Adam Yates conquista l'ultima tappa della Itzulia Basque Country © Getty Images
Adam Yates conquista l'ultima tappa della Itzulia Basque Country © Getty Images

Yates e Izagirre fratelli nell’impresa

Itzulia Basque Country, ribaltone finale a Eibar: ultima tappa al britannico, lo spagnolo si prende la tanto attesa generale

Per entrambi il ciclismo è affare di famiglia: uno ha un gemello vincente tanto quanto lui, l’altro ha un fratello maggiore di alto livello ma non quanto lui. Adam Yates e Ion Izagirre, sono loro i nomi che fanno calare il sipario su una Itzulia Basque Country animata e combattuta dall’inizio alla fine, caratterizzata da poca pioggia per gli standard locali, da troppe cadute e da tanto spettacolo.

Tappa finale ad Eibar, sei i gpm
La sesta e ultima tappa dell’edizione 2019 della Itzulia Basque Country vede come luogo di partenza e arrivo Eibar; ma in mezzo alla città basca, c’è di tutto. 118.2 i km da affrontare con sei gpm da scalare con l’accoppiata Azurki e Karakate poco dopo metà tracciato che può essere il momento per qualche attacco. L’ultima difficoltà, quella di Asensio, presenta una media dell’8% negli ultimi 3 km; dalla vetta rimangono 15 km sino all’arrivo, tutti in discesa fatto salvo un breve ma insidioso zampellotto che potrebbe fungere da trampolino.

Una sola non partenza, quella di Tsgabu Grmay: l’etiope della Mitchelton-Scott, caduto ieri in discesa ma rialzatosi, rinuncia alla tappa odierna in via precauzionale. Nei primi km mettono definitivamente piede a terra anche Nicholas Dlamini (Team Dimension Data) e Markel Irizar (Trek-Segafredo), all’ultima esperienza nella prova di casa.

Si forma la fuga, dentro De Marchi, Ulissi, Mollema e Devenyns
Velocità elevatissima sin da subito, nel breve tratto di discesa prima della salita inaugurale di San Miguel; un drappello di diciassette elementi provano ad avvantaggiarsi, ma il gruppo tirato dalla Bora Hansgrohe non lascia spazio. Allo scollinamento (km 9) Alessandro De Marchi passa davanti a tutti, aumentando il margine sulla concorrenza nella speciale graduatoria. Nel corso della discesa si forma un pericoloso tentativo, con diciotto unità a comporlo.

Presenti José Joaquín Rojas e Carlos Verona (Movistar Team), Sergio Luis Henao e Diego Ulissi (UAE Team Emirates), Alex Aranburu (Caja Rural-Seguros RGA), Garikoitz Bravo (Euskadi-Murias), Lawson Craddock (EF Education First), Dries Devenyns (Deceuninck-Quick Step), Alessandro De Marchi (CCC Team), Tosh Van der Sande (Lotto Soudal), Daniel Navarro (Team Katusha Alpecin), Michal Golas (Team Sky), Damien Howson (Mitchelton-Scott), Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Jai Hindley (Team Sunweb), Jesús Herrada (Cofidis, Solutions Crédits), Jonas Vingegaard (Team Jumbo-Visma) e Carlos Quintero (Manzana Postobón).

L’Astana fa il ritmo e riprende gli attaccanti
Su di loro cercano di rientrare Bruno Armirail (Groupama-FDJ), Rubén Fernández (Movistar Team), Tom Jelte Slagter (Team Dimension Data) e Dmitriy Strakhov (Team Katusha Alpecin), ma i quattro non riescono nel loro intento. Il gruppo si fa inizialmente sorprendere e lascia anche 1’40” al tentativo prima che Astana Pro Team e anche Mitchelton-Scott si mettano a lavorare. In rapida sequenza si transita su altri due gpm, quelli di Kalbario (km 37.6) e Elkorrieta (km 44.8): sul primo De Marchi anticipa Vingegaard, sul secondo il friulano è ancora il migliore su Henao.

In vetta a quest’ultima difficoltà, a 73 km dal termine, il gruppo scollina con un distacco di 42″, che scende ulteriormente nella breve discesa seguente che conduce ai piedi del gpm di prima categoria di Azurki. Con il lavoro di Pello Bilbao il plotone si fa sempre più vicino e così, a 5 km dalla vetta (e a 68 km dal traguardo), De Marchi decide di muoversi; con lui restano solo Craddock, Henao e Verona. Ma il gruppo rientra già a 66.5 km dalla fine, quando la corsa sta per esplodere.

