fronte Tour de France: la Direct Energie non è ancora sicura di esserci e per i due posti restanti sono in ballo anche Arkea (Baguil-Greipel) e Vital Concept (Coquard-Rolland); ASO ha preso tempo per la decisione finale e chissà che non abbia fatto un sondaggio con il Giro per capire le intenzioni nei confronti di Bernaudeau, vedere i gialloneri in gara in Italia e non in Francia potrebbe essere un scenario possibile.

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