Mathieu van der Poel esulta anche a Koksjide © Photonews
Mathieu van der Poel esulta anche a Koksjide © Photonews

Invincibile? No, ineluttabile

Quasi ultimo alla prima curva, in testa dopo il primo giro: Van der Poel non conosce limiti e domina anche a Koksijde. Oranje in spolvero anche tra le donne: Del Carmen Alvarado batte Brand e Kastelijn

Il sospetto che nelle prime uscite stagionali Mathieu van der Poel fosse non ancora al 100% per il Ciclocross sta diventando sempre più concreto col passare delle gare. Perché il Van der Poel visto neanche un mese fa a Ruddervoorde e Silvelle, e che ha sofferto per vincere a Tabor, forse non sarebbe riuscito nell’impresa odierna, che si incasella nella storia come una delle prove magistrali della carriera di Mathieu, di quelle che ricorderemmo negli anni a venire, magari con video su YouTube da vedere e rivedere con un pizzico di nostalgia (tra moltissimi anni, speriamo).

Partiva in terza fila a Koksijde, si ritrovava terzultimo alla prima curva, era in testa con Sweeck alla fine del primo giro: ha ridicolizzato gli avversari nei tratti di sabbia, non c’è praticamente stata resistenza neanche dopo. In una giornata che ha visto il leader di Coppa del Mondo andare in grande difficoltà, lui che con questa sabbia non è mai andato troppo d’accordo, e Toon Aerts riavvicinarsi timidamente alla leadership, che comunque non sembra ancora in discussione.

La caduta di Merlier condiziona la partenza
La quinta tappa di Coppa del Mondo parte con Mathieu anche stavolta in terza fila, nonostante la vittoria di Tabor, a causa dell’inadeguato (in relazione al calendario)  regolamento di Coppa del Mondo e a un ancor più inadeguato sistema di punteggio, e parte anche peggio della tappa ceca. In più, viene penalizzato dalla caduta di Tim Merlier, a seguito di un contatto con Nicolas Cleppe e Daan Soete nella prima curva: quello più penalizzato è però proprio Merlier, costretto a ripartire dalle retrovie con 20″ abbondanti di ritardo su tutti.

La rimonta di Van Der Poel procede però nell’immediato, mentre Joris Neuwenhuis comanda nel primo giro, con accelerate decise sui tratti di sabbia che gli permettono di rimontare posizioni su posizioni. 37esimo, poi 13esimo, poi sesto, quarto ed infine secondo , a ruota di un ottimo Laurens Sweeck, l’uomo più in palla in giornata fuori dal campione del mondo. Che comunque non può nulla, quando Mathieu decide di prendere e andarsene.

La giornata negativa di Iserbyt
Sulla corsa verso il successo c’è poco da aggiungere: Van der Poel darà un’altra pesante mazzata nel corso del quarto giro, col tempone di 7’16”, per poi attestarsi sulla sua velocità di crociera e terminare la prova in poco meno di un’ora esatta (ma mollando parecchio nell’ultimo giro) a quasi 25 km/h di media. Dietro, più che l’inseguimento, si infiamma la lotta per il secondo posto, e si delinea la crisi di Eli Iserbyt: il quale prova a star dietro a Van der Poel al suo attacco, ma decisamente non è brillante come nella scorsa settimana a Tabor. Così resta a contatto coi migliori per il secondo giro, per poi crollare, letteralmente (cadrà anche sulla sabbia) oltre la decima posizione. Non ha mai amato questo percorso, ma la sensazione è che anche la forma sia già in calando.

Intanto, davanti gli uomini della Telenet Baloise Lions scortano compatti Toon Aerts, con la sola possibile intrusione di Laurens Sweeck: Quinten Hermans bene nella prima parte, poi Lars van der Haar e Corné van Kessel recuperano tempo e posizioni, con l’ex-campione del mondo Van Der Haar che piazza anche un pesante attacco a metà gara.

Sweeck fa il giro veloce, che rimonta Merlier!
Ma la giornata migliore tra gli umani è di Sweeck, il quale al penultimo giro comincia a fare sul serio, arrivando a staccare Aerts nel corso dell’ultimo e non solo: l’ultimo suo giro risulterà, sebbene di poco, essere il giro più veloce di giornata, con 7’15”. L’uomo di punta della Pauwels Sauzen chiude secondo a 25″, Aerts terzo a 35″ sale sul podio in Coppa per la quarta volta in 5 appuntamenti. Van der Haar giunge quarto a 40″, Hermans quinto a 50″, Van Kessel sesto ad 1’02”. Ottima gara, la migliore stagionale a questi livelli, per il tedesco Marcel Meisen, settimo ad 1’05” staccando nell’ultimo giro Michael Vanthourenhout, ottavo ad 1’19”. Al nono posto, si vede Tim Merlier: l’avevamo lasciato a terra nel corso del primo giro, non si è perso d’animo e grazie a una bella accelerata nel corso del terzo si è riportato nelle zone alte: chiude ad 1’28”, davanti a Tom Pidcock anche stavolta abbastanza anonimo.

