Caleb Ewan vince ad Hatta Dam © LaPresse - Fabio Ferrari
Caleb Ewan vince ad Hatta Dam © LaPresse - Fabio Ferrari

Il piccolo Ewan scala il muro di Hatta Dam

UAE Tour, l’australiano domina l’arrivo della quarta tappa. Secondo un grande Moschetti, terzo Roglic che guadagna in classifica

Si arriva ad Hatta Dam, nella fuga c’è De Marchi
Dopo l’abituale arrivo in salita di Jebel Hafeet, l’UAE Tour ripropone nella quarta tappa un altro tradizionale traguardo delle corse targate RCS Sport. Il via da Dubai e la conclusione dopo 197 km ad Hatta Dam, con la consueta rampa di mezzo km con pendenze anche del 17%, dove corridori di potenza o da classiche trovano terreno fertile. Una non partenza, quella dell’eritreo Amanuel Gebreigzahier: lo scalatore del Team Dimension Data, giunto ultimo ieri, non ha ripreso il via a causa di uno stato febbrile che lo ha condizionato in questi giorni.

Stavolta, dopo che Stefano Allocchio ha abbassato la bandierina, è servito qualche centinaio di metri in più prima che si formasse la fuga di giornata con ben sei componenti. Punta sempre tutto la Gazprom-RusVelo che si migliora rispetto alla due giorni precedenti: oltre agli immarcescibili Igor Boev e Stepan Kurianov, oggi i russi hanno aggiunto Artem Nych. Tre su tre anche per il francese Charles Planet (Team Novo Nordisk) mentre le novità sono rappresentate dalla presenza di squadre World Tour; il CCC Team manda in avanscoperta il granitico Alessandro De Marchi, la Trek Segafredo dà via libera all’australiano William Clarke.

Solita lotta Kurianov-Planet per i traguardi volanti. Evenepoel cade e si ritira
Il gruppo lascia fare e il sestetto ringrazia, terminando la prima di ora di gara (dove hanno percorso 43.2 km) con 5’45” di vantaggio, margine che crescerà ulteriormente nei km seguenti. Al traguardo volante di Al Qudra Cycle Track (km 54.3) nuovo successo per Kurianov su Planet e Clarke, con il neopro’ russo assoluto dominatore degli sprint intermedi; il francese si vendicherà nel seguente traguardo di Labhab (km 95.7). Il massimo vantaggio di giornata viene toccato a metà gara ed ammonta a 8′.

Nel frattempo si è assistito ad un ritiro e non quello di un nome qualunque, pur essendo costui il più giovane neopro’ del panorama internazionale. Attorno al km 60 Remco Evenepoel viene coinvolto in una caduta: il belga della Deceuninck-Quick Step non riesce a ripartire ed è costretto al primo ritiro della sua breve carriera; fortunatamente per il teenager solo ferite superficiali. Quanto mostrato ieri quando, dopo essersi staccato, riesce tenacemente a proseguire col suo ritmo terminando quindicesimo è comunque una conferma ulteriore delle sue potenzialità.

Nibali prova a sventagliare, Roglic e Valverde attentissimi
Dopo il secondo sprint intermedio, la carovana imbocca una diversa direzione e, contestualmente, il vento cambia verso, diventando laterale e favorevole con raffiche superiori ai 40 km/h. In gruppo si respira (oltre alla sabbia portata sulla carreggiata) la tensione dei grandi momenti, in cui manca solo qualcuno che accenda la miccia. E questo qualcuno risponde al nome di Vincenzo Nibali; attorno ai meno 84 km dal traguardo il messinese si mette in testa al gruppo, con tutti i suoi compagni a ruota provando a sventagliare.

Movistar (con Valverde mai fuori dalle prime dieci posizioni) e Team Jumbo-Visma sono prontissimi e non si fanno sorprendere. Il tentativo della Bahrain Merida dura poco ma qualcuno si stacca (per poi rientrare senza fatica): è il caso di quasi tutta l’AG2R La Mondiale, di Max Walscheid e del solito Richie Porte. Questo aumento di velocità fa precipitare il margine dei sei al comando che in 15 km passano da quasi 8′ a 5′, perdendo ulteriormente anche nel tratto seguente e approcciando gli ultimi 50 km con 4′ dalla loro.

Nuove prove di ventagli ma non è giornata, con la delusione di Valverde
Non appena, attorno ai 45 km dalla fine, viene lasciata l’autostrada, nel gruppo si assiste ad un nuovo frazionamento in tre tronconi. Nel primo sono vigilissimi Movistar, Team Jumbo-Visma e nomi quali Dumoulin e Kwiatkowski; nel secondo è presente in forze la Bahrain Merida mentre nell’ultimo e più corposo non mancano le maglie della UAE Team Emirates e delle Trek-Segafredo. Tuttavia questa mossa dura lo spazio di 3 km e anche gli attardati si portano dentro, con arrabbiatura di Valverde che aveva vanamente provato a convincere i colleghi di testa a lavorare.

Nel frattempo si assiste ad un cambio nella composizione del drappello al comando, che da sestetto si riduce a quintetto: a 43 km dal traguardo Kurianov si rialza, felice di quanto ottenuto anche oggi e pronto a riproporsi nei prossimi giorni. Una volta ritornata la calma, nel gruppo principale sono (soprattutto) Movistar Team e UAE Team Emirates a prendere in mano la situazione, facendo abbassare il gap e portandolo ai meno 30 km a 3’15”, riducendolo ulteriormente a 1’05” ai meno 20 km.

