Julian Alaphilippe vince in Colombia © Getty Images - Tim de Waele
Julian Alaphilippe vince in Colombia © Getty Images - Tim de Waele

Spettacolo colombiano, ma esulta Alaphilippe

Bellissima tappa al Tour Colombia 2.1 con attacchi importanti fin dall’inizio: disastro della Sky, Julian ringrazia e fa tappa e maglia

Grandissimo spettacolo nella quinta tappa del Tour Colombia 2.1 con tutto il meglio che il ciclismo latinoamericano può offrire tra attacchi, fughe pericolose, inseguimenti, tattiche, salite, grandi protagonisti ed un pubblico splendido, ma alla fine a festeggiare è un ciclista francese: Julian Alaphilippe ha battuto tutti gli idoli locali e ha conquistato anche la maglia di leader della corsa quando al termine della corsa manca solo la tappa regina con arrivo in salita sull’Alto El Nano. Per la Deceuninck-QuickStep si tratta della seconda vittoria di giornata dopo quella di Gilbert in Francia, ma soprattutto l’ottavo successo di un 2019 che sembra essere in grado di rivaleggiare con l’annata passata da record del team di Lefévère in cui arrivarono 73 vittorie.

Sedici corridori, con molti big, in fuga dall’inizio
Fino ad oggi anche le frazioni più facili di questa seconda edizione del Tour Colombia 2.1 si sono rivelate tutt’altro che scontate e c’era quindi grande attesa per questa quinta tappa con partenza e arrivo a La Unión (176.8 km totali) che già sulla carta chiamava all’azione i favoriti per la vittoria finale. Nei chilometri iniziali c’era infatti da affrontare in discesa lo stesso Alto La Unión che poi avrebbero trovato anche nel finale di tappa e quindi si entrava in un circuito molto insidioso attorno a La Ceja con la salita dell’Alto El Nano già affrontata nei chilometri precedenti: tra attacchi, frazionamenti e cadute, in questa fase si è formata una fuga pericolosissima di ben 16 corridori compresi anche alcuni dei big internazionali in gara.

Il gruppo di testa era formato da Dani Martínez (EF Education First), Julian Alaphilippe (Deceuninck), Ivan Ramiro Sosa (Sky), Rodrigo Contreras e Davide Villella (Astana), Winner Anacona e Richard Carapaz (Movistar), Óscar Sevilla e Edward Beltrán (Medellín), Oscar Quiroz (Bicicletas Strongman), Jorge Castiblanco (Team Illuminate), Sebastián Castaño e Alvaro Duarte (Colombia), Alexis Camacho (Coldeportes Zenu), Juan Pablo Suárez (GW Shimano) e Brayan Sánchez (Orgulla Paisa): il loro vantaggio è salito subito sopra al minuto e mezzo anche perché tutte le squadre migliori erano ben rappresentate davanti e solo la Manzana Postobón poteva lavorare per limitare i danni. Ma la fuga non era l’unica notizia clamorosa dell’inizio di tappa: nel caos del gruppo ha infatti perso contatto Chris Froome che già ieri aveva perso qualche secondo e che oggi è uscito definitivamente di classifica.

Ivan Sosa attacca, ma il Team Sky tira il gruppo
Nei quattro giri di La Ceja la fuga ha perso qualche elemento ma è riuscita a portare il suo vantaggio fino ad un massimo di 2’45”, ma lungo il percorso c’erano anche tre traguardi volanti che assegnavano abbuoni ai primi tre classificati: il bottino migliore è stato quello conquitato da Dani Martínez che con due primi ed un terzo posto ha guadagnato ben 7″ in classifica generale, ma oltre al portacolori della EF Education First hanno guadagnato terreno anche Óscar Sevilla, Julian Alaphilippe e Ivan Ramiro Rosa, rispettivamente cinque, tre e due secondi.

