Il podio finale del Giro Rosa 2019: da sinistra, Van Der Breggen, Van Vleuten e Spratt © Mitchelton-Scott
Il podio finale del Giro Rosa 2019: da sinistra, Van Der Breggen, Van Vleuten e Spratt © Mitchelton-Scott

Annemiek e Marianne non lasciano neanche le briciole

Il Giro Rosa si chiude a Udine com’era cominciato: nel segno della Vos. Van Vleuten maglia rosa senza storia per la seconda volta consecutiva. Longo Borghini e Paladin le migliori italiane

Dura trovare qualcosa da aggiungere all’ultima tappa del Giro d’Italia Femminile, chiuso nella gradevole cornice di Piazza del Castello a Udine in data odierna. Dura perché Marianne Vos ha l’amabile difetto di ripetersi uguale a sé stessa ogni volta che ne ha occasione, per 4 volte in quest’anno: quando c’è un arrivo che tende all’insù, lei scatta ai 200 metri e nessuno è in grado di restarle a ruota, a dispetto dei 32 anni di età. Come nessun’altra atleta, da due anni a questa parte, riesce neanche lontanamente a mettere in difficoltà Annemiek van Vleuten, praticamente un’altra persona da quando è passata alla Mitchelton-Scott 4 anni fa, capace di avere praticamente una seconda carriera, a dispetto dei 36 anni di età. Da questi numeri dovrebbe ripartire il ciclismo femminile fatto e finito questo Giro Donne, che a fronte di 10 tappe ha visto vincere 5 atlete e solo 2 volte non olandesi, complice una nidata terribile, quella dell’ormai defunta da tempo Rabobank-Liv, tutt’oggi incomparabile nonostante le proprie protagoniste superino o quasi i trenta.

L’ultima tappa: tentativo largo all’inizio, poi il gruppo controlla
Con cosi poco lasciato da Vos, Van Vleuten e Van Der Breggen a tutte le altre, alla San Vito Sul Tagliamento-Udine di 120 km sono arrivate in molte con la voglia di inventarsi qualcosa per vincere, anche se l’altimetria della tappa non dava molto spazio alla fantasia. Tuttavia, qualcosa d’interessante succede dopo 30 km, venendo a formarsi (cosa insolita per il ciclismo femminile) una fuga di 14 atlete: e ci sono molte italiane, da Asja Paladin (Valcar) a Sofia Bertizzolo (Virtu), da Chiara Perini (Bepink) ad Arianna Fidanza (Eurotarget-Bianchi-Vittoria), passando per Nadia Quagliotto (Alé Cipollini), la sfortunata seconda classificata della tappa di Carate Brianza.

E ci sono anche contendenti di pregio, tra le quali Lotte Kopecky (Lotto Soudal), Karol-Ann Canuel (Boels-Dolmans) e la vincitrice di Maniago Lizzie Banks (Bigla Pro Cycling). Una fuga troppo larga però ,per avere spazio per più di 20 km, e difatti viene chiusa per lasciar andare una ben più innocua fuga solitaria di Alice Gasparini (Eurotarget-Bianchi-Vittoria), la quale dura al vento anch’essa una ventina di chilometri, tra i -70 ed i -50.

La Biannic spara l’ultima cartuccia prima della volata
C’è ancora tempo per altri due attacchi: il primo è da parte di Romy Kasper (Alé Cipollini) e Anna Plichta (Trek-Segafredo), a 36 km dal termine, anche per loro ci sono una ventina di km di margine in tutto, finché, dopo aver avuto a lungo un margine massimo di 1′, si rialzano a 15 km dal termine. A questo punto parte solitaria, e convinta, l’ex-campionessa nazionale francese Aude Biannic (Movistar Team): un bell’attacco, a dispetto del gruppo lanciato a tutta e del vantaggio risicato a 20″, senza speranza ma capace di durare a lungo. Esattamente fino a 500 metri dal traguardo, quando il gruppo, dopo aver attraversato Udine, imbocca l’impervia strada in sampietrino che porta verso il castello: qui in curva l’ex maglia rosa Katarzyna Niewiadoma (Canyon Pro Cycling) rischia di combinare un disastro e fare un favore alla Biannic, derapando in testa al gruppo e restando in piedi per puro miracolo.

Ai meno 200, dove le pendenze si fanno più dure, scatta secco come suo solito Marianne Vos, e per le altre non c’è assolutamente nulla da fare: sebbene affaticata, Marianne riesce a mettere tutte a distanza di sicurezza, garantendosi la 25esima vittoria in carriera al Giro Donne. Sul podio odierno Lucinda Brand (Sunweb) e Lotte Kopecky (Lotto Soudal) a 1″, seguite a 4″ da Soraya Paladin (Alé Cipollini) che si guadagna un ulteriore bel piazzamento precedendo la Newiadoma. Poi Ashleigh Moolman (Bigla) a 6″, Elisa Longo Borghini (Trek-Segafredo) a 7″, Demi Vollering (Parkhotel Valkenburg) e Rasa Lelevyte (Aromitalia Vaiano) a 9″, ed infine in top ten Arianna Fidanza (Eurotarget-Bianchi-Vittoria) a 10″

Le classifiche finali del Giro Rosa
Chiude in tutta tranquillità a 27″ Annemiek van Vleuten, che dunque si aggiudica per la seconda volta consecutiva il Giro d’Italia Femminile: un dominio assoluto, considerando che ha vinto anche la classifica a punti e di miglior scalatrice. Sul secondo gradino del podio, la vincitrice del Montasio Anna van Der Breggen (Boels-Dolmans) a 3’45”, mentre col terzo gradino del podio, Amanda Spratt a 6’55” completa il successo Mitchelton, bissando il risultato ottenuto l’anno scorso. Fuori dal podio dunque Ashleigh Moolman, quest’anno quarta a 7’54”. Sale al quinto posto nell’ultima tappa la Newiadoma (7’57”) la quale, assieme a Lucinda Brand (8’01”) supera una distratta Katie Hall, oggi finita a 24″ dalla vincitrice, e dunque settima finale a 8’16”.

Manca di poco il sorpasso Elisa Longo Borghini, che alla fine è la migliore italiana col suo ottavo posto ad 8’19”, precedendo Soraya Paladin (9’13”) ed Erica Magnaldi (WNT-Rotor), tra l’altro vincitrice della prova a squadre al fotofinish sulla Mitchelton-Scott) che chiude con 9’31” di ritardo. La maglia bianca, che qui si assegna alla miglior under 23, va all’undicesima classificata, la francese Juliette Labous della Sunweb, la quale ha conquistato agevolmente il titolo correndo con regolarità.

Visita lo store di Cicloweb!

Archivio

Versione stampabile