Michel Ries vince a Champoluc © Kometa Cycling Team
Michel Ries vince a Champoluc © Kometa Cycling Team

Chi Ries bene, ride ultimo

Giro della Valle d’Aosta, il lussemburghese fa suo l’arrivo di Champoluc. Nuovo cambio di maglia gialla, ora è Vansevenant

Dal nostro inviato

In Val d’Ayas non mancano le salite, fuga corposa sin dall’inizio
Se il limite al chilometraggio delle tappe per la categoria under 23 è di 180 km, la terza frazione del Giro della Valle d’Aosta è proprio sul filo di lana: sono infatti 179.7 i km da affrontare nella Antagnod-Champoluc, tappa con location abituali ma che, rispetto quantomeno alla passata edizione, presenta un disegno diverso. Il Col de Joux viene affrontato in due fasi, una all’inizio e una nel finale, in ambedue i casi non interamente. Le maggiori difficoltà sono dunque le ascese di Champremier e Ravet, cui sommare il falsopiano conclusivo decisamente irregolare per quasi 4200 metri di dislivello nel menu.

Subito movimento nella partenza ufficiale, data alle 10.55; l’andatura è, come prevedibile, elevata ma una prima azione riesce a formarsi già in prossimità del km 7. La compongono tre nomi di un certo spessore come Samuele Battistella (Dimension Data for Qhubeka), Laurens Huys (Lotto Soudal Under 23) e Alessandro Monaco (Casillo Maserati) sui quali rientrano subito Samuel Mugisha (Dimension Data for Qhubeka), Juan Pedro López (Kometa Cycling Team), Matteo Petrucci (Groupama-FDJ Continental) e Giacomo Cassarà (Velo Racing Palazzago).

Attaccanti senza soste, si muovono anche Oldani, Bagioli e Donovan
Non termina qui, però, l’elenco degli attaccanti. Al km 15 si aggiungono anche Jacob Hindsgaul (Danimarca), Wilson Peña (Beltrami TSA Hopplà Petroli Firenze), Émile Brenans (Haute Savoie) e Miguel Heidemann (Herrman Radteam). Finita? Neppure per sogno, perché sulle rampe del Col de Joux, a 2 km dallo scollinamento e quindi al km 24 di gara, Stefano Oldani mostra ancora il proprio stato di forma andando a rinfoltire il plotoncino al comando, dal quale l’unico a distanziarsi è Brenans. La mossa del lombardo viene imitata da un suo corregionale, quell’Andrea Bagioli (Team Colpack) desideroso di dare un nuovo senso ad un Giro sinora complicato.

Lo scollinamento (km 26) premia Battistella, con il plotone che paga circa 1′. La lunga discesa verso la valle e Saint Vincent vede la prima maglia gialla Hindsgaul tentare di andarsene in compagnia di Heidemann; i due, dopo aver transitato in quest’ordine il traguardo volante di Châtillon (km 44.6) restano davanti sino al km 48, quando gli altri dodici rientrano su di loro. Ma la sarabanda prosegue ancora: dopo un attacco in pianura prima Cristian Scaroni (Groupama-FDJ Continental) e Valter Ghigno (Team Cinelli), poi Clément Didier (Haute Savoie), Thomas Veerecken (Lotto Soudal Under 23), Nicolò Garibbo (Veloracing Palazzago), l’idolo di casa Laurent Rigollet (Casillo Maserati) e il ritrovato Mark Donovan (Team Wiggins LeCol) si aggiungono alla lista.

Le dure pendenze di Champremier non deludono: in due davanti, Oldani è anche discesista di vaglia
Il lungo tratto di fondovalle che porta a Fénis vede, se non un momentaneo tentativo di Battistella che gli consente di passare per primo allo sprint intermedio di Gresson (km 81.6), il gruppo lasciare spazio agli attaccanti, che passano al km 90 con 4’30” di vantaggio. Le rampe di Champremier sono veramente dura: pendenza media del 10% in 9 km di ascesa. E la situazione, come logico, muta: nella fase iniziale si muovono Cassarà, Huys e Mugisha, che poco dopo metà scalata possiedono una ventina di secondi su Donovan, una quarantina su Hindsgaul e poco di più sugli altri.

Il ritmo del gruppo, imposto dalla SEG Racing Academy, è duro, tanto che il margine scende e, soprattutto, dopo 4 km di salita è in difficoltà la maglia gialla Jérémy Bellicaud (Bourgogne Franche Comtè). Fatica ma rimane attaccato con i denti, il transalpino, mentre davanti la situazione muta ancora: Bagioli, Monaco e Oldani ricuciono prima su Donovan e poi sugli altri, con il valtellinese della Colpack che, non contento, attacca e se ne va, tenendo con sé solo Huys.

In vetta (km 109.9) Bagioli e Huys passano in quest’ordine con 46″ su un buon Cassarà e Oldani; non mancano i drappelli e gli isolati fra gli attaccanti della prima ora, mentre il plotone maglia gialla scollina con 3’20”. Nel declivio Oldani mostra una nuova pagina del suo campionario viaggiando in discesa a più non posso, ricucendo tutto il disavanzo in un battibaleno. E così, una volta tornata in pianura nella Nus di Federico Pellegrino a 55 km dal termine, il trio passa con un buon vantaggio sugli altri fugaioli e quasi 4′ sul plotone.