Buchmann rimane solo e fatica, Yates e la coppia UAE raggiungono Fuglsang e Izagirre
Il ritmo intenso dei kazaki fa le prime vittime: si staccano Patrick Konrad e Maximlian Schachmann, Daniel Martínez e Enric Mas. E anche Mikel Landa rimane in dietro; lo spagnolo è anche vittima di un problema meccanico e deve prendere in prestito la bici del fido Rojas per proseguire l’avventura (ricambierà il mezzo in prossimità dello scollinamento). Con il gruppo così selezionato, a 66 km dall’arrivo, Jakob Fuglsang attacca; a lui si aggrega solo capitan Ion Izagirre mentre la maglia gialla Emanuel Buchmann deve fare tutto da sé.

Dal gruppetto del tedesco riescono, invece, a riportarsi sulla coppia di testa sia Adam Yates che il temibile duo della UAE formato da Daniel Martin e dal sempre più incredibile Tadej Pogacar. Il leader della Bora resta con David Gaudu e la coppia Mitchelton Lucas Hamilton e Mikel Nieve, che ovviamente non collabora; chi dà una mano al teutonico è, invece, Alessandro De Marchi che, assieme a Henao e Verona, rimane attaccato. L’azzurro del CCC Team lavora per prendersi il punto in palio per il sesto a transitare in vetta (km 56.3, primo è Yates).

Buchmann attende il gruppo con i suoi, ma davanti guadagnano
Allo scollinamento il gruppetto Buchmann paga 25″ mentre il drappello Landa-Martínez è poco oltre i 40″. La lunga e veloce discesa ribalta ulteriormente le carte: inizialmente parte che la maglia gialla riesca a rientrare sulla testa, portandosi ad una dozzina di secondi a 55 km dalla fine, ma è solo una situazione momentanea. Quando il gap torna a risalire, dall’ammiraglia Buchmann viene saggiamente fatto rialzare per attendere il più corposo gruppo alle sue spalle, sul quale si sono riportati anche Konrad e Schachmann.

A 50 km dalla fine il quintetto al comando possiede 1’05” sul gruppetto, forte di una trentina di unità; in questo momento Izagirre diventa virtualmente il leader della corsa. Il traguardo volante con abbuoni di Elgoibar (km 69.5) vede Pogacar precedere Martin e Izagirre. Il gap sale progressivamente, diventando di 1’20” ai piedi della salita di Karakate: davanti collaborano tutti e cinque, dietro Schachmann resiste solo fino alle prime rampe, poi è Konrad che deve fare tutto il lavoro. Ma l’austriaco, come ieri, non vive la miglior giornata della stagione e lavora fino ai meno 40 km prima di sfilarsi.

I cinque di testa guadagnano, Buchmann non ne ha
L’armonia nel quintetto di testa regna sovrana su tutta la salita, con cambi regolari e ritmo efficace e costante: in vetta (km 80.8) Yates passa per primo, alle loro spalle a 1’45” il gruppo (nel quale non è più presente un Martínez in palese difficoltà), finalmente tirato da un paio di km dalla Movistar con Verona. Anche in discesa il gap rimane il medesimo, tanto che ai 30 km dal termine i cinque battistrada passano con 1’50” dalla loro, nonostante Konrad e Schachmann siano rientrati e si siano messi con Verona a lavorare a testa bassa.

A Meikolalde (km 96) è posto l’ultimo traguardo volante: il minisprint vede Martin prevalere di stretta misura su Yates con Izagirre in terza piazza. Il plotone qualcosa guadagna, ma passa comunque con 1’40” sul groppone. La prima metà della salita di Asensio scorre via senza sussulti, sia davanti che dietro; qualcosa cambia in gruppo, invece, a 3.2 km dalla vetta, nella svolta a sinistra che porta sul tratto più duro, Buchmann prova ad attaccare, ma non fa la differenza. L’unica selezione è da dietro, ma il suo forcing è inefficace: davanti, infatti, non perdono che una manciata di secondi.

