Foto di gruppo per il Team Katusha Alpecin © Kathrin Schafbauer
Foto di gruppo per il Team Katusha Alpecin © Kathrin Schafbauer

Le squadre 2019: Team Katusha Alpecin

Dopo una stagione da dimenticare la formazione elvetica riparte aggrappandosi a Kittel e Zakarin. Tra i nuovi c’è Battaglin

Le aspettative del Team Katusha Alpecin a inizio 2018 con l’arrivo di Marcel Kittel erano molto alte. Nessuno si sarebbe aspettato però un’annata così deludente e povera di risultati, con sole cinque vittorie e pochi piazzamenti di prestigio. Il mercato ha visto tante partenze, tra cui quella del quattro volte campione a cronometro Tony Martin, ma gli acquisti sono innesti di sostanza: è effettivamente questo che serve alla formazione con licenza svizzera guidata da José Azevedo. Il 2019 vedrà quindi una squadra con più motivazioni, meno pressioni e con 24 corridori pronti a ribaltare una stagione disastrosa.

ROSA
Enrico Battaglin (Ita, 1989), Jenthe Biermans (Ger, 1995), Ian Boswell (Usa, 1991), Steff Cras (Bel, 1996), Jens Debusschere (Bel, 1989), Alex Dowsett (Gbr, 1988), Matteo Fabbro (Ita, 1995), José Gonçalves (Por, 1989), Rubén Guerreiro (Por, 1994), Nathan Haas (Aus, 1989), Marco Haller (Aut, 1991), Reto Hollenstein (Svi, 1985), Marcel Kittel (Ger, 1988), Pavel Kochetkov (Rus, 1986), Vyacheslav Kuznetsov (Rus, 1989), Daniel Navarro (Spa, 1983), Nils Politt (Ger, 1994), Willie Smit (Rsa, 1992), Simon Spilak (Slo, 1986), Dmitry Strakhov (Rus, 1995), Harry Tanfield (Gbr, 1994), Mads Würtz Schmidt (Den, 1994), Rick Zabel (Ger, 1993), Ilnur Zakarin (Rus, 1989).

L’ANALISI

Ilnur Zakarin

CORSE A TAPPE: Ilnur Zakarin rimane il capitano e il nome su cui puntare nelle corse a tappe. Nonostante una stagione, quella passata, ben sotto le aspettative, con il nono posto al Tour de France e la deludente prestazione complessiva alla Vuelta a España. Il 2019 lo rivedrà sulle strade del Giro d’Italia, corsa in cui ha sempre lasciato il segno, sia nel bene (vittoria di tappa nel 2015 e quinto posto nel 2017) e nel male (tantissime cadute nel 2016). Il suo maggior ostacolo sarà però la discesa, sempre più protagonista e decisiva nelle ultime edizioni dei grandi giri. Con Simon Spilak ormai in fase calante anche nelle corse a tappe di una settimana, un’alternativa al russo potrebbe essere rappresentata José Gonçalves, sorprendente quattordicesimo all’ultimo Giro e dotato anche di buono spunto veloce. Come gregari, meritano una menzione Ian Boswell e l’esperto Daniel Navarro, che in qualche gara potrà avere la possibilità di cercare risultato personale. Per il futuro l’auspicio è la crescita dei giovani Steff Cras e Matteo Fabbro: per entrambi, dopo l’assaggio con il professionismo, potrebbero aumentare le occasioni per fare la loro corsa.

Marcel Kittel

VOLATE: Marcel Kittel si lascia alle spalle una stagione praticamente da dimenticare in toto. Le uniche gioie sono giunte dalla Tirreno, dove confermato il proprio potere con due successi: per il resto, pochi piazzamenti non convincenti e molti, troppi ritiri. Il primo banco di prova sarà l’UAE Tour per capire se il tedesco sarà tornato ai livelli dei tempi belli. Buoni segnali li ha invece già mostrati il suo apripista designato Marco Haller: l’austriaco, tormentato da un serio infortunio nel 2018, ha conquistato a inizio mese la classifica finale della Lexus Blackburn of Bay Crits, serie di popolari criterium in Australia. Deve ancora dare le risposte, invece, Rick Zabel, che tornerà a lavorare con il ben più famoso papà, ingaggiato dal team come performance manager. Attenzione a Harry Tanfield: anche se il suo palmares mostra una maggiore propensione per le cronometro, la modalità con cui ha vinto la prima tappa del Tour of Yorkshire è da velocista di potenza. Chissà se il britannico possa stupire in questo ruolo nel 2019. Curiosità invece per un altro debuttante nel World Tour come Dmitriy Strakhov, passista-veloce protagonista nel panorama Continental.

Nils Politt

PAVÉ: Nils Politt si è dimostrato un ciclista completo. Il principale miglioramento si è visto nelle classiche delle pietre con il diciassettesimo posto alla Ronde van Vlaanderen e soprattutto il settimo alla Paris-Roubaix: ovviamente sarà lui l’uomo sui cui puntare maggiormente in casa Katusha. Attorno al tedesco si aggiunge una pedina preziosa come Jens Debusschere, belga con una Dwars door Vlaanderen in bacheca e dotato di spunto veloce non indifferente. In caso di via libera può ottenere un bel risultato anche un corridore versatile quale il russo Vyacheslav Kuznetsov, attaccante dotato di un buon passo e molto resistente. In rampa di lancio il danese Mads Würtz Schmidt che nel 2018 non era dispiaciuto nelle gare inaugurali sul pavé. Deve, invece, effettuare un salto in avanti Jenthe Biermans, due volte sul podio alla Roubaix under 23 ma che non ha mostrato il pieno potenziale tra i grandi.

Enrico Battaglin

CLASSICHE: Difficile indicare un vero e proprio elemento su cui puntare l’attenzione, ma ci sono tre corridori che possono provare a raccogliere qualcosa nelle gare vallonate. Rigenerato dal successo di Santa Ninfa al Giro d’Italia, Enrico Battaglin tenta una nuova avventura con l’ambizione di vedersi riconosciuto maggior spazio nelle gare delle Ardenne. Il più esperto e forte del trio è Nathan Haas, ma l’australiano giunge da un anno deludente e non fa della costanza di rendimento il proprio vanto. Volto nuovo è quello di Rubén Guerreiro, andato in crescendo lo scorso anno in maglia Trek e a suo agio nelle gare più complicate. Citando brevemente le cronometro, c’è un buon specialista come Alex Dowsett che può tentare di ottenere qualche vittoria nella specialità, cercando magari un raro successo in linea grazie ad un attacco a lunga gittata.

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