L'incerto finale della 6a tappa del Delfinato © ASO/Broadway
L'incerto finale della 6a tappa del Delfinato © ASO/Broadway

Alaphilippe fa prove di Tour de France

Julian va in fuga e vince la sesta tappa del Critérium du Dauphiné al fotofinish su Mühlberger, terzo De Marchi. Invariata la classifica, domani tappone con arrivo in salita

L’anno scorso Julian Alaphilippe era stato uno dei grandi animatori del Tour de France con tanti attacchi e fughe in montagna che lo avevano portato a vincere due tappe a Le Grand-Bornand e Bagnères-de-Luchon oltre alla maglia a pois di miglior scalatore: un bottino che il 27enne della Deceuninck-QuickStep vuole provare a ripetere ed è proprio in quest’ottica che si sta preparando. Il Critérium du Dauphiné è un ottimo test in vista del Tour de France non solo per chi punta poi a fare classifica e Alaphilippe sta sfruttando la corsa proprio cercando di ricreare qui alcune delle situazioni di corsa di cui molto probabilmente si ritroverà protagonista alla Grande Boucle.

Nella seconda tappa poteva starsene buono in gruppo e magari andare a caccia di una vittoria come hanno fatto Dylan Teuns e Guillaume Martin, ma invece preferì inserirsi in una fuga da lontano con corridori di alto livello: oggi il copione tattico si è più o meno ripetuto, ma stavolta Julian Alaphilippe è andato fino a fondo conquistando la decima vittoria stagionale e sono adesso dieci le corse a tappe consecutive in cui è riuscito ad ottenere almeno una vittoria di tappa. Se queste sono le premesse per il Tour de France, non si può che invitare i tifosi a seguirlo con grande attenzione il mese prossimo.

La fuga vincente parte dopo 12 chilometri
Come sesta tappa del Critérium du Dauphiné gli organizzatori hanno disegnato un tracciato di ben 229 chilometri tra le località di Saint-Vulbas Plaine de l’Ain e Saint-Michel-de-Maurienne con otto gran premi della montagna, di cui tre di seconda categoria. Un percorso impegnativo, ma non troppo, che ha scatenato una partenza abbastanza veloce visto che tanti corridori davano buone possibilità di riuscita ad una fuga lontano: l’attacco vincente è arrivato però al chilometro 12 ed oltre a Julian Alaphilippe (Deceuninck-QuickStep) ha avuto come altri protagonisti solamente Gregor Mühlberger (Bora-Hansgrohe) ed il solito infaticabile Alessandro De Marchi (CCC), di nuovo in testa dopo la lunga azione di ieri.

Nessuno del trio di testa rappresentava una minaccia in classifica generale e così la Mitchelton-Scott si è abbastanza disinteressata dall’inseguimento, cosa che invece non ha fatto il Team Sunweb che voleva provare a far rientrare il danese Casper Pedersen per difendere la maglia dei gran premi della montagna: il ritmo imposto sotto la pioggia dal team di Tom Dumoulin ha fatto sì che il gruppo si spezzasse addirittura in due parti per alcuni chilometri. Ma quando si lasciano 30″ di vantaggio a tre corridori come Alaphilippe, De Marchi e Mühlberger non è facile andare a chiudere, ed infatti il Team Sunweb ha ben presto desistito dai suoi propositi ed ha lasciato che fosse la Mitchelton-Scott a condurre il plotone ad un ritmo abbastanza regolare.

Il vantaggio dei tre decolla
Chilometro dopo chilometro il vantaggio di Julian Alaphilippe, Alessandro De Marchi e Gregor Mühlberger è salito sempre di più ed al tempo stesso aumentavano anche le possibilità della fuga: dopo 50 chilometri di corsa il gap ha superato i sette minuti, a metà percorso (115 chilometri circa) era diventato di undici minuti e poco più avanti si è arrivati ad un vantaggio massimo di ben 13’50”. Nel terzetto al comando il meglio posizionato in classifica generale era Julian Alaphilippe che questa mattina con 16’04” ad Adam Yates: il britannico della Mitchelton-Scott aveva quindi ancora più di due minuti di margine virtuale, ma nel plotone c’è stata comunque una piccola accelerazione mentre davanti i fuggitivi hanno iniziato anche a fare i loro calcoli per la vittoria di tappa.