Martin cerca di sorprendere, ma Izagirre fa buona guardia. Da applausi Buchmann
In vetta (km 103.4) Yates passa in prima posizione, strappando così all’ultima occasione la maglia a pois dalle meritevoli spalle di De Marchi. L’australiano è con gli altri quattro alla sua ruota; dietro il gruppetto Buchmann, che comprende Carthy, Landa, Mas, Nieve, Gaudu e Vingegaard, passa con un disavanzo persino aumentato a 1’52”. A 12.5 km dalla fine, nel penultimo risciacquo prima della vera discesa, Daniel Martin attacca e guadagna un centinaio di metri.

In chiave classifica il vantaggio di Izagirre è comunque di una certa sicurezza (33″, abbuoni intermedi compresi), ma il basco non vuole farlo andare e lo va a riassorbire ai meno 10.5 km, giusto ad inizio discesa; la mossa dello spagnolo fa staccare l’oggi impeccabile gregario Fuglsang che, dopo aver perso qualche metro, riesce a rientrare nel declivio. Semplicemente encomiabile, dietro, la tigna di Emanuel Buchmann che continua a non demordere e in discesa persino guadagna, portando il suo gruppetto ai meno 5 km con 1’30” di distacco: il tedesco si riporta quindi in lotta per il podio, che una decina di km prima pareva velleitario.

Sull’ultimo zampellotto, a 3200 metri dalla fine, parte Adam Yates, unica maniera per il britannico di conservare una speranza di podio; il leader della Mitchelton-Scott guadagna ma non se ne va, con Fuglsang, Izagirre e Martin che collaborano per cercare di riprenderlo. Non ce la fa più, invece, Tadej Pogacar, che si stacca inesorabilmente. Dietro parte Landa, ma in un battibaleno rientrano tutti, compreso un Buchmann che fatica in salita ma lavora una volta che la strada torna a scendere.

L’ingresso ad Eibar è tortuoso, ma Adam Yates non ha problemi a conservare il margine che si era costruito e va a tagliare il traguardo a braccia alzate, conquistando il terzo centro di questo suo invidiabile 2019. Il portacolori della Mitchelton-Scott precede di 1″ Daniel Martin, Jakob Fuglsang e Ion Izagirre. Quinta piazza a 27″ per Tadej Pogacar mentre dietro la solita, insufficiente prova degli organizzatori baschi trova compimento: la deviazione per le ammiraglie, decisamente mal segnata, trae in inganno Buchmann e buona parte del suo gruppetto. Bauke Mollema è così sesto a 1’24” davanti a Mikel Landa, mentre Hugh Carthy è ottavo a 1’29”, con David Gaudu e Lucas Hamilton che chiudono la top ten a 1’36”, con Buchmann che lascia qualche altro secondo in più.

Izagirre vince finalmente la generale, sul podio Martin e Buchmann
La classifica generale finale vede il successo di Ion Izagirre che, dopo tre terzi posti nelle ultime tre annate disputate, riesce finalmente a mettere le mani sulla amata corsa di casa. L’ultimo basco a vincere la gara era stato nel 2003 Iban Mayo, con l’iconica casacca Euskaltel: e subito dopo l’arrivo il più giovane della famiglia Izagirre scoppia in lacrime. Per l’Astana Pro Team è la nona (!!!) classifica generale conquistata in questo scorcio di stagione, la seconda nel World Tour dopo il Catalunya: impressionante la stagione dello squadrone kazako, di gran lunga la formazione dominante nelle gare di una settimana.

Dopo oltre un’ora dall’arrivo, la giuria modifica l’ordine d’arrivo: Buchmann e gli altri attardati vengono tutti classificati con il tempo di Mollema. E così il tedesco della Bora Hansgrohe sala in maniera meritata sul podio, diventando terzo a 31″ dal vincitore. Secondo posto per Daniel Martin (UAE Team Emirates) a 29″, quarto per Jakob Fuglsang (Astana Pro Team) a 36″, con il danese che aveva persino presenziato sul podio alla cerimonia protocollare. Quinta piazza a 51″ per Adam Yates mentre Tadej Pogacar è sesto e miglior giovane a 1’56”. Completano la top ten un abulico Mikel Landa a 2’56”, Mikel Nieve a 3’13”, Patrick Konrad a 3’29” e Maximilian Schachmann a 3’44”. Tutto sommato buon tredicesimo posto a 6’44” per Diego Ulissi, migliore degli italiani.

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