Da sinistra: Samuel Mugisha, Merhawi Kudus, Rein Taaramäe, Joseph Areruya e Timothy Rugg © Cicloweb
Da sinistra: Samuel Mugisha, Merhawi Kudus, Rein Taaramäe, Joseph Areruya e Timothy Rugg © Cicloweb

Tour du Rwanda, la vigilia: le parole di Chicchi, Kudus e Mugisha

Dal nostro inviato

Giornata di vigilia al Tour du Rwanda con l’organizzazione impegnata negli ultimi preparativi e le squadre che completano le classiche operazioni di iscrizione e registrazione dei corridori in gara. Se da una parte si cerca di sistemare gli ultimi dettagli in vista della grande partenza di domani, dall’altra c’è una Kigali incredibilmente silenziosa e con strade semideserte per essere una città da più di un milione di abitanti, ma c’è un motivo.

L’ultimo sabato di ogni mese in Ruanda si celebra la giornata dell’Umuganda, una tradizione antica ed il cui nome si può tradurre come “riunirsi in uno scopo comune per ottenere un risultato”: durante l’Umuganda, che inizia alle 8 del mattino e va avanti per almeno tre ore, tutta la popolazione adulta del Ruanda (dai 18 ai 65 anni) si dedica ai lavori per la comunità. In questa giornata si trova quindi chi pulisce le strade, chi taglia l’erba e cura le aiuole (appena arrivati è una delle prime cose che si nota), chi dipinge una staccionata, chi aiuta gli anziani e gli invalidi e così via: il governo ha rilanciato l’Umuganda nel 1998 per ricostruire la società e rafforzare l’identità nazionale dopo il genocidio del 1994, e ormai da una decina d’anni è diventata una pratica pienamente istituzionalizzata del Ruanda. Il civismo vuole essere uno dei punti di forza del paese.

Parlando invece della corsa che inizia domani, il Tour du Rwanda 2019 segna il debutto in ammiraglia di Francesco Chicchi che guiderà il Team Dimension Data for Qhubeka, formazione continental con anima africana, ma anche con registrazione italiana e base in Toscana. Il campione del mondo di Zolder 2002 tra gli Under23 potrà contare sul campione uscente e idolo locale Samuel Mugisha, però in gara ci saranno anche i giovani talenti azzurri Luca Mozzato e Matteo Sobrero, arrivati in Ruanda ieri sera: «Sono particolarmente emozionato – racconta Chicchi – mi trovo per la prima volta “dall’altra parte”, in un paese nuovo, in una squadra nuova. Come squadra siamo molto forti e molto preparati. Samuel è in buonissima forma, si è allenato molto qui in Ruanda per questo obiettivo, ma anche gli altri sono un buona condizione; le prime due tappe sono abbastanza abbordabili per Mozzato, ma anche Matteo sta bene e ha già fatto terzo al Trofeo Laigueglia con la nazionale, ma vediamo giorno per giorno perché il livello è abbastanza alto».

Dal canto suo Samuel Mugisha conferma di essere alla partenza di questo undicesimo Tour du Rwanda proprio con l’ambizioso obiettivo di ripetersi, ma allo stesso tempo dribbla ogni pronostico o previsione alla stessa maniera di Gianni Bugno: «Vedremo, aspettiamo la gara e vediamo quello che succede, di sicuro sono qui per vincere: mi sono allenato molto duramente, la squadra è qui per aiutarmi aspettiamo ma io ci voglio provare. Per quando riguarda i favoriti dobbiamo aspettare, dopo le prime due tappe vedremo».

Ad impreziosire la startlist del Tour du Rwanda c’è anche la prima squadra World Tour della storia della corsa africana, l’Astana Pro Team. La squadra kazaka ha tra le proprie fila il colombiano Rodrigo Contreras, in ottima forma dopo il decimo posto al Tour Colombia 2.1 e corridore che di certo non soffrirà altitudine e salite, ma più facilmente il fuso orario ed il lungo viaggio. I fari sono puntati sul 25enne eritreo Merhawi Kudus, che appena diciottenne proprio in Ruanda si fece conoscere vincendo una tappa e perdendo la maglia di leader solo al penultimo giorno: «Sono molto contento di tornare qui e di farlo con l’Astana: tante cose sono cambiate dal 2012, ero venuto qui con la selezione del Centro Mondiale del Ciclismo dell’UCI e non siamo riusciti a difenderci, ora sono tornato con una delle squadre più forti al mondo. È difficile parlare di possibili rivali, ci sono tanti corridori forti: il Team Dimension Data, i ruandesi che hanno vinto tutte le ultime edizioni, i francesi, l’Eritrea, il Sudafrica… dopo le prime tappe vedremo chi è più forte e chi no».

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