Alaphilippe ha scollinato in testa su tutti i primi sette gran premi della montagna assicurandosi così anche la leadership della classifica degli scalatori, ed a quel punto l’ultimo ostacolo altimetrico rimasto in questa lunghissima giornata era il Col de Beaune, un’ascesa di otto chilometri al 6% di pendenza media che terminata a 8 chilometri dal traguardo. Nell’avvicinamento a questa salita, non c’è stato molto da segnalare dal punto di vista della cronaca: la pioggia della prima parte di gara ha lasciato spazio al sole, ma allo stesso tempo si era anche alzato un forte vento contrario al senso di marcia dei corridori, nel gruppo principale invece c’è stata una caduta senza conseguenze di Jakob Fuglsang ed un cambio di ritmo portato dalla EF Education First che ha creato un po’ di selezione e ha ridotto il gap a 9’20” al primo passaggio sul traguardo di Saint-Michel-de-Maurienne.

Mühlberger generoso, Alaphilippe non sbaglia
Sulla salita del Col de Beaune l’uomo più atteso tra i fuggitivi era ovviamente il francese Julian Alaphilippe che però ha trovato più resistenza di quella che probabilmente si sarebbe aspettato: il primo scatto a 12 chilometri dall’arrivo non è andato a segno perché sia il nostro Alessandro De Marchi che l’austriaco Gregor Mühlberger sono riusciti a chiudere su di lui. Il più sofferente tra i fuggitivi, però, era De Marchi che nonostante ciò non si è limitato a correre in difesa: il friulano ha addirittura provato a sorprendere i due rivali, che però hanno chiuso e rilanciato iniziando a farsi un po’ la guerra tra loro; nell’ultimo chilometro di salita la scena s’è ripetuta con De Marchi che salendo regolare è rientrato sui due e poi subito ha provato ad allungare, senza successo. A 400 metri dal gpm il Rosso di Buja ha definitivamente alzato bandiera bianca e così a giocarsi la vittoria di tappa sono rimasti solo Alaphilippe e Mühlberger: un finale in cui di accordo tra i fuggitivi ce n’era ben poco, tanto che l’austriaco ha forzato pur togliere al rivale la gioia di passare per primo anche sull’ottavo e ultimo gpm di oggi.

In discesa è stato sempre Gregor Mühlberger a fare l’andatura e Julian Alaphilippe si è preso anche un gruppo rischio di una delle prime curve finendo con le ruote sull’erba: il francese, come sempre abilissimo dal punto di vista tecnico, è riuscito a tenere il controllo della bicicletta ed a non perdere neanche un metro dall’austriaco della Bora. L’unico cambio a tirare dato dal corridore della Deceuninck-QuickStep è stato a circa due chilometri e mezzo dalla conclusione, ma nel finale è stato di nuovo Gregor Mühlberger a trovarsi davanti ed a dover gestire lo sprint partendo proprio dalla prima posizione: il corridore della Bora-Hansgrohe è riuscito a temporeggiare bene fino a 150 metri dall’arrivo quando è partita finalmente la volata vera e propria. Alaphilippe ha avuto difficoltà ad affiancarlo e l’esito è stato molto più incerto di quanto si potesse prevedere: decisivo è stato il colpo di reni del francese che ha creato proprio sulla linea il gap più netto con l’austriaco che non se l’era neanche giocata così male, sebbene con il senno di poi se da dietro fosse rientrato De Marchi (alla fine terzo a 22″) ne avrebbe potuto trarre vantaggio.

Adam Yates resta tranquillo in maglia gialla
La grande accelerazione del gruppo degli uomini di classifica prima del Col de Beaune faceva pensare che in salita potessero esserci un po’ di fuochi d’artificio, e invece l’ascesa si è risolta con un nulla di fatto: il Team Ineos ha tirato con Gianni Moscon, Dylan van Baarle e Michal Kwiatkowski nell’ordine, c’è stata un po’ di selezione da dietro ma alla fine nessuno vero scatto e soprattutto nessun distacco tra i migliori. Al traguardo il ritardo dai primi è stato di 6’10” con Wout Poels quarto, Gorka Izagirre quinto, Jakob Fuglsang sesto, Jack Haig settimo, Adam Yates ottavo, Nairo Quintana nono e Alexey Lutsenko decimo.

In classifica generale è rimasto praticamente tutto invariato se si esclude Wout van Aert che, dopo aver lavorato per i compagni di squadra, si è rialzato e ha perso così la sua quinta posizione: Adam Yates ha sempre 4″ su Dylan Teuns, 6″ su Tejay van Garderen e 7″ su Jakob Fuglsang, ma domani c’è un importantissimo tappone di montagna con arrivo in salita a Pipay, ben 19 km al 7%.

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