Gli azzurri all'Europeo di Alkmaar © UEC/Bettiniphoto
Gli azzurri all'Europeo di Alkmaar © UEC/Bettiniphoto

Italia al Mondiale, più dubbi che certezze

Il punto della situazione sui possibili convocati azzurri per il Campionato del Mondo di Yorkshire 2019: si aspettano segnali incoraggianti dai big

A quattro settimane dal Campionato del Mondo su strada, facciamo un primo punto della situazione sullo stato di forma e sulle possibilità dei vari candidati a vestire la maglia azzurra in Inghilterra: le indicazioni che sono arrivate dalle ultime gara sono abbastanza contrastanti, qualcuno ha fatto vedere buone cose, ma nel complesso al momento attuale c’è poco per cui essere ottimisti. Tuttavia c’è tempo per invertire la tendenza, qualche corridore potrà recuperare e altri avranno la possibilità di crescere da qui al 29 settembre, giorno dell’attesa prova su strada con partenza da Leeds e arrivo in circuito a Harrogate.

Il capitano: si punta su Matteo Trentin?
Per quanto riguarda il ruolo di capitano dell’Italia al Mondiale di Yorkshire 2019, tutto sembra far pensare a Matteo Trentin, 30enne della Mitchelton-Scott che dopo il titolo europeo conquistato a Glasgow nel 2018 ed il quarto a posto a Bergen nel 2017 adesso sogna il podio, grazie anche ad un percorso che sembra adattarsi molto bene alle sue caratteristiche. Il corridore trentino ha destato un’ottima impressione all’ultimo Tour de France dove è stato protagonista in più giornate ed ha vinto con grande autorevolezza la tappa di Gap: dopo Parigi, Trentin si è comportato bene sia all’Europeo che ad Amburgo, mentre ieri non ha certo impressionato a Plouay in questo che poteva essere un testa interessante in ottica iridata. La condizione inizia a calare, o sarà stata solo una giornata negativa isolata? La speranza di tutti è ovviamente la seconda.

Il ruolo, almeno sulla carta, di Trentin non sembra essere comunque in discussione anche perché tutto fa pensare ad un Elia Viviani fuori dalla partita e magari con la testa già rivolta alla stagione invernale della pista che servirà come avvicinamento ai Giochi Olimpici di Tokyo della prossima estate. Il tracciato non durissimo aveva fatto subito pensare al velocista veronese come un possibile leader degli azzurri, poi con il passare del tempo, e con il passaggio a vuoto alla Sanremo, le cose sono cambiate: il percorso non è scontato ed il fatto di essere campione europeo in carica non gli garantisce un posto di diritto che potrebbe quindi essere sfruttato per un corridore più adatto senza dover prendersi azzardi eccessivi.

Colbrelli, Nibali e Ulissi brillanti in Germania
Una gara che ha fornito buone indicazioni da parte dei corridori italiani è stato il Giro di Germania che si è concluso ieri. La quarta ed ultima tappa è stata vinta da Sonny Colbrelli che in precedenza aveva ottenuto anche un secondo ed un terzo posto: il bresciano della Bahrain-Merida è un buonissimo corridore, resistente e spesso presente negli ordini d’arrivi, ma a cui manca sempre qualcosa per fare l’ultimo salto di qualità e trasformarsi in una ciclista vincente. Colbrelli difficilmente potrebbe ricoprire il ruolo di capitano di una nazionale ambiziosa, ma può essere un’ottima seconda punta da giocarsi al penultimo giro o come soluzione di emergenza nel caso in cui Trentin avesse problemi.

