Un particolare della gamba di Jakub Mareczko dopo la caduta di Modena © CCC Team
Un particolare della gamba di Jakub Mareczko dopo la caduta di Modena © CCC Team

La rubrica pensieRosa #10 – Malocchio Mareczko

Pillole di Giro 2019 in libertà: il povero Jakub stavolta non sbaglia niente ma arriva puntuale sulla caduta di Ackermann (che gli stava davanti), Ventoso sogna, Conti va in Rolls, gli altri riposano

I promossi della Ravenna-Modena
Era venuto al Giro con l’obiettivo di una tappa, oggi l’ha conquistata e se anche domani non farà risultato potrà ritirarsi in buon ordine, soddisfatto del lavoro svolto. A meno che ad Arnaud Démare non venga l’uzzolo di puntare alla ciclamino, obiettivo tutto sommato perseguibile. Jacopo Guarnieri, che del francese è scudiero fidato, anzi apripista imprescindibile, per una volta vede premiato dal successo il proprio lavoro: anche lui ha potuto alzare le braccia al cielo, al traguardo. Nota di merito infine per Sho Hatsuyama, che mette a referto un’altra fuga risultando, a conti fatti, uno dei migliori fin qui nel Giro della Nippo-Fantini.

I rimandati, alcuni pure in ospedale…
Quando anche Arnaud Démare riesce a vincere una tappa e tu ancora no, i foschi presagi della vigilia possono direttamente trasformarsi in depressione totale: a questo punto se Elia Viviani trova la forza di vincere domani, in queste condizioni psicologiche, conferma di essere ugualmente un grande. Enrico Battaglin sta facendo un Giro molto brutto, gli capita spesso di cadere e questo non è esattamente il miglior viatico per cercare buoni risultati. Quanto al cadere, Pascal Ackermann ha commesso un grave errore, arrotandosi con un compagno e realizzando uno strike niente male. Anzi, molto male: per lui, e per i malcapitati che sono stati coinvolti nel capitombolo.

Mareczko a cui non ne andava bene mezza
Che non sia un fulmine di guerra nel posizionarsi in vista di una volata, è cosa nota; che non abbia grandi doti per resistere in salita, anche quando si tratta di scalare collinette di non estrema durezza, pure questo lo sappiamo bene; che sia molto veloce è un dato che tutti riconoscono, solo che ai massimi livelli spesso non riesce a mettere a frutto questa sua capacità: o parte troppo indietro, o trova il modo di farsi chiudere o di farsi rubare la ruota buona. Però oggi Jakub Mareczko, su un terreno particolarmente favorevole (tappa breve e piatta), stava facendo tutto alla perfezione, aveva pure preso la ruota del più forte sprinter del Giro e mancava pochissimo al momento di lanciarsi. Senonché quello, Ackermann, gli cade davanti e lo trascina giù. Fine dei sogni, inizio della ricerca di un esorcista: purtroppo, come si dice, anche il malocchio vuole la sua parte.

Il Giro degli altri
Adesso sì che la lotta per la maglia ciclamino si fa di colpo appassionante! Con la vittoria emiliana, Arnaud Démare si porta a un passo da Ackermann. Anzi, a un punto: 155 per Pascal, 154 per il francese; Ewan più distanziato, a 109. Domani ne vedremo delle belle. Tutto fermo invece per i Gpm, Giulio Ciccone è sempre primo con 32 punti contro i 22 di Roglic e i 18 di Masnada e Pedrero: se ne riparla giovedì. Immutata pure la classifica dei giovani, guida Nans Peters con 1’06” su Madouas e 1’09” su Carboni: anche qui i conti li rifaremo probabilmente solo giovedì. Démare si riappropria della vetta nella classifica della combattività (35-32 su Ackermann), mentre restano sostanzialmente invariate le altre graduatorie dedicate agli attaccanti: Damiano Cima reuccio dei traguardi volanti (51 punti contro i 38 di Frapporti), anche se si registra l’approdo di Sho Hatsuyama in terza posizione (26); il giapponese sale pure nella classifica delle fughe, ora è quarto (259 km) ma distante da chi lo precede, ovvero nell’ordine Marco Frapporti (620), il già citato Cima (564) e Mirco Maestri (374). Chiudiamo con i team, tra i quali è al comando sempre la Movistar con 6’53” sulla Deceuninck e 8’04” sull’Androni.

Un riposino pomeridiano non guasta mai
Come era prevedibile, la decima tappa si è trasformata in un giorno di riposo bis, con 130 km di passeggiata prima di un finale in cui i treni degli sprinter hanno alzato ritmo e livello dello scontro. Per la gran parte del plotone, una tranquilla sgambata a cui – sperano – ne seguirà un’altra (domani) prima dell’attesa impennata alpina: impennata di quote altimetriche, impennata di battiti cardiaci nel pubblico.

Una Rolls Royce rosa per Conti
Nell’attesa che qualcuno lo ribattezzi “il Valerio nazionale”, una domanda: ma solo a noi – un po’ per i lineamenti, un po’ per l’accento de borgata – il bravissimo Conti ricorda l’ormai famoso trapper Achille Lauro? No, non è vita: è rock’n’roll!

Ventoso sogna antichi fasti laziali
Tornando un attimo ai fatti di casa CCC, come non tributare un giusto plauso a Francisco Ventoso, che a un certo punto della storia si ritrova in testa al gruppo, si rende conto di non poter essere utile a Mareczko (preso a cercar di tenere da solo altre ruote veloci), e allora decide di piazzare la fagianatina del martedì, allungando (fra i -3 e i -1) e conquistandosi qualche secondo di sogno? Il sogno di tornare alla vittoria al Giro, lui che ci era riuscito nel 2011 a Fiuggi e nel 2012 a Frosinone. Modena però non è nel Lazio, e allora lo riprendono. Bravo lo stesso.

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