E ora Yates viaggia anche a crono

Simon, già fuori classifica per i ventagli, vince la quinta tappa della Parigi-Nizza. Kwiatkowski è terzo e resta leader, bene anche Bernal

I ventagli delle prime tappe di questa Parigi-Nizza lo avevano già mandato fuori classifica, ma bisogna dire che Simon Yates sta affrontando questo inizio di 2019 in maniera molto tranquilla e cercando di evitare di prendersi troppi rischi o di consumare più energie del dovuto: già alla Ruta del Sol, infatti, il britannico della Mitchelton-Scott era subito uscito dalla lotta per il piazzamento finale, ma aveva comunque lasciato un segno andando a vincere il tappone di Granada. Qui alla “Corsa verso il Sole” Yates ha fatto lo stesso: quasi venti minuti persi nelle prime quattro tappe, ma al quinto giorno è arrivato il riscatto con il successo nella cronometro individuale di Barbentane.

Per Simon Yates questo è il primo successo in carriera di una tappa a cronometro ed è un fatto significativo. Il suo obiettivo per la prima parte di stagione è il Giro d’Italia dove tornerà per provare a saldare il conto lasciato in sospeso l’anno scorso e dove si troverà a sfidare corridori del calibro di Tom Dumoulin, Primoz Roglic e Vincenzo Nibali: proprio la cronometro sarebbe sulla carta il punto debole del 26enne inglese, almeno nel confronto diretto con i rivali per la maglia rosa, ma questa vittoria può essere il risultati di grossi miglioramenti fatti quest’inverno ed improvvisamente la sfida di maggio potrebbe farsi ancora più interessante.

Yates vince a più di 50 km/h di media
Quest’anno la Parigi-Nizza ha deciso di includere una prova a cronometro individuale molto più lunga e adatta agli specialisti rispetto a quelle che abbiamo visto in passato: tuttavia non possiamo parlare di un percorso velocissimo, un po’ per il vento, un po’ per la presenza di due piccole salitelle, una in corrispondenza del rilevamento intermedio dopo 15.5 chilometri, l’altra invece portava i corridori al traguardo con una leggera pendenza nelle ultime centinaia di metri. Alla fine Simon Yates ha coperto i 25.5 chilometri previsti in 30’26” a poco più di 50 km/h di media: nel primo settore il britannico aveva fatto segnare il secondo miglior parziale a soli 4″ da Tom Scully, ma il neozelandese della EF Education First è poi calato negli ultimi chilometri e ha chiuso la cronometro con l’ottavo tempo assoluto.

Molto convincente la prestazione di Simon Yates, sebbene anche lui abbia visto diversi corridori recuperargli del tempo nel finale, ma il vantaggio accumulato all’inizio era troppo grande per un ribaltone: all’intermedio di Abbaye de Saint-Michel, ad esempio, il tedesco Nils Politt (Katusha-Alpecin) perdeva 27″ dal britannico, al traguardo invece si è inserito in seconda posizione a soli 7″ di distanza dal vincitore. La direzione e l’intensità del vento non dovrebbero aver influito più di tanto sull’esito della cronometro, ma vedendo le prestazioni degli ultimi a prendere il via forse Yates un piccolo vantaggio nei primi chilometri lo ha avuto.

Kwiatkowski-Bernal, il Team Sky in pole per la vittoria
Se le prime due posizioni di questa cronometro sono state conquistate da corridori già lontani in classifica generale, c’è invece da dare un’occhiata alla lotta tra chi era sopravvissuto ai ventagli e ancora sperava di vincere questa Parigi-Nizza. Come era facile pronosticare, almeno per la grande condizione fisica mostrata nei primi giorni, il migliore è stato Michal Kwiatkowski che ha così confermato la propria maglia gialla di leader: il polacco del Team Sky perdeva ben 32″ da Simon Yates all’intermedio, al traguardo invece il gap tra i due si era ridotto ad appena 11″ con l’ex campione del mondo che si è andato a prendere la terza posizione di giornata.

In casa Sky ottima prestazione anche di Egan Bernal che all’intermedio era addirittura davanti al compagno di squadra: il giovane fenomeno colombiano ha concluso la cronometro in sesta posizione a 15″ dal vincitore, infilandosi in mezzo ad un quartetto della EF Education First, nell’ordine Van Garderen, Martínez, Craddock e Scully con i primi tre tutti curiosamente con lo stesso identico ritardo di 15″. Adesso il Team Sky si trova con due corridori ai primi due posti della generale: Kwiatkowski guida con 19″ su Bernal, ma se quest’ultimo sarà lasciato libero di fare la propria corsa potrebbe puntare al sorpasso sabato in occasione dell’arrivo in salita sul Col de Turini.

Sánchez regge, Quintana discreto, Bardet male
Come era anche facilmente prevedibile, la cronometro di oggi ha allungato tanto la classifica: l’unico che ancora resta a meno di un minuto della coppia del Team Sky è il murciano Luis León Sánchez che oggi ha fatto segnare il decimo tempo a 30″ da Simon Yates e che nella generale si trova quindi in testa posizione a soli 28″ da Kwiatkowski; certo, l’uomo dell’Astana non sembra il più indicato per recuperare terreno in salita, ma nelle tappe di Brignoles e Nizza potrebbe provare ad inventarsi qualcosa. In quarta e quinta posizione troviamo ora appaiati Wilco Kelderman e Bob Jungels con 1’01” di ritardo: entrambi leggermente al di sotto delle attese oggi con il capitano della Sunweb finito a 49″ ed il lussemburghese della Deceuninck-QuickStep a 39″.

Per quanto riguarda invece gli scalatori, la cronometro ha visto una buona prestazione di Esteban Chaves con soli 44″ persi dal compagno di squadra Yates: il colombiano sta cercando la via del pieno recupero dopo i tanti problemi di salute degli ultimi anni, la speranza è questo risultato sia un primo segnale positivo. Si è ben difeso anche Nairo Quintana che ha limitato a 53″ il tempo perso oggi che si traduce in un sesto posto a 1’05” nella generale: la sua prova è molto buona se la si analizza in confronto ad alcuni specialisti delle cronometro, meno se si valutano i due secondi al chilometri lasciati ad un corridore come Simon Yates.

Perde invece tanto Romain Bardet che finisce a 1’15” e si trova ora ad inseguire in classifica in decima posizione a 1’25” da Kwiatkowski; per la vittoria è praticamente tagliato fuori, magari può cercare la soddisfazione di un successo di tappa. Peggio del francese dell’AG2R fanno invece sia George Bennett (Jumbo-Visma) che Ilnur Zakarin (Katusha) che erano riusciti a non perdere tempo con i sempre insidiosi ventagli, e invece oggi hanno lasciato per strada più di un minuto e mezzo a testa.

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