Il vittorioso Ben Healy al Tour de l'Avenir © ASO
Il vittorioso Ben Healy al Tour de l'Avenir © ASO

Tour de l’Avenir, sotto la pioggia fuga vincente per l’irlandese Healy. Quinto Oldani

Sotto un violento acquazzone si è disputata la quinta tappa del Tour de l’Avenir, la Espalion-Saint Julien Chapteuil di 158.9 km. Partenza velocissima, tanto che il gruppo si frantuma in più tronconi nella prima salita di giornata. La fuga buona parte addirittura dopo 40 km e vede la presenza del danese Morten Hulgaard, dello svizzero Robin Froideveaux, dello statunitense Matteo Jorgenson e dell’irlandese Ben Healy, qui in gara con la rappresentativa del Centre Mondial du Cyclisme.

Il gruppo se la prende comoda, tanto che a metà gara il gap supera i 3’30”; in questa fase, però, si registrano alcune fratture nel plotone tanto che tra chi rimane momentaneamente staccato vi è anche la maglia gialla, il francese Simon Guglielmi. Approfittando della confusione, si avvantaggiano l’austriaco Tobias Bayer e il portoghese Francisco Campos e a 50 km dal termine la situazione vede i quattro battistrada possedere 2’10” sugli inseguitori e 3’45” sul plotone.

La coppia a bagnomaria si spezza nella Côte de Landos ai meno 45 km, con Campos incapace di tenere il ritmo di Bayer e quindi ripreso dal plotone. Il medesimo destino viene però condiviso da Bayer, riassorbito attorno ai meno 30 km, quando gli attaccanti hanno ancora 2’30” da gestire. Dal gruppo in diversi ci provano, ma senza ricevere luce verde; la giornata complessa fa anche perdere terreno ad un battistrada, dato che ai meno 14 km Froidevaux alza bandiera bianca.

I tre superstiti entrano negli ultimi 10 km con 1’40” da gestire sul plotone, ridotto ad una cinquantina di unità, tirato dai Paesi Bassi. A km dalla fine scatta Ben Healy che riesce subito a guadagnare su Hulgaard e Jorgenson, causa l’assenza di collaborazione tra i due. L’irlandese, al primo anno nella categoria, prende margine e riesce a cogliere una vittoria tanto inattesa quanto meritata. Seconda piazza a 2″ per il danese Morten Hulgaard, terza a 5″ per lo statunitense Matteo Jorgenson. La volata del gruppo per la quarta piazza a 1’31” è andata al britannico Tom Pidcock davanti all’azzurro Stefano Oldani.

In classifica il francese Simon Guglielmi conserva la maglia gialla con 1″ su Giovanni Aleotti. Domani spazio alla Saint Julien Chapteuil-Privas di 124 km, decisamente agevole nel suo disegno con il Col du Moulin à Vent, salitella di 4.8 km al 3.5%, che termina a 13 km ma che non dovrebbe impedire la disputa della volata, seppur l’ultimo km tenda all’insù.

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