La volata vincente di Rudy Barbier alla Vuelta a San Juan © Bettiniphoto - Ilario Biondi
La volata vincente di Rudy Barbier alla Vuelta a San Juan © Bettiniphoto - Ilario Biondi

Vuelta a San Juan, Barbier sorprende nell’apertura e supera Belletti

L’edizione 2020 della Vuelta a San Juan si è aperta con la San Juan-San Juan di 163.5 km, frazione ondulata ma con un tracciato assai adatto alle ruote veloci. La prima fuga della corsa albiceleste è stata assai interessante, dato che prima ben undici, poi nove, quindi sette elementi si sono mossi, segno della vivacità e della voglia di mostrarsi nel debutto dell’anno.

Discorso che vale per i tre italiani in azione, tutti al debutto a tempo pieno con la nuova casacca: si tratta di Mattia Bais (Androni Giocattoli-Sidermec), Andrea Di Renzo (Vini Zabù-KTM) e Filippo Zaccanti (Bardiani CSF Faizanè). Con loro presenti l’argentino Daniel Juarez (Agrupación Vírgen de Fátima), lo spagnolo Iker Ballarín (Fundación Orbea), il colombiano César Paredes (Team Medellín) e il brasiliano Vinicius Rangel (Brasile).

Il gruppo non ha mai lasciato gran spazio e l’ultimo a venir riassorbito è stato il solito, instancabile Bais, riassorbito a 36 km dalla conclusione. Bora Hansgrohe, Deceuninck-Quick Step e UAE Team Emirates sono le formazioni che maggiormente lavorano nella preparazione degli ultimi km; tutto scorre tranquillo fino a poco prima dei 3 km dall’arrivo, quando una caduta coinvolge una trentina di unità. Il più noto tra quanti ha assaggiato l’asfalto è Remco Evenepoel, ma il giovane belga è ripartito, pur accumulando del ritardo che lo pone fuori dai giochi della generale.

A prendere le redini è la Bora Hansgrohe che inizia l’ultimo km al comando, sfidata dalla Deceuninck-Quick Step mentre Maxi Richeze porta avanti un Fernando Gaviria rimasto intruppato. A lanciare lo sprint è Bert Van Lerberghe, che apre la via ad Álvaro Hodeg; ma il colombiano non sprigiona la massima velocità e viene rimontato sia a destra che a sinistra.

È dal lato aperto che viene il vincitore, un nome di buon livello ma non certo un favorito: a sprintare meglio di tutti, prendendo la testa negli ultimi quindici metri, è il francese Rudy Barbier, che regala così alla Israel Start-Up Nation la prima gioia dell’anno. Superato per mezza bicicletta il romagnolo Manuel Belletti (Androni Giocattoli-Sidermec), che comunque può essere contento per una buona volata.

Sorprendente terza piazza per l’argentino Tomas Contte (Municipalidad de Pucito). Quarto il colombiano Sebastián Molano (UAE Team Emirates), quindi tutti assieme i big: il colombiano Álvaro Hodeg (Deceuninck-Quick Step) quinto, lo slovacco Peter Sagan (Bora Hansgrohe) sesto. Completano la top ten il russo Roman Maikin (Russia), l’italiano Luca Wackermann (Vini Zabù KTM), il colombiano Fernando Gaviria (UAE Team Emirates) e il francese Cyril Lemoine (Cofidis).

Domani la prova prosegue con la Pocito-Pocito di 168.7 km, di fatto totalmente pianeggiante dall’inizio alla fine, che garantisce una nuova opportunità alle ruote veloci.

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