Foto di gruppo per il Team Jumbo-Visma © Team Jumbo-Visma
Foto di gruppo per il Team Jumbo-Visma © Team Jumbo-Visma

Le squadre 2019: Team Jumbo-Visma

Formazione completa quella giallonera: ai confermati Roglic, Kruijswijk e Groenewegen si aggiunge il talento Van Aert, la scommessa Van der Hoorn e l’esperto Martin

Nel panorama attuale del ciclismo professionistico ci sono diversi esempi di formazioni cresciute nel tempo: Bora e Sunweb sono sicuramente i casi più evidenti. Tuttavia vi è anche una squadra che, dopo un lungo e glorioso periodo, ha rischiato la chiusura, vivacchiando per alcune annate nei bassifondi del massimo circuito. Una gestione oculata, unita alla corretta fiducia nei giovani e in corridori pescati in compagini minori, hanno permesso al Team Jumbo-Visma di tornare a frequentare le zone più nobili. In quella che sarà la trentacinquesima stagione di vita, il sodalizio mantiene tutti i grossi calibri a partire da Roglic, Kruijswijk e Groenewegen aggiungendo altri elementi di talento, soprattutto nei settori sinora meno performanti.

ROSA
George Bennett (Nzl, 1990), Koen Bouwman (Ned, 1993), Laurens De Plus (Bel, 1995), Floris De Tier (Bel, 1992), Pascal Eenkhoorn (Ned, 1997), Robert Gesink (Ned, 1986), Dylan Groenewegen (Ned, 1993), Lennard Hofstede (Ned, 1994), Amund Grøndahl Jansen (Nor, 1994), Steven Kruijswijk (Ned, 1987), Sepp Kuss (Usa, 1994), Tom Leezer (Ned, 1985), Bert-Jan Lindeman (Ned, 1989), Paul Martens (Ger, 1983), Tony Martin (Ger, 1985), Daan Olivier (Ned, 1992), Neilson Powless (Usa, 1996), Primoz Roglic (Slo, 1989), Timo Roosen (Ned, 1993), Mike Teunissen (Ned, 1992), Antwan Tolhoek (Ned, 1994), Wout Van Aert (Bel, 1994), Taco van der Hoorn (Ned, 1993), Jos van Emden (Ned, 1985), Danny van Poppel (Ned, 1993), Jonas Vingegaard (Den, 1996), Maarten Wynants (Bel, 1982)

L’ANALISI

Primoz Roglic

CORSE A TAPPE: Ricchissimo il panorama di scalatori e di uomini da corse a tappe. Si è conquistato sul campo la vetrina Primoz Roglic, che ogni anno prosegue la sua crescita: nelle prove di una settimana è ormai al top, dimostrandosi il più continuo di tutti nel 2018, mentre nei grandi giri sta bussando alla porta del podio. L’occasione per salirci sarà al Giro d’Italia, suo grande obiettivo stagionale e che punta a conquistare; la presenza di tante cronometro è sicuramente un punto a suo favore. Andrà invece al Tour de France Steven Kruijswijk, rivistosi pimpante negli ultimi mesi: non sarà un vincente, ma il nativo di Neunen sa il fatto suo anche nelle gare di una settimana. Il regolare George Bennett si presenterà alla Grande Boucle, dove può conquistare una nuova top 10. La crescita del talentuoso Antwan Tolhoek è da monitorare con attenzione: l’ex mezzofondista sta accumulando quell’esperienza che mancava e, oltre ad essere un prezioso supporto per Roglic, nel 2019 può iniziare a mettersi in mostra in proprio. Prezioso innesto quello del promettente Laurens De Plus il quale, dopo l’incidente che lo ha visto coinvolto in Sudafrica, ha disputato una più che positiva seconda parte di 2018: in una formazione come questa può giungere alla piena maturazione. Gli statunitensi Sepp Kuss e Neilson Powless hanno trascorso un ottimo anno di debutto tra i pro’, con il primo dominante in patria e valido gregario in Europa e il secondo a suo agio nelle corse di una settimana. Buone dote mostrate anche dal giovanissimo Pascal Eenkhoorn mentre il neopro’ Jonas Vingegaard pare essere un nome interessante ma non entusiasmante.

