Pierpaolo Ficara durante una pedalata a Taiwan © Bruno Bobbink
Pierpaolo Ficara durante una pedalata a Taiwan © Bruno Bobbink

Ficara pedala verso nuovi orizzonti

Intervista al 28enne scalatore siciliano che nel 2020 vestirà i colori del Team Sapura Cycling assieme all’amico Danilo Celano

Da alcuni anni a questa non è assolutamente fatto insolito trovare dei corridori europei che scelgono di emigrare in Asia per proseguire la loro carriera ciclistica in mancanza di spazio o offerte adeguate nelle formazioni del vecchio continente: ad esempio in Giappone nel tempo si è formata una piccola colonia spagnola, ma ormai nelle gare orientali troviamo sempre atleti da ogni parte del mondo. Anche qualche italiano ci ha provato, ma nel complesso sono state tutte parentesi abbastanza veloci che si sono concluse nel giro di pochi mesi e senza risultati particolarmente brillanti.

Nel 2020 a provare ad invertire questa tendenza abbastanza negativa sui destini dei corridori nel ciclismo asiatico toccherà a due scalatori che qualcosa di buono qui in Europa lo hanno già fatto con la maglia dell’Amore&Vita: il siciliano Pierpaolo Ficara ed il lucano Danilo Celano lasceranno infatti il team di Fanini per lanciarsi in una nuova avventura al Team Sapura Cycling, formazione con sede in Malesia che come risultati è indiscutibilmente una delle migliori in Asia (ben 26 vittorie e più di 50 podi totali nel 2019) e che per il 2020 si sta rinforzando notevolmente per insidiare il primato dei rivali della Terengganu e per prepararsi anche a fare qualche comparsa fuori dal continente.

È proprio Pierpaolo Ficara che ci racconta di più di questo affascinante progetto che lo vedrà protagonista: in fondo in molte corse a tappe del calendario asiatico, le salite per mettersi in luce non mancano e chissà che una stagione ricca di soddisfazioni non aiuti i due italiani a rilanciarsi per fare un salto in avanti anche in Europa, o magari emulare l’australiano Benjamin Dyball che dopo il 2019 proprio al Team Sapura Cycling approderà addirittura nel World Tour con la NTT Pro Cycling.

Partiamo ovviamente dal principio, quando è nato il contatto con il Team Sapura Cycling?
«I primi contatti sono avvenuti dopo il Tour of Almaty e sin da subito sono stato affascinato da questo progetto; ho atteso qualche giorno prima di firmare perché speravo di fare il salto di categoria, ma ero rimasto piacevolmente colpito».

Il Team Sapura Cycling è una delle squadre più forti d’Asia ed il prossimo anno si rinforzerà ancora: quali sono state le tue prime impressioni?
«Di sicuro il fattore economico ha fatto la sua parte riguardo la scelta, ma quello che più mi ha colpito è anche la cura nei dettagli sia nei materiali che nell’organizzazione, e il fatto che si stia rafforzando per essere competitiva in tutti i tipi di gare ne è la prova. Devo dire che qui non hanno nulla da invidiare a nessuna squadra Professional europea».

C’è già una bozza di calendario, almeno per i primi mesi dell’anno?
«Certamente! La stagione partirà già a metà gennaio con la New Zealand Classic, poi andremo in Australia per il Herald Sun Tour, quindi il Tour of Hainan e naturalmente Tour de Langkawi, che sarà il grande obiettivo della squadra visto che è la corsa di casa. Per il momento è prevista anche qualche gara in Europa in Spagna e Francia, chissà che inviti permettendo non esca anche qualcosa in Italia».

Intanto il mese scorso hai avuto un primo assaggio di ciclismo asiatico alla Taiwan KOM Challenge dove sei arrivato terzo. Che esperienza è stata?
«La Taiwan KOM Challenge è una corsa che mi affascinava da tempo che sapevo che prima o poi dovevo provarla. È una corsa unica dove un qualsiasi amatore quel giorno si trova a sfidare i corridori professionisti che abitualmente tifa in televisione».

Il prossimo anno nella rosa della Sapura ci sarà anche Danilo Celano, anche lui in arrivo dall’Amore&Vita: immaginiamo che ci sia più tranquillità ad affrontare quest’avventura con un compagno che conosci bene
«Sicuramente, con Danilo ci conosciamo da tempo e ormai corriamo praticamente insieme dal 2015: è più che un amico, sappiamo benissimo che uno è la forza dell’altro e quindi ritrovarci insieme sarà un punto a nostro favore. E questo il Team Sapura Cycling lo ha potuto notare e apprezzare nella tappa regina del Tour of Almaty dove abbiamo chiuso lui in prima posizione ed io in quarta».

Il tuo futuro è quindi in Malesia, ma siamo certi che quattro anni all’Amore&Vita non si scorderanno facilmente…
«Quattro anni sono lunghi e infatti ormai considero i Fanini e l’Amore&Vita come una famiglia e non una squadra. Se oggi faccio questo piccolo passo in avanti lo devo soprattutto a loro che mi hanno permesso in questi anni di crescere mettermi in mostra potendo fare un calendario di alto livello. Dopo gli incidenti hanno sempre creduto in me, Ivano in particolare mi ha dato il tempo che mi serviva per ritornare ad essere competitivo: ci tenevo quest’anno a regalargli una vittoria ma purtroppo tra tanti piazzamenti (2° al Tour de Savoie, 4° al Giro della Toscana, 7° sul Ventoux, ad Almaty e al Sibiu Tour, ndr) quella è mancata. A loro devo tanto».

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