Un'immagine del Mondiale di Innsbruck © SWPix
Un'immagine del Mondiale di Innsbruck © SWPix

Yorkshire 2019, questi i posti per ogni categoria

Manca un mese al via dei Mondiali su strada, è il momento di conoscere i contingenti in ciascuna delle undici prove in programma

Il 15 agosto, come per altro avviene di consueto, termina il periodo, iniziato nel primo giorno dell’anno, in cui i risultati ottenuti dai vari atleti in ciascuna categoria contano ai fini della qualificazione per i Campionati del Mondo. L’edizione 2019, come noto, si svolgerà nello Yorkshire dal 22 al 29 settembre prossimi, in percorsi che sicuramente lasciano aperte diverse possibilità di svolgimento delle gare, per altro in una zona in cui il clima potrà giocare un ruolo fondamentale. Analizziamo dunque, categoria per categoria, i vari contingenti per ciascuna nazione, iniziando dalle prove in linea.

Élite maschile

Le prime dieci nazioni del ranking, fra cui l’Italia, hanno ciascuna la possibilità di iscrivere 8 atleti ciascuna; diversamente dal solito, c’è una minima sorpresa, dato che tra le nazioni non è presente quella ospitante, che si deve accontentare di 6 componenti in quanto facente parte della fascia tra l’undicesima e la ventesima classificata. Da segnalare i soli 4 partenti per una nazione storica come gli Stati Uniti e per la Slovacchia di quel Peter Sagan che punta a diventare il primo di sempre con quattro maglie iridate: questi due paesi stazionano tra la ventunesima e la ventinovesima piazza nel ranking; dalla trentesima alla cinquantesima piazza, infine, solo un atleta per nazione può gareggiare.

Da segnalare, inoltre, che il campione del mondo uscente, così come il campione africano, il campione asiatico e il campione panamericano hanno un posto loro riservato extracontingente e non attribuibile ad altri: posto garantito, dunque, rispettivamente per Alejandro Valverde, Mekseb Debesay, Yevgeniy Gidich e Jefferson Cepeda. Alla lista mancano il campione europeo e il campione oceanico, ossia Elia Viviani e Benjamin Dyball, in quanto le rispettive nazioni (Italia e Australia) hanno già ottenuto il massimo numero di atleti disponibile: questa specifica prevede l’esenzione solo per il campione del mondo, indi per cui la Spagna è l’unica federazione che, potenzialmente, svetterà su tutte, per un campo partenti potenziale di ben 204 unità.

9 posti: Spagna (di cui 1 riservato ad Alejandro Valverde)
8 posti: Francia, Belgio, Italia, Paesi Bassi, Colombia, Germania, Australia, Slovenia, Danimarca
6 posti: Gran Bretagna, Norvegia, Austria, Polonia, Repubblica Ceca, Svizzera, Russia, Portogallo, Irlanda, Canada
5 posti: Ecuador (di cui 1 riservato a Jefferson Cepeda), Eritrea (di cui 1 riservato a Mekseb Debesay), Kazakistan (di cui 1 riservato a Yevgeniy Gidich)
4 posti: Sudafrica, Stati Uniti, Slovacchia, Estonia, Nuova Zelanda, Lussemburgo, Lettonia
1 posto: Ucraina, Bielorussia, Turchia, Algeria, Giappone, Romania, Grecia, Lituania, Iran, Ungheria, Venezuela, Costa Rica, Messico, Svezia, Argentina, Marocco, Guatemala, Corea del Sud, Ruanda, Croazia

Élite femminile

Il sistema di qualificazione è simile a quello dei colleghi maschi: 7 posti riservati alle prime cinque nazionalità, fra cui l’Italia, 6 posti alle federazioni dal sesto al quindicesimo posto del ranking, 5 posti per i paesi dal sedicesimo al ventesimo. Per tutti gli altri, dal ventunesimo posto in giù, c’è la possibilità di schierare 3 atlete

Anche in questo caso il campione del mondo uscente, così come i campioni continentali e, ovviamente a differenza del settore maschile, anche i campioni continentali under 23, vantano una quota nominale. Hanno un posto personale l’iridata uscente, la neerlandese Anna van der Breggen, la campionessa africana élite, l’eritrea Mekseb Debesay, la campionessa oceanica élite, la neozelandese Sharlotte Lucas, e la campionessa panamericana élite, la messicana Ariadna Gutiérrez.

L’unica federazione che, quest’anno, ha assegnato il titolo continentale under 23 è stata quella europea, con il titolo andato all’italiana Letizia Paternoster: ma lei, tanto quanto la campionessa europea élite, la neerlandese Amy Pieters, fanno già parte di nazioni con tetto massimo già toccato. Manca inoltre la campionessa asiatica élite, l’uzbeka Olga Zabelinskaya, ma nel suo caso si tratta del rispetto della regola che impedisce a chi cambia nazione (come capitato all’ex russa) di partecipare al Mondiale nell’anno in cui si cambia paese e in quello seguente.