Dylan Groenewegen

VOLATE: Consacratosi definitivamente come uno dei primissimi velocisti al mondo, Dylan Groenewegen punta a traguardi sempre più ambiziosi: il venticinquenne, che per quest’anno mette da parte le classiche delle pietre, vuole fare incetta di successi di tappa fra Tour e Vuelta, superando le quattordici affermazioni ottenute nel 2018. Stanno diventando apripista sempre più convincenti sia Amund Grøndahl Jansen che Tom Leezer, una coppia di garanzia e che conduce gli sprinter nelle posizioni migliori di sparo; nelle corse minori, tuttavia, possono godere di qualche occasione per cercare gloria. Il secondo velocista è il figlio d’arte Danny van Poppel, il quale non pare poter più confermare le elevate speranze con cui passò tra i grandi, ma come ruota di scorta non ci sono tanti nomi migliori di lui in giro.

Wout Van Aert

PAVÉ: Attenzione, perché il reparto è stato rivoluzionato e si candida ad essere uno dei più frizzanti dell’intero World Tour. A guidarli quel fenomeno che risponde al nome di Wout Van Aert: dopo la rottura anticipata del contratto con la Veranda’s Willems, il tre volte iridato del ciclocross ha deciso di sbarcare nel massimo circuito prima del previsto. Già con la piccola formazione belga il corridore di Herentals aveva dimostrato di giocarsela con i migliori: con un anno di esperienza in più e compagni di maggiore qualità ecco che batterlo non sarà agevole. Come co-capitano è stato fatto tornare alla base Mike Teunissen, uno che nel 2018 è salito sul podio alla Dwars door Vlaanderen e che altrove sarebbe primo leader. Timo Roosen, attivo anche come pesce pilota nelle volate, sa il fatto suo ed è un elemento poco pubblicizzato ma di qualità elevata. Alla lista del settore si aggiungono due esperti e sublimi cronoman che sulle pietre sanno andare: Jos van Emden è un gregario nelle corse in linea mentre Tony Martin, che vuole rilanciarsi dopo la negativa esperienza in Katusha, può anche sorprendere. Completa il gruppo il veterano Maarten Wynants che sarà particolarmente utile nel smaliziare ulteriormente i già scaltri capitani.

Robert Gesink

CLASSICHE: Non si può eccellere dappertutto ed ecco che il settore delle classiche di un giorno appare quello con meno certezze. Con Roglic indirizzato ormai verso le corse a tappe, un colpo di coda lo si potrebbe attendere dalla colonna del team Robert Gesink, ma il meglio per lui pare alle spalle. Paul Martens è diventato anch’egli più un gregario che un prim’attore mentre né Bert-Jan Lindeman né Koen Bouwman paiono nomi in grado di ottenere risultati di spessore nelle corse che contano. Qualche speranza in più la può regalare Floris De Tier, minuto corridore che va bene in diversi terreni – nel 2018 è stato 13° alla Strade Bianche e 16° all’Amstel. Ecco dunque che l’atleta su cui concentrare l’attenzione risponde al nome di Taco van der Hoorn: ingaggiato dalla Roompot, questo eclettico neerlandese è il classico cagnaccio di talento che, una volta all’attacco, diventa complicato raggiungere. La sua passata stagione è emblematica: attaccatosi un dorsale la prima volta ad agosto a causa di un brutto incidente nell’autunno precedente, il venticinquenne ha vinto al BinckBank con un attacco da lontano ripetendosi alla Primus Classic raccogliendo sette top 10 in diciassette gare. Va bene anche sul pavé, come se non bastasse.

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