Per Iserbyt 13esima piazza finale, superato tatticamente da Meeusen e David van der Poel nello sprint finale: nonostante la controprova odierna, Iserbyt resta al comando della coppa con 348 punti, ma con Toon Aerts a 330 non può permettersi altre sbandate; ben lontani gli altri, Michael Vanthourenhout è a 284. Partecipavano alla gara odierna anche i gemelli Samparisi, con Nicolas 41esimo e Lorenzo 44esimo.

Donne: prima in Coppa per la Alvarado, azzurre nella top ten
Nella gara maschile vittoria olandese, nella femminile i primi 5 posti a sole atlete olandesi: una giornata “corsara”, in quello che viene considerato il tempio del ciclocross di marca belga. La prova donne è stata segnata da un vero e proprio dominio di queste 5 atlete, le quali prendevano il largo già dal primo giro: trattasi di Lucinda Brand, Inge dan der Heijden, Yara Kastelijn, Ceylin del Carmen Alvarado e Annemarie Worst. Le più in gamba sono sembrate da subito la Brand, appena alla terza apparizione stagionale, e la campionessa europea under 23 Del Carmen Alvarado, mentre la Kastelijn, ieri vincitrice a Wachtbeke, sembrava a dispetto della gran gamba più in difficoltà tecnicamente delle altre, la Worst appariva più in sofferenza di tutte e la Van der Hejiden era comunque al massimo delle sue possibilità, considerando che parliamo della più giovane del lotto.

L’attacco decisivo della Del Carmen Alvarado nell’ultimo giro, con la Brand e la Kastelijn che faticavano per star dietro: fatale una scivolata della Brand, che ha spianato la strada verso il primo successo in Coppa del Mondo dell’atleta di origini dominicane, con Brand a 6″, Kasteljin a 8″, Van der Hejiden a 21″ e Worst a 24″. E le azzurre? Dietro a Laura Verdonschot, sesta ad un minuto esatto, Alice Maria Arzuffi perde la volata con un’ancora deludente Sanne Cant ad 1’24”: un ottavo posto che sa da una parte di gran risultato e dall’altra di beffa, in considerazione alla partenza anche peggiore del solito, che la vedeva navigare intorno alla 35esima posizione nelle prime fasi; anche Eva Lechner veniva parecchio svantaggiata e sarà autrice in parallelo di una grande rimonta che la porterà in nona posizione ad 1’47”, davanti alla promettente Shirin van Anrooij, appena 17 anni.

In particolare la Arzuffi è sembrata avere la gamba delle grandi occasioni, ma la gara era ormai compromessa in partenza. C’era anche Rebecca Gairboldi, 39esima a 7’48”. 14° posto per Katerina Nash, che resta leader di Coppa ma sente il fiato sul collo delle migliori ormai: è a 268 punti, e dietro Anna Kay (228) e Katlin Keough (224) cominciano ad affacciarsi Ceylin del Carmen Alvarado (220) e Annemarie Worst (215).

Le altre prove: vince ancora Thibau Nys
Nelle categorie inferiori, non c’è stata granché storia contro gli atleti belgi. Tra gli under 23, Niels Vandeputte ha dato 8″ a Jelle Camps, terzo posto per Ryan Kamp a 29″: quinto lo svizzero Kevin Kuhn, ancora leader di Coppa, per Filippo Fontana una gara anonima conclusa in 25esima posizione a 3’27”. Tra gli juniores non c’è storia: analogamente alla gara femminile, i primi 5 sono tutti i belgi. Terza vittoria su tre per Thibau Nys, che mette in fila Ward Huybs, Lennert Belmans, Emiel Verystringe e Jente Michels. Davide De Pretto ha provato nel primo giro a stare col passo dei migliori, ma ha dovuto cedere, concludendo in 17esima posizione ad 1’42”. Sudore ed esperienza per i primo anno Filippo Agostinacchio, 24esimo a 2’55”, e Lorenzo Masciarelli, 42esimo a 4’44”.

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