Giovanni Aleotti in maglia gialla © Fredy Guerin/Directvelo
Giovanni Aleotti in maglia gialla © Fredy Guerin/Directvelo

All’Avenir Giovanni Aleotti in giallo in una giornata da tregenda, la sesta tappa è di Stefan Bissegger

Una vera e propria tappa-trappola, resa ancor più infida dalla forte pioggia e dal freddo che hanno colpito tutta la frazione, questa sesta del Tour de l’Avenir da Saint-Julien-Chapteuil a Privas che regala la maglia gialla ad un azzurro, Giovanni Aleotti, non immune alle fatiche della frazione odierna ma bravo a mantenere un vantaggio di 5″ sul norvegese Foss.

La tappa, che dall’Haute Loire arrivava nell’Ardeche, prevedeva in 128 km soltanto due GPM minori, ma al di là del profilo altimetrico abbastanza lineare si è rivelata in realtà molto mossa e spaccagambe. In più è stata condotta in maniera garibaldina, tant’è che a seguito del primo GPM di Côte de Saint-Front si era già operata una notevole selezione, con soltanto una 50ina di corridori rimasti nella testa della corsa.

La parte centrale della frazione era caratterizzata da una lunga discesa verso fondovalle: è qui che si è operata la vera selezione, anche a causa del grande freddo fuori stagione (12° alla partenza). A fondovalle, a 50 km dal termine, andava a formarsi un gruppo di 24 unità, con dentro tra gli altri 4 azzurri (Andrea Bagioli, Giovanni Aleotti, Samuele Battistella e Filippo Conca) ed alcuni dei candidati alla vittoria finale, come Mauri Vansevenant (Belgio), Tobias Foss (Norvegia), Thomas Pidcock (Gran Bretagna), Matteo Jorgenson (Stati Uniti), Stefan Bissengger (Svizzera), mentre il leader della classifica Simon Guglielmi si ritrovava tra gli immediati inseguitori.

La situazione si faceva favorevole per gli azzurri (anche se perdevano Conca per una caduta), con Aleotti 2° in classifica ad appena 1″ di distanza di Guglielmi maglia gialla virtuale: ai piedi del secondo GPM, il Col du Moulin à Vent di 4ª categoria, il gruppo di testa aveva quasi 3′ di margine. Morten Hulgaard (Danimarca) e Patrick Haller (Germania) provavano ad allungare per andare a vincere la tappa, col danese scatenato dopo che già ieri era andato vicino al successo. Hulgaard verrà ripreso solo negli ultimi 2 km di infida discesa bagnata verso Privas, che vedrà anche una rovinosa caduta di Thomas Pidcock poco prima dell’ultimo chilometro, trasportato all’ospedale.

Il gruppetto di testa si presenta spezzato all’ultimo chilometro, con 6 corridori a giocarsela allo sprint in leggera salita: a prevalere è lo svizzero Stefan Bissegger, anch’egli all’attacco anche ieri, che batte di una bicicletta il velocista australiano Kaden Groves (prossimo corridore della Mitchelton-Scott). Terzo come ieri Matteo Jorgenson a 1″, poi Tobias Bayer (Austria), Jonas Rutsch (Germania) a 3″ ed Ilan Van Wilder (Belgio).

Samuele Battistella è il migliore azzurro, settimo ad 11″ in compagnia di Foss; a 23″ arriva un gruppetto comprendente Hulgaard e Vansvenant, a 46″ si piazza 14° un sofferente Aleotti: per l’azzurro comunque tale risultato vale la maglia gialla ai danni di Guglielmi, che arriverà col gruppo a 2’37”. Finale in calando per Bagioli, staccato in salita e giunto 16° ad 1’56”.
La nuova generale vede quindi Aleotti al comando, con 5″ di vantaggio su Tobias Foss, 26″ su Bissinger e 30″ su Battistella.

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