Bel numero di Parra, a Ravet scollinano in tre
A 38 km dalla conclusione inizia la complessa ascesa di Ravet; i tre mantengono soli 2’10” sul gruppo finalmente riorganizzato ma che, nelle prime rampe di salita, si spezza. E chi subito alza bandiera bianca è il leader Jérémy Bellicaud: per il tesserato del CC Étupes il sogno della maglia gialla è da riporre in un cassetto. La salita cambia tanto, se non tutto: Oldani perde terreno, lasciando così Bagioli e Huys soli, ma per poco. Perché da dietro muove la principale pedina una sinora silente Lizarte: gli spagnoli mandano in azione José Felix Parra che, con un passo deciso, ricuce sui battistrada, riprendendoli a 1 km dal gpm dove, al km 153.1, transita per primo.

Alle loro spalle, a circa un minuto, passano sostanzialmente uniti Juan Pedro López e Michel Ries (Kometa Cycling Team), Martin Lavric e Mulu Hailemichael (Dimension Data for Qhubeka), Mauri Vansevenant (EFC-L&R-Vulsteke), Maxim Van Gils e Ilan Van Wilder (Lotto Soudal Under 23), Maxime Chevalier (VC Pays de Loudéac), Filippo Conca (Biesse Carrera), Kevin Inkelaar (Groupama-FDJ Continental), Adam Hartley (SEG Racing Academy), Johannes Adamietz (Herrmann Radteam) e Santiago Buitrago (Team Cinelli).

Ricongiungimento dopo il Col de Joux, Ries coglie l’attimo e vince
Solo 2 km di discesa prima di prendere dalla località Salirod gli ultimi 7 km del Col de Joux. Per quanto i tre di testa collaborino fattivamente, da dietro una parte degli inseguitori è sempre più vicina, tanto che subito dopo il gpm (km 162), vinto ancora da Parra, avviene il ricongiungimento. Davanti dunque ci sono López, Ries, Hailemichael, Bagioli, Vansevenant, Parra, Huys, Van Gils, Van Wilder, Conca, Inkelaar e Buitrago, che arrivano tutti uniti a Brusson, a 11 km dal termine e dove la discesa lascia spazio al conclusivo falsopiano irregolare.

Il primo a mollare, e non è una sorpresa dato lo sforzo profuso, è Huys, imitato poco dopo da Bagioli e Conca, che non tengono il passo dettato da Inkelaar. Ma a sfruttare il momento propizio, imparando dall’errore di ieri della sua squadra, è Michel Ries: il lussemburghese della Kometa Cycling Team si muove nel momento giusto, non voltandosi più e mulinando le sue finissime gambe sino sul traguardo, da lui tagliato a braccia alzate. È la prima vittoria in carriera del ventunenne, che si libera dopo l’arrivo in un pianto di gioia abbracciando i genitori.

Terzo il promettente Buitrago, quasi 10′ per Bellicaud
Seconda piazza a 8″ per Maxim Van Gils, terza a 24″ per Santiago Buitrago che, in quella che è la sua quinta corsa in Europa, dimostra le proprie doti. Dopo il secondo posto al GP Grottazzolina arriva un nuovo podio, ben più prestigioso, per questo diciannovenne colombiano che, come idolo, ha un certo Alberto Contador e non un connazionale. Un nome da seguire, questo giovane portato nel team ligure, dall’occhio esperto di Paolo Alberati.

A 27″ giungono tutti assieme Kevin Inkelaar, Juan Pedro López, Ilan Van Wilder, Mulu Hailemichael, Mauri Vansevenant e José Félix Parra. Decima piazza a 58″ per Filippo Conca, quindi Maxime Chevalier paga 1’49”, Martin Lavric e Adam Hartley arrivano dopo 2’25” e un combattivo Andrea Bagioli, che si prende la maglia a pois, taglia il traguardo dopo 3’36”. Tra gli altri nomi, Ide Schelling lascia sul piatto 4’49”, la maglia gialla Jérémy Bellicaud ben 9’38”, Stefano Oldani giunge dopo 14’07”.

Sono ottantacinque i corridori giunti all’arrivo: un applauso va all’etiope Million Beza, caduto dopo 2 km e riuscito, pur se tutto sbucciato, a giungere nel gruppetto a 30′. Otto, dunque, i ritirati a cui si sommano due corridori, ossia Alessio Gasparini (Team Fortebraccio) e Marco Lolli (Aran Cucine Vejus), messi fuori corsa per atteggiamento non regolamentare.

Vansevenant nuovo leader, domani la durissima tappa svizzera
La nuova maglia gialla è l’ultimo dei tre superstiti del primo giorno, vale a dire Mauri Vansevenant, sorprendente un anno fa e ora decisamente più atteso. Per il figlio di Wim (presente per altro a supportare il figlio) il margine su Adam Hartley è di 3’17” ed è decisamente superiore su tutti gli altri: Maxime Chevalier è terzo a 7’03”, quindi seguono Jérémy Bellicaud a 8’10”, Kevin Inkelaar a 9’18”, Ide Schelling a 9’21”, Mulu Hailemichael a 12’13”, Filippo Conca a 12’33”, Juan Pedro López a 12’57” e Santiago Buitrago a 13’37”.

Domani, dopo cinque anni di assenza, il Giro torna a far visita alla vicina Confederazione elvetica. E la tappa del Canton Vallese è dura, veramente dura anche per gli standard del Petit Tour: 128 km da Orsières a Champex Lac e 4400 metri di dislivello, dato che parla da sé. Subito dopo il via subito un assaggio dell’ascesa di Champex Lac, quindi la breve e dura Petite Forclaz per poi vivere negli ultimi 60 km un carosello strepitoso: apre le danze il durissimo Col de Lein, cui fa seguito il Col des Planches con tanto di veloce discesa adatta a chi ha dimestichezza col mezzo e infine la scalata finale.

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