Foto di gruppo per la UAE Team Emirates
Foto di gruppo per la UAE Team Emirates

Le squadre 2020: UAE Team Emirates

Continua la politica dei giovani nella squadra emiratina, che ha trovato in Pogacar il nuovo leader per le corse a tappe. Formolo per il salto di qualità, per Aru l’anno della verità

Dopo tre anni di attività, la UAE Team Emirates, sembra aver trovato la quadra. Il bottino del 2019 recita 29 vittorie, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Ancora più importante, la consapevolezza di avere in squadra un futuro (ma anche presente) protagonista dei grandi giri, ovvero Tadej Pogacar, terzo all’ultima Vuelta a España. Per le classiche è arrivato Davide Formolo, che con il podio alla Liège si candida ad essere un costante protagonista nelle Ardenne. Alexander Kristoff rimane un’eccellente carta da giocare sul pavè e lo vedremo sprintare al Giro d’Italia. Ci si aspetta di più da Gaviria e, ovviamente, anche da Fabio Aru, che in inverno ha recuperato dal citomegalovirus. Si guarda però anche al futuro, con l’ingaggio di McNulty, Ardila e Bjerg.

ROSA
Andrés Camilo Ardila (Col, 1999), Fabio Aru (Ita, 1990), Mikkel Bjerg (Dan, 1998), Tom Bohli (Svi, 1994), Sven Erik Bystrøm (Nor, 1992), Valerio Conti (Ita, 1993), Alberto Rui Costa (Por, 1986), Alessandro Covi (Ita, 1998), David de la Cruz (Spa, 1989), Joe Dombrowski (Usa, 1991), Davide Formolo (Ita, 1992), Fernando Gaviria (Col, 1994), Sergio Luis Henao (Col, 1987), Alexander Kristoff (Nor, 1987), Vegard Stake Laengen (Nor, 1989), Marco Marcato (Ita, 1984), Brandon McNulty (Usa, 1998), Yousif Mirza (Uae, 1988), Sebastián Molano (Col, 1994), Cristián Camilo Muñoz (Col, 1996), Ivo Oliveira (Por, 1996), Rui Oliveira (Por, 1996), Jasper Philipsen (Bel, 1998), Tadej Pogacar (Slo, 1998), Jan Polanc (Slo, 1992), Edward Ravasi (Ita, 1994), Alexandr Riabushenko (Blr, 1995), Maximiliano Richeze (Arg, 1983), Oliviero Troia (Ita, 1994), Diego Ulissi (Ita, 1989)

L’ANALISI

Tadej Pogacar
Tadej Pogacar

CORSE A TAPPE: È bastata solo una stagione a Tadej Pogacar per diventare il leader della squadra. Lo sloveno era sì considerato il miglior prospetto per le corse a tappe tra i neopro’ dell’anno scorso ma ha disputato un 2019 oltre ogni aspettativa: classifica generale alla Volta ao Algarve e al Tour of California ma soprattutto terzo posto alla Vuelta a España (con due vittorie di tappa). La squadra ha capito che il suo livello è già altissimo e l’ha indirizzato verso il Tour de France, dove sarà molto interessante vedere se può già giocarsela con Bernal. Alla Grande Boucle ci sarà anche Fabio Aru, sul quale è difficile esprimere opinioni in quanto, oltre ad un periodo di mancanza di fiducia, ci si sono messi anche i problemi fisici (prima l’operazione all’arteria iliaca e poi il citomegalovirus). Il 2020 sarà un po’ l’anno della verità per il sardo, sperando possa perlomeno stare lontano da qualsiasi tipo di inconveniente. Jan Polanc rimane un corridore molto solido, in grado di fare classifica nelle corse a tappe di seconda fascia mentre Edward Ravasi ha sofferto il passaggio al professionismo, non riuscendo mai a mettersi in luce quando la strada sale, lui che aveva fatto secondo all’Avenir nel 2016. Valerio Conti ha indossato la Maglia Rosa per cinque giorni al Giro d’Italia, anche se la sua dimensione è quella di cacciatore di tappe. Passiamo ora ai nuovi arrivi, che non sono pochi: David de la Cruz e Joe Dombrowski sono uomini di esperienza, che necessitano un po’ di una scossa; li vedremo entrambi al Giro d’Italia. Brandon McNulty, già professionista da due anni nell’americana Rally Cycling, è un interessante prospetto per le cronometro (terzo al Mondiale under 23) e per le corse a tappe: l’anno scorso ha vinto il Giro di Sicilia e a soli vent’anni aveva ottenuto la top 10 al Tour of California. Andrés Camilo Ardila, classe ’99, ha letteralmente dominato il Giro d’Italia under 23 (oltre 4 minuti sul secondo), corsa nella quale è arrivato quarto Alessandro Covi, altro innesto promettente.