In Germania qualcosa di buono lo hanno fatto anche Diego Ulissi e Vincenzo Nibali. Il toscano ha chiuso quinto in classifica dopo che già era stato terzo in precedenza al Giro di Polonia ed in Inghilterra troverà un percorso che potrebbe adattarsi molto bene a lui, soprattutto se dovesse rivelarsi un po’ più selettivo del previsto: purtroppo i suoi limiti, soprattutto sulla distanza (e lì saranno ben 285 km) li conosciamo bene, ma le probabilità di vedere Ulissi in azzurro sono comunque alte. Nibali invece si è limitato a fare qualche accelerazione sulle salite e nei finali di tappa: niente di eclatante, ma segno che Vincenzo sta preparando con grande determinazione il finale di stagione e potrebbe essere utile alla causa azzurra anche su un percorso non adatto e con una condizione non al 100%, ma molto dipenderà dai piani del ct Davide Cassani e da come staranno gli altri capitani.

Bettiol e Formolo acciaccati
Chi avrebbe dovuto correre in Germania, ma all’ultimo minuto si è chiamato è Alberto Bettiol, sorprendente vincitore dell’ultimo Giro delle Fiandre ma poco appariscente dopo quell’exploit. Il toscano classe 1993 ha accusato un risentimento all’inguine e ha preferito non rischiare in attesa di accertamenti più dettagliati: Bettiol potrebbe essere il vero jolly dell’Italia, un corridore che rinforzerebbe la nazionale sia come co-capitano che come uomo squadra per la sua abilità sulle salite brevi e per le sue qualità anche sul passo. C’è da augurarsi che questo problema fisico sia superabile in fretta e non comprometta la fase di preparazione e avvicinamento a quello che sarebbe il suo secondo Mondiale.

Condizioni fisiche tutt’altro che ottimali anche per Davide Formolo che aveva scelto la Vuelta a España, altrimenti abbastanza snobbata dagli azzurri in odore di convocazione, come passaggio prima del Mondiale: caduto rovinosamente nella sesta tappa, il campione italiano della Bora-Hansgrohe è stato costretto al ritiro e tutte le botte subite non fanno certo per sperare per il futuro. Mettiamo tra gli acciaccati anche Fabio Aru, ancora in gara in Spagna, mentre ha appena ripreso ad allenarsi in bicicletta Alessandro De Marchi che si era infortunato al Tour de France: il friulano sarebbe una pedina imprescindibile per la nostra nazionale, ma è tornato su strada ieri dopo 49 giorni di stop e sarebbe una vera e propria impresa trovare una grande condizione fisica in appena 27 giorni.

Moscon, dove sei finito?
Tra i corridori italiani di riferimento c’è poi da valutare il caso di Gianni Moscon, quinto con rimpianti l’anno scorso a Innsbruck, ma completamente sparito dai radar in questa stagione: il 2019 del 25enne trentino era subito partito in salita con problemi fisici che ne avevano limitato il rendimento nelle classiche, ma poi si è ritrovato sempre all’inseguimento di una condizione fisica che non è arrivata mai, neanche al Tour de France dove ha reso molto al di sotto delle aspettative, pur non essendo stato l’unico in casa Ineos. Dopo la conclusione del Tour, non abbiamo più vista Moscon in gara: sembra un remake dell’anno scorso, ma allora ci fu la squalifica di cinque settimane per l’episodio con Gesbert, adesso invece dovrà affidarsi per scelta alle otto tappe del Tour of Britain per trovare la gamba e dare un segnale di inversione di rotta rispetto a quanto visto fino ad oggi.

E poi ci sono tutti gli altri, quelli che la convocazione se la devono guadagnare a suon di risultati e belle prestazioni. In pole position c’è Davide Ballerini, corridore versatile e che quest’anno in azzurro ha già vinto i Giochi Europei a Minsk: ottimo passista, il corridore dell’Astana può lavorare per i compagni, può entrare nelle fughe e può anche essere utilizzato per tirare un’eventuale volate, visto che all’occorrenza è lui stesso abbastanza veloce. Un paio di squilli interessanti li ha dati il ligure Niccolò Bonifazio, vediamo come risponderanno corridori come Fausto Masnada, Andrea Vendrame, Giovanni Visconti, Giacomo Nizzolo, Simone Velasco, Andrea Pasqualon, Simone Consonni, Marco Canola e Davide Cimolai che potrebbero tutti essere presi in considerazione.

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