De Marchi prende e se ne va, si muovono Bouchard e Dumoulin
Per provare a rivitalizzare l’azione De Marchi dà una accelerata a 17 km dalla fine, trovando in Clarke una valida spalla; le mosse dei due World Tour fanno definitivamente staccare prima Planet e poi Boev, con Nych che rimane sì con loro ma letteralmente aggrappato con le unghie e con i denti. E sullo classico zampellotto ai meno 12 km De Marchi parte e se ne va, distanziando una volte per tutte anche gli altri due compagni di evasione.

Proprio mentre il Rosso di Buja entra in azione, dal gruppo cerca fortuna anche Geoffrey Bouchard (AG2R La Mondiale), ventiseienne neopro’ che tra i dilettanti francesi ha fatto faville. A raggiungere il nome poco conosciuto è un big assoluto come Tom Dumoulin che dopo la giornata non semplice frazione di ieri prova a il colpaccio; se si muove l’asso del Team Sunweb, il Team Jumbo-Visma non può far finta di nulla e inizia a lavorare seriamente.

DeMa ripreso, Dumo ci prova ma non fa strada. Dietro si cade, coinvolti anche Valverde e Gaudu
In vetta al ministrappetto De Marchi ha una decina di secondi di margine su Bouchard-Dumoulin e una ventina sul plotone. Le trenate in discesa del nativo di Maastricht gli consentono, nel successivo dentello, di andare a raggiungere De Marchi dopo aver distanziato Bouchard; il friulano cerca in tutti i modi di restare con l’iridato della crono, ma anche uno tenace come l’italiano non può nulla e deve rialzarsi a 9.9 km dall’arrivo.

L’azione di Dumo continua anche una volta entrati ad Hatta ma qui, nella rotatoria di ingresso ai meno 6 km dalla fine, si verifica una caduta nella pancia del gruppo: a terra finiscono diversi Astana (comprso Izagirre), Bahrain (fra cui Nibali, che paga quasi 5′) oltre a David Gaudu, Gianni Moscon, Ilnur Zakarin, Emanuel Buchmann, Davide Formolo e soprattutto Alejandro Valverde. Aiutato da Amador e Mas, l’iridato inizia l’inseguimento e rientra, al pari di Gaudu, di Moscon e dei due Bora, a 3 km dalla fine.

Quanta sfortuna per Gaudu e Kristoff
Nel frattempo Dumoulin viene ripreso ai meno 5000 metri a causa dell’andatura elevata imposta dal CCC Team che comanda il plotone fino ai meno 2.5 km quando prima Deceuninck-Quick Step e Team Sky e poi Bahrain Merida. Poco prima dell’ultimo km David Gaudu si stacca per colpa di evidenti problemi meccanici; il talento della Groupama-FDJ arriverà con oltre 1’30” dal vincitore, ma fortunatamente per lui gli viene riconosciuto il problema meccanico e accreditato del tempo del gruppo.

L’ultimo km imboccato in testa dalla UAE Team Emirates, che porta Alexander Kristoff all’ingresso della rampa finale in posizione ideale. Il norvegese parte ma la sua azione è subito pesantissima: si capirà solo dopo il traguardo la ragione. L’ex campione europeo taglia la linea bianca a piedi con la catena penzolante.

Moschetti alla caccia del sogno, Ewan lo supera e vince. Terzo Roglic
A beneficiare di tale situazione prova colui che era alla sua ruota, ossia Matteo Moschetti: il neopro’ si esprime in una bella sparata e guadagna. Purtroppo per lui alla sua ruota c’è un folletto che lo salta di netto: il suo nome è Caleb Ewan che, con un’azione per lui abituale quando gareggiava tra gli under 23, mulina di potenza sulle insidiose rampe e va a vincere in maniera inequivocabile, cogliendo la sua prima gioia a livello internazionale con la maglia della Lotto Soudal.

Seconda piazza a 2″ per un Matteo Moschetti (Trek-Segafredo) semplicemente stupendo: miglior modo di mostrarsi al grande pubblico non poteva esserci. E il milanese conserva il piazzamento ai danni di un Primoz Roglic emerso con la sua solita cadenza con il passare dei metri.

Ulissi settimo, Valverde nei 10. E Roglic incrementa
Alle spalle dello sloveno si forma un buco, quantificato in 5″ dal vincitore: nell’ordine si piazzano Quentin Jauregui (AG2R La Mondiale), Luka Mezgec (Mitchelton-Scott), Wilco Kelderman (Team Sunweb), Diego Ulissi (UAE Team Emirates), Alejandro Valverde (Movistar Team), Marco Haller (Team Katusha Alpecin) e Bauke Mollema (Trek-Segafredo). Con lo stesso ritardo giungono tutti gli uomini che puntano a ben figurare in generale; tra i big caduti, non sono riusciti a rientrare Damiano Caruso, Gorka Izagirre e Ilnur Zakarin, tutti arrivati con 7’06” di ritardo.

La classifica continua a vedere in maglia rossa Primoz Roglic (Team Jumbo Visma) che ora guadagna in classifica: il suo vantaggio su Alejandro Valverde (Movistar Team) ora ammonta a 21″ mentre il “salvato” David Gaudu (Groupama-FDJ) è terzo a 38″. Domani tappa dedicata alle ruote veloci, la Sharjah-Khor Fakkan di 181 km, dove Ewan e Gaviria cercheranno di ripetersi e tutti gli altri sprinter proveranno a rovinar loro la festa.

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