Alexander Evans trionfa sul Col de la Loze © ASO
Alexander Evans trionfa sul Col de la Loze © ASO

Tour de l’Avenir, nella minitappa succede di tutto: vince Evans, crisi per Vansevenant che perde la maglia

Il trittico conclusivo del Tour de l’Avenir è partito oggi con la tappa più breve (non che le altre siano tanto diverse…) del soggiorno fra le Alpi. La Brides les Bains-Col de la Loze di 23.1 km non è altro che una salita ininterrotta sino ai 2261 metri di altitudine del traguardo; particolarmente duri gli ultimi 6 km, con tratti anche al 20% su una salita asfaltata ed aperta alla circolazione solamente un mese fa.

Impossibile trovare la fuga in una frazione simile, con Italia e Norvegia che sin da subito dettano il passo: nella prima metà gara, ossia grossomodo i 12 km iniziali, vedono solo una folta selezione da dietro, tanto che l’unico uomo di classifica non essere presente nel gruppo di 40 unità che si affaccia negli ultimi 10 km è l’ungherese Attila Valter, tredicesimo alla partenza.

Il Col de la Loze inizia ai meno 6.3 km e sin da subito quel che resta del gruppo esplode: perdono contatto prima l’ottavo della generale, lo spagnolo Urko Berrade, subito dopo imitato dal secondo, l’italiano Giovanni Aleotti, e dal terzo, il norvegese Tobias Foss. Le speranze azzurre sono quindi sul solo Samuele Battistella il quale, però, a sua volta si stacca 5 km dalla fine quando davanti restano in otto, ossia lo statunitense Matteo Jorgenson, il francese Clément Champoussin, i belgi Mauri Vansevenant e Ilan Van Wilder, il lussemburghese Michel Ries, l’ecuadoriano Jefferson Cepeda, l’australiano Alexander Evans e il colombiano Jhojan García.

Il ritmo di Champoussin è importante tanto che il primo degli altri sette a perdere terreno è nientemeno che la maglia gialla Mauri Vansevenant ai meno 4 km: il francese va che è un piacere e stacca tutti nei metri seguenti, con il solo Evans capace di rientrare all’altezza dei 2500 metri dalla conclusione. E proprio l’oceanico tesserato per la SEG Racing Academy rende pan per focaccia, involandosi prima dell’arco dell’ultimo km.

Va così a vincere in perfetta solitudine l’australiano Alexander Evans che, all’ultimo anno tra gli under 23, coglie la prima affermazione della carriera nella categoria. In seconda piazza a 12″ ha concluso il rimontante lussemburghese Michel Ries, in terza a 24″ il francese Clément Champoussin. Seguono a 36″ lo statunitense Matteo Jorgenson, a 42″ il norvegese Tobias Foss gestitosi al meglio, a 1’04” il colombiano Jhojan García, a 1’23” lo spagnolo Jon Aguirre, a 1’25” il belga Ilan Van Wilder, a 1’28” un bravissimo Giovanni Aleotti e a 1’40” il francese Nicolas Prodhomme. Quattordicesimo a 2’37” Samuele Battistella.

Crisi nerissima per Mauri Vansevenant che all’ultimo km perdeva oltre 2’30” dal vincitore, accumulando ulteriore distacco di lì al traguardo, giungendo ventitreesimo a 4’07”. Tanto che la maglia gialla cambia padrone: ora in vetta balza il norvegese Tobias Foss, che era già stato leader per un giorno dopo la terza frazione. Lo scandinavo ha 23″ su Matteo Jorgenson, 41″ su Giovanni Aleotti, 58″ su Clément Champoussin, 1’38” su Ilan Van Wilder, 2’20” su Samuele Battistella e 2’35” su Mauri Vansevenant.

Domani si prosegue con la Villarogier-Tignes di soli 67.2 km con le salite di Côte des Chapelles, Côte de Montevalezan e Côte de Montalbert prima dell’ascesa finale di 8 km al 5% pendenza media che porta sino a quota 2093 metri dell’arrivo savoiardo.

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