8 posti: Paesi Bassi (di cui 1 riservato ad Anna van der Breggen)
7 posti: Italia, Australia, Stati Uniti, Polonia
6 posti: Germania, Belgio, Canada, Danimarca, Spagna, Gran Bretagna, Francia, Sudafrica, Svezia, Cuba, Messico (di cui 1 riservato ad Ariadna Gutiérrez)
5 posti: Norvegia, Lussemburgo, Giappone, Corea del Sud
4 posti: Eritrea (di cui 1 riservato a Mekseb Debesay), Nuova Zelanda (di cui 1 riservato a Sharlotte Lucas)

Under 23 maschile

Questa è, come di consueto, la categoria più complessa in materia di calcolo dei contingenti, dato che la selezione si basa sui circuiti continentali. Per quanto riguarda l’Africa, la prima nazione ha 5 posti, la seconda ne ha 4, la terza, la quarta e la quinta ne hanno 3 ciascuna. In America, 5 posti per le prime tre nazioni, 4 posti per le seguenti tre, 3 posti per le seguenti quattro. In Asia, 5 posti per le prime due nazioni, 4 posti per le seguenti due, 3 posti per le seguenti tre. In Oceania, 5 posti per la prima e 3 posti per la seconda.

In Europa, infine, 5 posti per le prime quindici nazioni del ranking (fra cui l’Italia), 4 posti per i paesi dalla sedicesima alla ventesima piazza della graduatoria, 3 posti per i paesi dalla ventunesima al ventisettesima posizione. Ma non è finita qui, perché per le nazioni non ancora qualificate c’è la possibilità di iscrivere 1 atleta nel caso specifico almeno un rappresentante under 23 sia presente nel ranking individuale continentale in determinate posizioni (prime 60 in Africa, 200 in America, 150 in Asia, 400 in Europa e 20 in Oceania).

Non fosse ancora qualificata, una nazione può iscrivere 1 atleta nel caso fosse presente nella classifica finale della Coppa delle Nazioni Under 23. E proprio questa graduatoria definirà ulteriormente assegnando 1 posto supplementare alle migliori 5 nazioni, una volta che terminerà la prova finale della rassegna, ossia il Tour de l’Avenir: al momento l’Italia potrebbe contare, al pari di Belgio, Francia, Danimarca e Norvegia, su questa possibilità.

Anche in questo caso il campione mondiale uscente e i campioni continentali in carica avranno la possibilità del posto nominale; diversamente dalle categorie élite, però, non c’è limitazione in chiave di somma di contingente. A beneficiarne saranno l’Italia avendo il campione europeo Alberto Dainese, l’Ecuador avendo il campione panamericano Jimmy Montenegro, l’Iran avendo il campione asiatico Mohammed Ganjkhanlou e la Svizzera avendo il campione del mondo uscente Marc Hirschi, ma almeno in questo caso pare assai complesso vedere il talento della Sunweb qui e non tra gli élite. Gli azzurri, dunque, potrebbero potenzialmente essere, se le ultime tappe all’Avenir andranno nel migliore dei modi, la nazione meglio rappresentata – nell’elenco sottostante non sono indicati i 5 posti derivanti dalla Coppa delle Nazioni.

6 posti: Italia (di cui 1 riservato ad Alberto Dainese), Ecuador (di cui 1 riservato a Jimmy Montenegro), Svizzera (di cui 1 riservato a Marc Hirschi)
5 posti: Colombia, Stati Uniti, Kazakistan, Cina, Belgio, Danimarca, Slovenia, Danimarca, Russia, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Francia, Germania, Norvegia, Polonia, Ungheria, Lussemburgo, Turchia, Australia, Iran (di cui 1 riservato a Mohammed Ganjkhanlou)
4 posti: Marocco, Costa Rica, Canada, Cile, Hong Kong, Spagna, Lituania, Svezia, Austria, Portogallo
3 posti: Ruanda, Algeria, Sudafrica, Messico, Venezuela, Panama, Repubblica Domenicana, Giappone, Corea del Sud, Mongolia, Estonia, Serbia, Romania, Grecia, Repubblica Ceca, Azerbaigian, Slovacchia, Nuova Zelanda
1 posto: Burkina Faso, Namibia, Argentina, Belize, Bermuda, Brasile, El Salvador, Guatemala, Honduras, Porto Rico, Taiwan, Indonesia, Malesia, Singapore, Thailandia, Uzbekistan, Finlandia, Etiopia, Irlanda, Mauritius

Juniores maschile

Ben più agevole il conteggio per la categoria più giovanile della rassegna, dato che viene tenuta in conto solo la Coppa delle Nazioni Juniores: 5 posti ai primi dieci paesi (fra cui l’Italia), 4 posti ai paesi dall’undicesimo al quindicesimo, 3 posti ai paesi dal sedicesimo al venticinquesimo, con 2 posti a ciascuna delle altre nazioni non ancora classificate.