Fernando Gaviria
Fernando Gaviria

VOLATE: Il primo anno di Fernando Gaviria nella squadra emiratina è stato pieno di difficoltà, dovute ad un problema al ginocchio che sostanzialmente gli ha precluso gran parte della stagione. Giustamente, il team si aspetta tanto da lui, che ha già saputo vincere tappe al Giro e al Tour, nonché una Paris-Tours. Cresce bene Jasper Philipsen, che ha esordito subito in Australia vincendo una tappa, ed ha poi collezionato tantissime top 10 nell’arco dell’anno, anche al Tour de France. Il belga sta lavorando per diventare anche un protagonista delle classiche del nord. Preziosissima aggiunta è Maximiliano Richeze, probabilmente il miglior ultimo uomo al mondo, che potrà far rendere al massimo Gaviria, già suo compagno all’allora Quick-Step Floors. Juan Sebastián Molano ha un’ottima punta di velocità ma è parso ancora un po’ acerbo per le corse europee: nel 2019 è stato spesso affiancato a Gaviria ma il suo contributo è stato minimo.

Alexander Kristoff
Alexander Kristoff

PAVÈ: Alexander Kristoff ha vissuto un annata molto positiva, coronata dalla vittoria della Gent-Wevelgem e dal podio alla Ronde van Vlaanderen (vinta nel 2015). Anche in questa stagione rimarrà il punto di riferimento del team per il pavè e per la prima volta in carriera disputerà il Giro d’Italia, come velocista della squadra. Il norvegese verrà spesso affiancato dai connazionali Sven Erik Bystrøm e Vegard Stake Laengen, affidabili gregari. Una “vecchia volpe” delle pietre è Marco Marcato, che non disdegna le fughe a lunga gittata e può essere un prezioso aiuto ai capitani. Anche i passisti Oliviero Troia e Tom Bohli (ottimo cronoman) sono soliti disputare la campagna delle pietre. Chiudiamo con i gemelli Rui Oliveira e Ivo Oliveira (medagliato ad europei e mondiali su pista), utilizzati ancora col contagocce, ma presenti in varie classiche del nord.

Davide Formolo
Davide Formolo

CLASSICHE: Per la prima volta in carriera, Davide Formolo si troverà ad essere il leader della squadra nelle classiche, lui che ha mostrato un feeling particolare con la Liège: ripreso a 400 metri dal traguardo tre anni fa, settimo nel 2018 e secondo l’anno scorso. Correrà anche il Giro d’Italia ma difficilmente potrà ambire ad un posto nei primi cinque. Il veneto sarà anche una pedina importante per la nazionale di Cassani, potenzialmente sia ad Aigle-Martigny che a Tokyo, dove è già stato a provare il percorso nel Test Event. Il vincitore di quella corsa fu Diego Ulissi, che finalmente è stato protagonista nelle Ardenne, con il terzo posto alla Flèche Wallonne. Il 30 enne ha saputo togliersi altre soddisfazioni, come la generale al Tour of Slovenia ed il podio al Grand Prix Cycliste de Montréal (vinto nel 2017). L’ex iridato Rui Costa è attualmente un atleta un po’ incostante, ma in grado di garantire piazzamenti di livello (secondo al Tour de Romandie). Disastrosa invece la stagione di Sergio Henao, che sembra aver intrapreso una parabola discendente: la sua ultima vittoria a livello World Tour risale a tre anni fa. Dopo un primo anno mediocre, Alexandr Riabushenko ha alzato le braccia alla Coppa Agostoni, vittoria a cui sono seguiti altri piazzamenti incoraggianti. Chiudiamo con Mikkel Bjerg, bi-campione del mondo a cronometro tra gli under 23.

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