Superato l’ultimo sprint intermedio la situazione è cambiata alle spalle dei fuggitivi e, nonostante la presenta di Sosa in fuga, è stato il Team Sky a prendere in mano l’inseguimento del gruppo con Castroviejo prima e Narvaez poi che si sono resi protagonisti di una decisa accelerazione. Il lavoro dello squadrone britannico ha fatto sì che il vantaggio della fuga si assottigliasse sensibilmente, ma allo stesso tempo si è ridotto anche il numero di uomini nel gruppo principale: la strategia della Sky è però andata in tilt nell’avvicinamento all’ascesa dell’Alto La Unión con Ivan Sosa che ha attaccato dalla fuga assieme a Julian Alaphilippe, eppure dietro le maglie neroazzurre hanno continuato a tirare come prima, portando il ritardo a soli 35″ a 15 chilometri dall’arrivo.

Grande spettacolo all’Alto La Unión
L’Alto La Unión è una salita di 7.4 chilometri con una pendenza media del 5%, ma su queste rampe è esplosa una battaglia totale tra fuggitivi e inseguitori, tutti animati da un pubblico incredibilmente caldo e numeroso. Ivan Sosa è stato ancora una volta il più attivo in testa alla corsa inconsapevole che dietro i suoi compagni di squadra stavano facendo il suo stesso lavoro: il vincitore della prima Adriatica Ionica Race ha attaccato ancora in salita e stavolta si è portato dietro Dani Martínez, mentre Richard Carapaz e Julian Alaphilippe sono rimasti poco più indietro.

Ovviamente nel gruppo principale il lavoro della Sky è stato concluso dallo scatto di Egan Bernal che però non è riuscito a fare la differenza come sperava e ha esposto il fianco ai contrattacchi dei rivali. In particolare l’allungo più convinto è stato quello del capitano dell’Astana, il colombiano Miguel Ángel López a cui nessuno ha saputo rispondere: la maglia bianca dell’ultimo Giro d’Italia ha potuto sfruttare il compagno di squadra Rodrigo Contreras come punto d’appoggio e ha iniziato a superare uno dopo l’altro tutti quei corridori che avevano perso contatto dalla fuga di giornata. Alla fine al gran premio della montagna a soli 4 chilometri dall’arrivo Sosa e Martínez avevano solo pochi secondi di vantaggio su López, Alaphilippe e Carapaz che avevano il vantaggio del contatto visivo, mentre da dietro tutti gli altri erano ormai tagliati fuori.

Alaphilippe perfetto, fa tappa e maglia
In testa alla corsa il ricongiungimento è avvenuto quando i corridori erano già dentro all’ultimo chilometro e Julian Alaphilippe si è subito messo davanti a tutti con grande intelligenza per affrontare in testa alcune curve lente: l’ultimo rettilineo era su un tratto in salita che sembrava disegnato apposta per l’esplosività del corridore francese della Deceuninck-QuickStep che non poteva fallire in queste condizioni. Miguel Ángel López è riuscito a piazzarsi secondo con Richard Carapaz terzo, Dani Martínez quarto e Ivan Sosa solo quinto classificato anche con 6″ di ritardo. Il gruppo inseguitore con gli altri big ha perso 42″ con Bob Jungels che ha preso la sesta posizione: giornata pressoché disastrosa per Sky tra i problemi di Froome, gli orrori tattici ed un Bernal che è stato forse sotto a quelle che erano le attese della squadra.

La nuova classifica generale vede al comando Julian Alaphilippe con 8″ di vantaggio su Dani Martínez, 23″ su Miguel Ángel López, 29″ su Ivan Sosa, 53″ su Bob Jungels, 55″ su Richard Carapaz, 57″ su Rigoberto Urán e Lawson Craddock, 1’05” su Egan Bernal, 1’27” su Óscar Sevilla e addirittura 1’41” su Nairo Quintana: domani con l’arrivo in salita sull’Alto Palmas gli scalatori colombiani avranno probabilmente l’opportunità per far valere le loro qualità ed il “fattore campo”, ma c’è da scommettere che Alaphilippe non si arrenderà troppo facilmente.

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