I campioni continentali hanno la facoltà di essere presenti a titolo individuale, pur non eccedendo nel numero massimo di 5 atleti, motivo per cui il campione europeo, l’ucraino Andrii Ponomar, non è sicuro di essere tra i convocati. Possono avere questa opportunità, invece, il ruandese Renus Uhriwe in quanto campione africano, il colombiano Miguel Ángel Hoyos in quanto campione panamericano, il thailandese Tullatorn Sosalam in quanto campione asiatico, il neozelandese Finn Fisher-Black in quanto campione oceanico. Anche qui c’è la possibilità per il campione del mondo uscente di provare a difendere il titolo: ma non avverrà, perché l’individuo in questione non appartiene più alla categoria dato che si tratta di un certo Remco Evenepoel.

5 posti: Germania, Francia, Stati Uniti, Italia, Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Ucraina, Repubblica Ceca, Nuova Zelanda (di cui 1 riservato a Finn Fisher-Black), Colombia (di cui 1 riservato a Miguel Ángel Hoyos)
4 posti: Belgio, Canada, Spagna, Thailandia (di cui 1 riservato a Tullatorn Sosalam), Ruanda (di cui 1 riservato a Renus Uhriwe)
3 posti: Kazakistan, Svezia, Estonia, Eritrea, Etiopia, Uzbekistan, Lussemburgo, Slovenia

Juniores femminile

Estremamente agevole, invece, il conteggio per le ragazze: le prime cinque nazioni della Coppa per Nazioni della categoria hanno 5 posti a testa, tutte le altre federazioni, fra cui l’Italia, hanno la potenzialità di portare 4 posti. Anche qui vale il discorso del posto riservato alle campionesse della categoria, sempre non permettendo di sforare il limite di quota 5: niente da fare, dunque, per la campionessa europea, la neerlandese Ilse Pluimers. Luce verde invece per la campionessa africana, l’eritrea Danait Tsegay, la campionessa panamericana, la messicana Katia Martínez, la campionessa asiatica, l’hongkonghese Lee Sze Wing, e la campionessa oceanica, la neozelandese Ella Wyllie.

5 posti: Paesi Bassi, Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia, Svezia, Eritrea (di cui 1 riservato a Danait Tsegay), Messico (di cui 1 riservato a Katia Martínez), Hong Kong (di cui 1 riservato a Lee Sze Wing), Nuova Zelanda (di cui 1 riservato a Ella Wyllie)

Cronometro

Dopo tutte queste complicazioni, è una passeggiata di salute spiegare come avviene l’attribuzione dei contingenti nelle prove a cronometro. Ogni paese ha a disposizione per ogni prova 2 posti; a essi si aggiungono i campioni continentali e il campione uscente, senza limiti di quota. Tra gli uomini élite, ad esempio, l’Australia potrebbe schierare persino 4 atleti dato che ai 2 posti base si aggiungono quelli nominali per il campione del mondo uscente Rohan Dennis e per il campione oceanico Benjamin Dyball. Il medesimo discorso vale tra gli under 23 per la Danimarca, con l’iridato Mikkel Bjerg e il campione europeo Johan Price-Petjersen sicuri di un posto solo loro, e tra le donne élite per i Paesi Bassi, con la vincitrice di Innsbruck Annemiek van Vleuten e quella di Alkmaar Ellen van Dijk che possono andare extracontingente. Solo in una prova l’Italia potrà contare su un terzo elemento, ossia tra gli uomini juniores grazie al titolo continentale di Andrea Piccolo.

Cronometro a squadre – Staffetta mista

La novità di Yorkshire 2019 è l’inserimento della staffetta mista (cronosquadre di 3 uomini che daranno il cambio a 3 donne), già vista di recente ai Campionati europei di Alkmaar. Potenzialmente potevano partecipare tutte le nazioni presenti tra le prime 28 sia della classifica mondiale élite maschile che nella classifica mondiale élite femminile. Ad ottemperare a tale specifica sono, al momento, 17 nazioni che devono confermare la loro presenza entro e non oltre il 26 agosto; l’UCI ha comunque facoltà di invitare a sua discrezione altre 5 nazioni.

Queste le nazioni che rientrano nei requisiti: Australia, Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Russia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica, Svizzera

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