Miguel Ángel López in maglia bianca alla Vuelta © Getty Images
Miguel Ángel López in maglia bianca alla Vuelta © Getty Images

Vuelta, dichiarazioni di fuoco di López: «Come sempre i Movistar si comportano da stupidi»

La caduta avvenuta al km 98 dell’odierna tappa della Vuelta a España ha provocato una lunga coda di polemiche. Nell’occhio del ciclone c’è il Movistar Team, che subito dopo l’incidente che ha coinvolto fra gli altri la maglia rossa Primoz Roglic e la maglia bianca Miguel Ángel López, ha iniziato a tirare a tutta il gruppo, arrivando a possedere oltre 1′ di vantaggio sugli attardati prima di rallentare una quindicina di km più tardi.

Senza ombra di dubbio, il più arrabbiato di tutti è Miguel Ángel López. Il colombiano dell’Astana Pro Team dopo l’arrivo si è lasciato andare a parole pesanti nei confronti della compagine navarra: «È una mancanza di rispetto nei confronti della maglia rossa. Siamo caduti in una ventina e loro sono sempre i soliti che cercano di avvantaggiarsi da questo tipo di situazioni. I Movistar sono sempre gli stupidi che fanno queste azioni. Sono sempre loro gli stupidi, è il loro modo di comportarsi. Chissà se un giorno vinceranno una gara attaccando». E non è finita qui, perché Superman ne ha anche per il leader del team: «Sono queste le azioni che fa la squadra del campione del mondo. Che bel campione del mondo che abbiamo!».

Decisamente più pacato nelle dichiarazioni Primoz Roglic: «Non so cosa sia accaduto davanti» spiega lo sloveno «mi sono preoccupato solamente di tornare prima possibile in gruppo dopo aver cambiato la bici. Prima di commentare voglio vedere le immagini».

Interpellato nel merito, Nairo Quintana ha risposto con queste parole: «Avevamo già in programma di attaccare lì. La decisione di fermarci è stata nostra, c’è il direttore che comanda e noi rispettiamo quello che dice», dice il colombiano, dichiarazioni per altro confermate anche dal compagno di squadra Marc Soler.

Il direttore sportivo del Movistar Team José Luis Arrieta nel corso della tappa era stato interpellato dalla tv spagnola accusando la giuria di aver di fatto causato il loro rallentamento, dato che all’organo giudicante imputa di aver esplicitamente affermato di non voler impedire il rientro degli staccati. A fine gara Arriera ha aggiunto: «Se l’UCI decide chi vince le corse, lo accetto ma non sono d’accordo. Nel Tour dopo la caduta di Valverde non ci hanno aspettato. Così stanno le cose, per questo ho deciso di fermare dopo 15 km i miei corridori».

Si sono mostrati decisamente stupiti dall’atteggiamento due dall’importante palmares come Joaquim Rodríguez e André Greipel. Lo spagnolo ha twittato: «Per fortuna che oggi non ho la televisione! Che vergogna! Oggi non sembra che #pedaliamouniti (riferimento all’hashtag con cui in Spagna ci si riferisce alla sicurezza stradale per i ciclisti, ndr). Il tedesco ha aggiunto, dopo aver in precedenza chiesto ai propri follower un parere, «sembra che l’abbiano capito dopo 15 km».

La pensa diversamente un ex Movistar che è in gruppo alla Vuelta con la maglia della Cofidis, Solutions Crédits, ossia José Herrada, che in un tweet di risposta a Rodríguez incolpa chiaramente Tony Martin. «Che Tony Martin possa provocare cadute e tensione da inizio Vuelta non è una vergogna, però se loro cadono bisogna invece aspettarli e far prendere loro la scia delle ammiraglie» conclude amaramente.

Visita lo store di Cicloweb!

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile